Il Giubileo della Madonna del Soccorso per il 500° anniversario del santuario di Cori

Sono ormai 500 anni che la comunità di Cori, in provincia di Latina, vive un legame con il suo santuario della Madonna del Soccorso; per questo motivo il vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, mons. Mariano Crociata, ha indetto l’apertura dell’anno giubilare ricordando il fatto prodigioso del 4 maggio 1521.

Infatti, come racconta la devozione popolare, la piccola Oliva si perse sul Monte della Ginestra. Ritrovata otto giorni dopo, la bambina raccontò di essere stata salvata da una ‘bella signora’, e accompagnò autorità e compaesani sul luogo in cui fu protetta.

Sul posto ritrovarono un’immagine raffigurante Maria in trono, di un’antica cappella vicina, e qualche anno vi costruirono una chiesa intitolata alla Madonna della Ginestra. Venne rinominata Madonna del Soccorso, per i tanti miracoli riconosciuti a Maria nelle calamità o come accoglimento di suppliche dei fedeli.

Per questa occasione mons. Crociata ha annunciato che la Penitenzieria apostolica ha concesso l’indulgenza plenaria ai fedeli che alle condizioni usuali visiteranno il santuario in questo anno giubilare e nell’omelia, riferendosi alla storia dell’apparizione, ha ricordato che lo smarrimento di quella bambina è anche lo smarrimento che oggi vivono i piccoli e gli adulti «da un anno a questa parte, offuscando il futuro dinanzi a noi». Il vescovo ha proseguito affermando:

“La semplicità dell’avvenimento non ha attenuato, semmai rafforzato, la fede dei coresi del tempo, perché esso conteneva un significato profondo e coinvolgente: Maria è vicina al popolo cristiano di questa comunità in tutti i momenti della sua vita, nelle minute e nelle importanti circostanze, nei piccoli e nei grandi pericoli; ella è davvero una madre, che accompagna sempre, con discrezione e assiduità, il cammino dei suoi figli”.

Il messaggio di quell’avvenimento è ancora attuale: “La Madonna del Soccorso parla a noi oggi, e il suo straordinario anniversario ne rende ancora più incisivo e attuale il messaggio. Innanzitutto essa ci aiuta a ricordare sempre che la nostra esistenza è aperta sull’invisibile e sul divino.

C’è qualcuno che dall’alto ci guarda e veglia su di noi. Maria è segno di un amore tenero e sovrano che ci sovrasta e ci avvolge. Tocchiamo con mano che non bastiamo a noi stessi, che le nostre forze sono limitate, ma anche che non siamo abbandonati alla nostra precarietà: c’è un cuore che palpita per noi, sia dentro il nostro impegno serio e costante, sia dietro il nostro vagare talvolta senza meta”.

Quello smarrimento è lo smarrimento della persona contemporanea: “Lo smarrimento infatti è un fenomeno che affligge non solo qualche bambino, ma un po’ tutti e forse soprattutto noi adulti: in particolare quando i problemi ci assillano, come avviene da un anno a questa parte, offuscando il futuro dinanzi a noi. Non è la strada di casa quella che per lo più perdiamo, ma il senso stesso della nostra vita…

Abbiamo bisogno di ritrovare le cose più vere e necessarie che sembrano inesorabilmente sfuggirci: la serenità del cuore e del giudizio, la lucidità nelle più disparate situazioni, la capacità di distinguere il bene dal male, il senso della dignità di ogni persona e il senso di rispetto e di cura nei nostri rapporti con tutti.

La Madonna del Soccorso oggi ci ricorda che lei c’è per aiutarci a recuperare le dimensioni essenziali del nostro essere umani e del nostro essere credenti: la rettitudine e la lealtà, la fedeltà e la perseveranza, la generosità e il disinteresse nella ricerca del bene comune”.

La Madonna del Soccorso invita ad ascoltare Gesù: “Noi che ci professiamo credenti in Cristo e devoti della Madonna del Soccorso, dobbiamo sentire, ciascuno in prima persona, la responsabilità di praticare e testimoniare rapporti interpersonali nuovi, improntati al rispetto, alla benevolenza, alla solidarietà, alla volontà incondizionata di essere di aiuto a chiunque ce lo chieda o ne abbia bisogno.

Dobbiamo contrastare l’insofferenza e l’indifferenza reciproca, il senso di superiorità e di disprezzo, l’incitamento allo scontento e allo scontro. Non ci vuole sentimentalismo o emozionalismo, perché questo non è vero amore; amore è volontà e decisione di bene per l’altro”.

Concludendo l’omelia mons. Crociata invita a non correre il pericolo di smarrirci: “Insieme aiutiamoci a non smarrirci e a ritrovarci: se avremo questa volontà e se faremo questo sforzo comune, sperimenteremo in maniera nuova e sorprendente che la Madonna del Soccorso ci viene in aiuto e ci lascia ancora una volta un segno singolare della sua predilezione d’amore e della sua cura materna.

Ce lo auguriamo a vicenda di cuore, all’inizio di questo anno giubilare, cominciando con il pregare gli uni per gli altri e proseguendo con l’impegno volto a una sempre più grande e calorosa comprensione reciproca, che diventi anima di una comunità umana, religiosa e civile profondamente rigenerata e nuovamente vitale”.

(Foto: Diocesi di Latina)

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