Papa Francesco alla Via Crucis: In questa notte rimane una sola parola, la Croce

“La Croce di Gesù è la Parola con cui Dio ha risposto al male del mondo”, afferma Papa Francesco al termine della sua prima Via Crucis al Colosseo. Questa antica pratica devozionale, rivissuta oggi nelle chiese e nelle comunità cristiane di tutto il mondo, ripercorre l’itinerario che compì Gesù dall’Orto degli Olivi fino al Golgota, ricordando le ultime ore della vita terrena di Cristo. La “sola parola” che deve rimanere in questa notte è la “Croce stessa” ha sostenuto il Pontefice. Anche quando “ci sembra che Dio non risponda al male, che rimanga in silenzio”, in realtà “la sua risposta è la Croce di Cristo: una Parola che è amore, misericordia, perdono”. Ma che è “anche giudizio: Dio ci giudica amandoci”. All’uomo tocca rispondere: “Se accolgo il suo amore sono salvato, se lo rifiuto sono condannato, non da Lui, ma da me stesso, perché Dio non condanna, Lui solo ama e salva”. I testi proposti quest’anno per le stazioni della Via Crucis sono stati preparati da alcuni giovani libanesi, guidati dal cardinale Béchara Boutros Raï, patriarca di Antiochia dei Maroniti. Nel suo saluto il Papa li ha ringraziati per le loro “belle meditazioni e preghiere”, ma anche “per la testimonianza che ci danno”. E ha richiamato il viaggio di Benedetto XVI in Libano (14-16 settembre 2012): “Abbiamo visto la bellezza e la forza della comunione dei cristiani di quella Terra e dell’amicizia di tanti fratelli musulmani e di molti altri”.

Papa Francesco lo ha definito “un segno per il Medio Oriente e per il mondo intero: un segno di speranza”. Una Via Crucis, quella di stasera, che ha parlato ad ogni categoria di persone, da quanti sono detentori del potere in questo mondo, perché “governino nella giustizia”, alle famiglie, perché possano essere “delle oasi d’amore, di pace e di serenità”; da chi convive con “la croce della sofferenza e della malattia”, a chi trova il volto di Cristo “in quello dei senza dimora, dei poveri e dei bambini, esposti alla violenza e allo sfruttamento”; dalle “donne ferite nella loro dignità, violentate dalle discriminazioni, dall’ingiustizia e dalla sofferenza”, ai “giovani che sono oppressi dalla disperazione”, o “vittime della droga, delle sette e delle perversioni”. Ma anche una Via Crucis che non ha sottaciuto i tanti rischi presenti nell’odierna società. V’è l’uomo che crede “di potersi sostituire a Dio e determinare da se stesso il bene e il male”. Un uomo che si crede “onnipotente”, in nome “della ragione, del potere o del denaro”, mentre varie realtà “cercano di espellere Dio dalla vita dell’uomo”, come il “laicismo cieco”, o il “fondamentalismo violento”. Si è accennato a una Chiesa “oppressa sotto la croce delle divisioni che allontanano i cristiani gli uni dagli altri e dall’unità” voluta per loro da Cristo e si è pregato “perché tutti coloro che promuovono l’aborto prendano coscienza che l’amore non può essere che sorgente di vita”.Un pensiero è stato rivolto “anche ai difensori dell’eutanasia e a coloro che incoraggiano tecniche e procedimenti che mettono in pericolo la vita umana”, perché “il Signore apra i loro cuori”.

Papa Francesco ha seguito dal colle Palatino la Via Crucis, trasmessa come ogni anno in mondovisione, mentre migliaia di persone si sono assiepate innanzi al Colosseo e nelle vie adiacenti. Nel portare la croce si sono alternati il cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini, una famiglia italiana e una indiana, un disabile assistito da volontari dell’Unitalsi, due seminaristi cinesi, due frati francescani della Custodia di Terra Santa, due suore nigeriane e due libanesi, un ragazzo e una ragazza provenienti dal Brasile, dove in luglio si terrà la prossima Giornata Mondiale della Gioventù. Più volte si è levato il pensiero alle popolazioni “dell’Oriente martoriato”, provate da “situazioni che sembrano senza via d’uscita”. Tra queste, “quelle derivanti dai pregiudizi e dall’odio, che induriscono i nostri cuori e conducono ai conflitti religiosi”. Una replica a tanto dolore arriva dalla riflessione del Papa: “La parola della Croce è anche la risposta dei cristiani al male che continua ad agire in noi e intorno a noi. I cristiani devono rispondere al male con il bene, prendendo su di sé la croce, come Gesù”. “Continuiamo questa Via Crucis nella vita di tutti i giorni” è stato il suo invito conclusivo. “Camminiamo insieme sulla via della Croce – ha esortato –, camminiamo portando nel cuore questa Parola di amore e di perdono. Camminiamo aspettando la Risurrezione di Gesù, che ci ama tanto. È tutto amore!”.

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