Cosa pensare della proposta di un quinto dogma mariano, proclamando ex cattedra la Vergine Maria “corredentrice”? – Parte 1

“Corredentrice” nella teologia cattolica è l’attributo della Madonna, che in quanto Madre di Gesù Cristo Redentore, ha cooperato con suo divin Figlio alla redenzione del genere umano.

Il tema della Madre di Dio come “corredentrice” è un tema teologico delicato, su cui ho già riferito in passato [*] e di cui alcuni amici mi hanno consigliato “prudenza” (certo, è sempre uno dei sette doni dello Spirito Santo…), e di “lasciarlo ai teologi” (su cui non vado d’accordo come comunicatore, nello stesso modo in cui non vado d’accordo con l’affermazione che devo lasciare il tema del coronavirus “ai virologi”). Cito quanto mi ha scritto un mio amico teologo, in riferimento alla Madonna: “Penso che non merito tanto amore da parte sua, eppure mi vuole tanto bene e lo sperimento ogni giorno. Per formazione sui testi dei Santi Padri prediligo la teologia del Dio Logos, il Figlio Unigenito, unico Mediatore tra Dio e gli uomini e la partecipazione secondaria di tutti i santi, primissimamente della Santissima Vergine”.

Condivido contributi su molti temi, esprimo raramente un’opinione personale (e non l’ho fatto neanche sulla questione della “corredentrice”). Ma silere non possum e far parlare solo chi diffonde il male. Non possiamo far parlare solo i teologi. Il Popolo di Dio ha voce e molte volte più fede di molti teologi. Rispetto, ovviamente, l’opinione del mio amico teologo, un’opinione che rimane tale, come lo è anche la mia. In particolare, nessuno proibisce a ritenere che la Madre di Dio è “corredentrice” con il suo Divino Figlio. Personalmente ne sono convinto da moltissimi anni (anche se non mi permetto di esprimermi prima della Chiesa – anche perché teologo non sono – che non ha neanche espresso una condanna al riguardo).

Questa è la linea che seguo. Ho su di me lo sguardo della nostra Madre celeste, la Santissima Madre di Dio, Regina del Cielo e della terra, nel mio studio, nel corridoio e nella mia stanza da letto. E mi rivolgo a lei, insieme a San Michele Arcangelo e a San Giovanni Paolo II, per ogni necessità in preghiera incessante, in sostengo nella lotta quotidiana contro il Male.

[*] Articoli precedenti sulla questione

Vox Populi Mariae Mediatrici. Riflessione sui frutti di un’eventuale nuovo dogma mariano (1) – 22 gennaio 2020
Vox Populi Mariae Mediatrici. Riflessione sui frutti di un’eventuale nuovo dogma mariano (2) – 22 gennaio 2020

Dopo questo articolo introduttivo seguiranno nei prossimi giorni ulteriori quattro contributi per approfondire il tema:

  • Parte 2: Quel che s’intende per “Corredentrice”, dal libro del Professore Mark I. Miravalle, “CON GESÙ”. La storia di Maria Corredentrice. Prefazione del Cardinal Edouard Gagnon, PSS, Casa Mariana Editrice, Frigento 2003, pp. 11-18.
  • Parte 3: “Teologi”: R. Laurentin, amico fondamentale di Medjugorje ma nemico della Corredenzione (ed ecumenista), su Radiospada.org del 30 aprile 2021 e Non c’è Cattolicesimo senza Maria Corredentrice! di Massimo Micaletti, su Radiospada.org del 13 dicembre 2019.
  • Parte 4: La «Corredentrice» tra ‘600 e ‘700, articolo di Padre Paolo M. Siano su Corrispondenzaromana.it del 21 aprile 2021.
  • Parte 5: La «Corredentrice» nell’ ‘800, articolo di Padre Paolo M. Siano su Corripondenzaromana.it del 28 aprile 2021.

