Numeri ufficiali Covid-19 del 4 maggio 2021. Con pandemia allarme abusi sessuali su minori sia online (+77% reati) che offline

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I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi martedì 4 maggio 2021

Ricoverati con sintomi: 18.176 (-219) (-1,19%) [Occupazione al 29%] [*]
In terapia intensiva: 2.423 (-67) (-2,69%) [con 136 nuovi ingressi del giorno] [**] [Occupazione al 27%]
Deceduti: 121.738 (+305) (+0,25%)
Vaccinati [***] e percentuale sulla platea da vaccinare (aggiornato al 4 maggio 2021 ore 21:07): 6.516.019 (12,83% di una platea di 50.773.718 persone da vaccinare)

[*] Dato molto importante, perché permette di verificare al di là del saldo quante persone sono effettivamente entrate in terapia intensiva nelle ultime 24 ore oggetto della comunicazione.
[**] Persone che hanno completato la vaccinazione (prima e seconda dose; oppure monodose). Vaccinazione in tempo reale: QUI.
[***] La soglia del 30% di occupazione per le terapie intensive e del 40% per le aree non critiche è individuata dal decreto del Ministro della Salute del 30 aprile 2020, oltre la quale sono a rischio le prestazioni sanitarie per le altre patologie. Per area non critica si intendono i posti letto di area medica afferenti alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia.

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

Media giornaliera dei decessi: 277 (-).

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.

Il punto della situazione a cura di Lab24
Qualche notizia positiva, oggi, sull’efficacia dei vaccini Pfizer e AstraZeneca nel ridurre la trasmissione del Sars-CoV-2 già dopo la somministrazione della prima dose. Si tratta di un’indicazione importante, anche se preliminare, sulla capacità dei vaccini di interrompere le catene di trasmissione del contagio: perché finora le dimostrazioni di efficacia si erano concentrate sulla riduzione del rischio di sviluppare la malattia (di gravità variabile) o sul rischio di morte a essa collegato. Lo studio, per ora in preprint e non ancora sottoposto a revisione (peer review), è stato condotto nel Regno Unito da un gruppo di ricercatori londinesi della Sanità pubblica e ha preso in esame un campione di 365.000 famiglie. In particolare sono stati ricercati i soggetti che, dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino, hanno comunque contratto l’infezione: cosa che sappiamo essere possibile perché dopo una singola dose si ottiene una protezione parziale. Nel gruppo di confronto sono stati invece considerati i nuclei famigliari nei quali la persona individuata come “paziente zero”, e quindi come elemento di avvio del contagio, non era stata vaccinata. Una prima scoperta, collaterale all’oggetto dell’indagine, è stata relativa alla permanenza della positività fino a 21 giorni nei soggetti vaccinati con singola dose. Ma l’informazione più importante è stata relativa proprio alla trasmissione dell’infezione: nelle famiglie in cui il primo soggetto positivo alla Covid-19 era già stato vaccinato con una sola dose, si è infatti osservata una riduzione del contagio degli altri soggetti dello stesso nucleo famigliare variabile tra il 40 e il 50% rispetto al gruppo di controllo. Un dato che, se confermato dopo la revisione, testimonierebbe la capacità dei vaccini (o almeno dei due considerati) di frenare in modo importante la circolazione del virus: è lecito attendersi, infatti, che questa capacità sia destinata ad aumentare dopo la seconda dose di richiamo. Abbiamo visto nei giorni scorsi, e anche nell’analisi di questa settimana, quanto sia importante non solo agire sulla gravità della malattia, ma anche limitare al massimo la diffusione del Sars-CoV-2: riducendo di conseguenza il numero delle replicazioni virali, il conseguente e inevitabile numero degli errori commessi dal virus (le mutazioni) e la possibile insorgenza di varianti più diffusive e/o meno sensibili alla risposta immunitaria (Fonte Lab24.ilsole24ore.com/coronavirus).

Locatelli: “Impatto su giovani come in guerra”

Le generazioni di ragazzi travolte dalle restrizioni del Covid “hanno un percorso che ha qualche somiglianza con quello” di chi ha vissuto “un fatto drammatico come un evento bellico”. Così Franco Locatelli, coordinatore del Cts, in audizione in Senato. “Non c’è questo impatto così evidente di distruzione e di morte”, come in guerra, “ma altrettanto chiaramente c’è la percezione di un qualcosa che in una certa misura ha interrotto dei percorsi e dei circuiti che andranno adeguatamente ripristinati” (Fonte SkyTG24).

