A 25 anni dalla Mulieris dignitatem la donna secondo Wojtyla

Nell’ Antico Testamento è Isaia forse il primo a raccontare agli uomini l’aspetto materno di Dio ma, si potrebbe dire che solo Giovanni Paolo II ne ha fatto una precisa linea di Magistero sulle orme del Concilio Vaticano II . Ha recuperato un linguaggio che ci riporta ai Padri, all’ immagine femminile della Chiesa antica, alla espressività femminile. Tutti conosciamo i due testi ufficiali che hanno fatto parlare il mondo e discutere la Chiesa , le Chiese. La Mulieris Dignitatem porta la data mariana del 15 agosto nell’ Anno Santo dedicato a Maria il 1988 e la Lettera alle Donne scritta nel 95 in occasione dell’ anno destinato dalle Nazioni Unite alla Donna: una dichiarazione di lavoro per la Conferenza di Pechino, una traccia ideologica e filosofica per Karol Wojtyla fatta di incontri e di riferimenti, di riflessioni. E’ certo che l’ amore di Wojtyla per le donne il rispetto per la loro dignità nasce in Maria con una specialissima devozione mariana dell’ uomo prima ancora che del Papa, anche questa una speciale attenzione alla femminilità. “Quanto grande sia la dignità della donna, dice Giovanni Paolo II all’ Angelus del 25 giugno del 1995, è possibile intuirlo già solo dal fatto che l’ eterno Figlio di Dio ha voluto nascere nel tempo da una donna, laVergine di Nazareth, specchio e misura di vera femminilità”. E la attenzione del papa alla dignità della Vita non è forse in primo luogo attenzione alla dignità del ruolo della donna? E quale il posto nella Chiesa oltre che nella società civile?

Le sante ! Non solo suore , fondatrici , missionarie, patrone, ma madri, spose, da Gianna Berretta Molla a Mamma Rosa, Giovanni Paolo II sceglie tra donne per affiancare tre uomini come Copatrone d’Europa: Caterina, Brigida, Edith. I due anni della donna per dire così per Giovanni Paolo II sono l ’88 e il 1995 . Al rapporto donna-mondo il Papa dedica un ciclo intero di meditazioni. L’ONU dichiara l’ anno della donna e il papa presenta il genio femminile e lo fa con una preghiera che esalta il ruolo di una donna, della donna per eccellenza, il racconto di una scelta femminile che ha permesso ad un uomo, a Dio , di redimere gli uomini: la preghiere dell’ Angelus Far maturare una cultura dell’ eguaglianza. Con questo tema il papa presenta la posizione della Santa Sede a Pechino, ma anche la necessità di rivedere la centralità del ruolo della donna nelle Chiesa. E’ un impegno non certo nuovo, giacché trae ispirazione dall’esempio di Cristo stesso, che, se scelse tra gli uomini i suoi apostoli – scelta che resta normativa anche per i loro successori -, non mancò tuttavia di valorizzare anche le donne per la causa del suo Regno, e le volle anzi prime testimoni e annunciatrici della sua Risurrezione. Chi può immaginare quali grandi vantaggi verranno alla pastorale, quale nuova bellezza assumerà il volto della Chiesa, quando il genio femminile sarà pienamente riversato nei vari ambiti della sua vita?

Wojtyla rivaluta il ruolo della donna rilegge anche il matrimonio e rilegge il ruolo sociale del genio femminile. Ci vorranno anni perche’ la società possa ascoltare le affermazioni coraggiose di Giovanni Paolo II a margine della Conferenza di Pechino, contro tutto e tutti contro l ‘ idea di una “salute riproduttiva” che rende la donna schiava della societa’ che proclama la sua liberazione e la rende spesso solo condizionata da più moderne regole maschili. “In ogni caso- diceva nel 1995 Giovanni Paolo II-le donne stanno dimostrando di saper dare un apporto non meno qualificato di quello degli uomini, apporto che si prospetta anzi particolarmente significativo, soprattutto su quei versanti della politica che toccano gli ambiti umani fondamentali.

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