Petizione a Papa Francesco

A Sua Santità
Papa Francesco
Casa Santa Marta
SCV-00120 Città del Vaticano

Santo Padre,
noi, fedeli cattolici animati da un forte spirito mariano, con fiducia e in spirito di fedeltà ed obbedienza al Magistero, Le chiediamo che venga riconosciuto a Maria Santissima, Madre della Chiesa e di tutti gli uomini, con solenne definizione dogmatica, il titolo di Corredentrice, Avvocata e Mediatrice del genere umano.
Come infatti emerge dal brano evangelico delle nozze di Cana (Gv 2, 1-11) e come poi è ancora di più evidenziato in Gv 19, 26-27 (“Donna ecco tuo figlio”), Maria esercita il suo prezioso ruolo di partecipazione esclusiva all’opera della redenzione.
La Pontificia accademia mariana internazionale nel 2000 ha indirizzato una lettera in cui, partendo dalla venerazione della Chiesa per Maria “mediatrice” e dall’interpretazione autentica della tradizione ecclesiale offerta nella Redemptoris Mater, ritiene indubitabile che a Maria sia da attribuire una “cooperazione partecipata all’unica mediazione del Redentore”.
La teologia, già quella patristica (sia quella orientale che quella latina), la devozione popolare, l’esperienza di fede di tutta la Chiesa, sia nei grandi avvenimenti come nel vissuto quotidiano dei singoli credenti, hanno sempre sperimentato ed elaborato sul piano sistematico il contenuto di questa opera di Maria al piano della redenzione.
Il movimento Vox Populi Mariae Mediatrici ha promosso, con il sostegno del teologo Mark I. Miravalle, petizioni ripetute per la definizione del dogma. Le petizioni, sotto il Pontificato di Giovanni Paolo II, hanno già raccolto circa sette milioni di firme.
Accostando la nostra filiale ed umile richiesta a quella di altre molteplici voci (tra cui è d’obbligo menzionare il Card. Mercier e, più recentemente, il Card. Lustiger, collateralmente a molte altre voci di eminenti cardinali e vescovi di tutto il mondo, così come anche di molti santi tra cui San Pio da Pietralcina e Santa Teresa di Calcutta) che, nel corso soprattutto di questi due ultimi secoli, hanno fatto richiesta ai Suoi venerati Predecessori, anche noi domandiamo (in ragione del sensus fidelium con cui sempre lo Spirito Santo accompagna il cammino dei credenti) la proclamazione del quinto Dogma mariano.
Ciò sarà un motivo di rinnovamento per tutta la Chiesa, una nuova Pentecoste per tutto il Corpo mistico, la vittoria della Chiesa su tutti i suoi nemici e il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, come promesso a Fatima.
Santo Padre La accompagniamo con la preghiera ed il sostegno filiale.
Papa Francesco ha già espresso tre volte la sua contrarietà al titolo “Maria corredentrice”, auspicato da molti credenti, senza riuscire a mettere la parola “fine” ad un vivace dibattito teologico-pastorale da lunga data e ha respinto già più volte l’istanza che venga proclamato un nuovo dogma mariano che definisce la Beata Vergine Maria “Corredentrice, Mediatrice di tutte le grazie e Avvocata del popolo di Dio”.

Il Professore Mark I. Miravalleè titolare della Cattedra di mariologia “San Giovanni Paolo II” all’Università Francescana di Steubenville (Ohio, USA) e Docente di mariologia all’Università di Ave Maria (Florida, USA), nonché Fondatore e Presidente internazionale di “Vox Populi Mariae Mediatrici” e Direttore di “Ecce Mater Tua” dell’”Associazione Internazionale Mariana”.

“Cristo è il Mediatore, il ponte che attraversiamo per rivolgerci al Padre. È l’unico Redentore: non ci sono co-redentori con Cristo”, ha detto Papa Francesco nell’Udienza generale del 24 marzo 2021, dedicato al tema “Pregare in comunione con Maria”. Ha osservato: “È vero che la pietà cristiana sempre le dà dei titoli belli, come un figlio alla mamma: quante cose belle dice un figlio alla mamma alla quale vuole bene! Ma stiamo attenti: le cose belle che la Chiesa e i Santi dicono di Maria nulla tolgono all’unicità redentrice di Cristo. Lui è l’unico Redentore”. “Sono espressioni d’amore come un figlio alla mamma – alcune volte esagerate. Ma l’amore, noi sappiamo, sempre ci fa fare cose esagerate, ma con amore”, ha aggiunto.