Con pandemia +77% reati web su minori

Nel 2020, la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha rilevato un aumento pari al 77% dei reati online in danno di bambini e ragazzi: pedopornografia, adescamento online e cyberbullismo ma anche estorsioni sessuali, revenge porn e truffe sono fra i tipi di aggressioni rivolte ai più piccoli in rete. Il bilancio della pandemia, spiega Nunzia Ciardi, direttore della Polizia postale, “non è purtroppo positivo: bambini sempre più piccoli sono vittime di varie forme di aggressione online tra cui l’adescamento su social network e app di gioco, adolescenti sempre più giovani si macchiano di reati di pedopornografia” (Fonte SkyTG24).

Pandemia: è allarme abusi sessuali sui minori sia online che offline

Telefono Azzurro promuove un confronto tra istituzioni, media ed esperti nazionali e internazionali per rispondere a un fenomeno in pericolosa crescita anche a causa della pandemia.
Internet e le nuove tecnologie digitali hanno accresciuto il rischio per i minori di adescamenti sessuali e conseguenti abusi. Si aggiunga che, con la pandemia, si è registrato in tutto il mondo un incremento dei casi di violenza, sia online che offline, con importanti ricadute sociali. Le vittime di violenza sessuale in età infantile o adolescenziale, infatti, hanno una maggiore probabilità di sviluppare disturbi emotivi e comportamentali e anche di tentare atti suicidari. Lo dimostrano i dati del Centro di Ascolto e Consulenza 1.96.96 di Telefono Azzurro che ha registrato una media di circa 6 casi al mese di abusi sessuale offline e 5 online (dati 2020): tali richieste d’aiuto sono pervenute in primo luogo dalla Lombardia (20% offline e 26% online). Anche le rilevazioni del Servizio Emergenza Infanzia 114 evidenziano un incremento degli episodi di abuso sessuale sui minori, con una media di circa 8 casi gestiti al mese.
“Indubbiamente le nuove tecnologie stanno migliorando la qualità della vita di milioni di bambini e adolescenti nel mondo, fornendo un’opportunità per la loro educazione e la loro crescita personale. Allo stesso tempo, però, le tecnologie digitali comportano anche rischi ed effetti negativi che devono essere attentamente considerati” ha dichiarato il prof. Ernesto Caffo, Presidente e Fondatore di Telefono Azzurro. “La sfida più grande per noi adulti è assicurare che i giovani abbiano un accesso sicuro a queste tecnologie: il web infatti è frequentato anche da perpetratori e i bambini, specialmente i più vulnerabili, possono facilmente diventare preda di diversi tipi di abuso, come il sextortion, il revenge porn e l’adescamento online. I governi, il settore non-profit, le istituzioni, il mondo accademico e la società civile dovrebbero unire gli sforzi e impegnarsi per la protezione della dignità dei bambini e degli adolescenti in tutto il mondo” ha concluso Caffo (Fonte Vita.it).

Questo coronavirus fa più vittime indiretti che diretti.

L’immunità di gregge è raggiungibile? E quanto conta?

La soglia da raggiungere si è alzata dal 60-70% all’80 e potrebbe salire ancora. Ma diversi esperti non ritengono più che sia necessaria per sconfiggere il virus. Secondo il New York Times, alcuni scienziati Usa pensano che il raggiungimento negli Stati Uniti è improbabile, ma che il Covid diventerà una minaccia gestibile vaccinando soprattutto le persone più vulnerabili. In Italia Figliuolo conta di raggiungerla “per la fine di settembre”. Nel mondo una delle ipotesi è “entro marzo 2022” (Fonte SkyTG24).

“Noto che la mia richiesta di procedere alla sanificazione (come da protocollo) non riceve alcun sostegno dalle forze politiche che vi impongono il coprifuoco! I casi sono due: o si credono immortali, oppure alle restrizioni non ci credono neanche loro: valgono solo per voi…” (Alberto Bagnai).

Locatelli: “Rischio contenuto se non irrilevante nei più giovani”

Lo ha riferito, nel corso di un’audizione davanti alle commissioni congiunte di Salute e Istruzione del Senato, il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico (Cts), Franco Locatelli, confermando che “fortunatamente il prezzo pagato in termini di vite perse nella popolazione pediatrica è stato di 19 pazienti sotto i 18 anni”. Importante poi, “l’attivazione di percorsi vaccinali, una volta che siano approvati dall’Agenzia del farmaco, anche per la popolazione pediatrica”.
“Nella popolazione pediatrica il rischio di andare incontro ad una patologia grave da Covid è contenuto, se non irrilevante”. Lo ha riferito, nel corso di un’audizione davanti alle commissioni congiunte di Salute e Istruzione del Senato, il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico (Cts), Franco Locatelli. “Per tutto questo fortunatamente il prezzo pagato in termini di vite perse nella popolazione pediatrica è stato di 19 pazienti sotto i 18 anni che hanno perso la vita quando spesso c’era una patologia concomitante”, ha detto. I giovanissimi, ha poi aggiunto, “possono però essere esposti a stress in seguito alle misure per contenere la pandemia”.
“Vaccini ai giovani per la scuola il prossimo anno”
Soprattutto in vista della ripresa effettiva della scuola, ha continuato il presidente del Cts, “il prossimo anno, è importante mettere in campo strumenti per una didattica in presenza significativamente maggiore rispetto agli ultimi due anni, con un occhio particolare a quanto attiene il trasporto pubblico locale e con l’attivazione di percorsi vaccinali, una volta che siano approvati dall’Agenzia del farmaco, anche per la popolazione pediatrica”, ha detto.
Gli effetti della pandemia sui giovani
“L’età scolare e adolescenziale sono particolarmente delicate: l’interruzione della didattica in presenza se può essere compensata dalla Dad, induce comunque una deprivazione del tipo sociale ed emozionale le cui conseguenze non devono essere sottovalutate”, ha poi continuato Locatelli., parlando degli effetti di questa pandemia e delle sue conseguenze. Questi, ha proseguito, “saranno stimabili solo attraverso un adeguato intervallo temporale”, sebbene siano già presenti nei giovanissimi “sintomi da ansia e sintomi legati alla depressione: per esempio la paura di ammalarsi, che i cari si ammalino, di perdere il contatto con gli amici”, ha riferito ancora. In particolare, “la depressione si manifesta nei mesi successivi alle prime restrizioni con una perdita di motivazione e di scopo associata alla difficoltà di vedere una via di uscita”, ha spiegato. Per quanto riguarda i bambini, poi, “anche il modo di giocare è cambiato, sia per i luoghi di gioco sia per la tipologia di gioco. Vi è un incremento del tempo di utilizzo di strumenti informatici, fattore che può contribuire a sviluppare fenomeni di isolamento sociale”, ha sottolineato.
Una generazione “meritevole di attenzione”
“Malati no” ma siamo di fronte ad una “generazione meritevole di particolare attenzione, vigilanza e interventi mirati: è una generazione che per un periodo temporale non breve è andata incontro a una deprivazione sociale significativa”, ha affermato Locatelli. “Nel Paese, lo dico senza polemica, c’è stata significativa eterogeneità a livello regionale, con alcuni territori che hanno spinto sulla Dad anche al di fuori delle indicazioni che venivano a livello nazionale: in queste aree l’attenzione dovrà essere particolarmente sviluppata”.
Vaccini e scuole, quando potrebbero arrivare le dosi per gli studenti
“Prolungandosi nel tempo la pandemia, c’è stato un impatto sulle giovani generazioni con una interruzione di socialità, affettività e didattica”, ha confermato il numero uno del Cts. “Queste generazioni hanno un percorso con qualche somiglianza a eventi drammatici come la guerra. Non c’è l’impatto evidente della distruzione della guerra ma c’è la percezione di un qualcosa che ha interrotto dei percorsi che andranno adeguatamente ripristinati”, ha spiegato. “La fascia più critica è quella degli adolescenti, i piccoli si contagiano meno. Serve una attività educativa e formativa sul pre e il post scuola: serve un patto generazionale con gli adolescenti”, ha continuato Locatelli, non escludendo che questa situazione possa contribuire a problematiche legate a disturbi della vista nei giovani, in conseguenza della Dad. Un altro tema connesso, riguarda poi il rischio obesità. “Lo stress influisce sul comportamento e la salute mentale e anche sui meccanismi che riguardano i bisogni primari, con un regime alimentare scomposto. Tutto questo nel tempo può contribuire allo sviluppo di obesità a breve e a lungo termine”, ha detto (Fonte SkyTG24).

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