La prima volta che Papa Francesco ha pronunciate parole negative sul tema era il 12 dicembre 2019, in occasione della Santa Messa nella Basilica di San Pietro per la Vergine di Guadalupe: “Quando vengono da noi con storie che si dovrebbe dichiararla questo, o fare quest’altro dogma oppure questo, non perdiamoci in sciocchezze”. Poi, la seconda volta era nell’omelia della Santa Messa a Santa Marta del 30 aprile 2020: “La Madonna non ha voluto togliere a Gesù alcun titolo; ha ricevuto il dono di essere Madre di Lui e il dovere di accompagnare noi come Madre, di essere nostra Madre. Non ha chiesto per sé di essere quasi-redentrice o di essere co-redentrice: no. Il Redentore è uno solo e questo titolo non si raddoppia”.

Corredentrice è uno dei titoli utilizzati nella Chiesa cattolica per la venerazione di Maria. È un concetto teologico che si riferisce al ruolo della Vergine e Madre di Dio nella possibilità di redenzione offerta da Dio a tutte le creature umane. È considerato un titolo particolarmente onorifico per la Vergine e una pia pratica di devozione nei suoi confronti, gradita a Dio. Il termine non significa che la fede cattolica abbia due redentori, Gesù Cristo e Maria, bensì che esiste una subordinazione fra i due redentori e che per tutti vi sia un unico possibile Redentore in Gesù Cristo, la cui opera salvifica è oltremodo aiutata dalla Sua santa madre. La distinzione è ribadita dall’esistenza di due forme di culto: solo a Gesù Cristo spetta l’adorazione come Redentore, mentre a Maria è dovuta la venerazione col titolo di “Corredentrice”. Quest’ultima forma di venerazione è una pia pratica religiosa cattolica che appartiene al culto dei santi, per la quale la Madre di Dio è venerata come la creatura umana che più di chiunque altra, vissuta in qualsiasi epoca, possa favorire la salvezza eterna dei Suoi figli. Maria fu infatti l’unica donna ad avere il privilegio di ospitare l’opera dello Spirito Santo Dio e il Verbo fatto carne, identificato con Gesù Cristo, nel proprio vergine grembo materno. Maria ebbe il merito di aver risposto affermativamente all’angelo dell’Annunciazione, fino a vivere il dolore di madre davanti alla Passione, Morte e Resurrezione di suo figlio. Il titolo di Corredentrice si collega a quello di Mediatrice di ogni grazia in virtù del fatto che la preghiera rivolta a Maria è anche quella più gradita a Dio, in quanto ella è Sua madre, nonché quella che ha la maggiore probabilità di ottenere da Lui la concessione del dono richiesto a beneficio di sé o del prossimo.

Il concetto e il culto di venerazione per Maria Corredentrice era molto noto durante il Medioevo, praticato e predicato in larga misura dall’Ordine francescano e dall’Ordine domenicano.

Papa Leone XIII nella Lettera enciclica Supremi apostolatus del 1° settembre 1883 insegna: “Infatti la Vergine Immacolata, prescelta ad essere Madre di Dio, e per ciò stesso fatta corredentrice del genere umano, gode presso il Figlio di una potenza e di una grazia così grande che nessuna creatura né umana né angelica ha mai potuto né mai potrà raggiungerne una maggiore”[QUI].

Poi, Papa Benedetto XV nella Lettera apostolica Inter sodalicia del 22 marzo 1918 sottolinea che Maria Santissima è Corredentrice a pieno titolo, pronunciandosi in modo chiaro e formale in favore della dottrina che sostiene la cooperazione di Maria alla Redenzione compiuta da Cristo sulla Croce, con la sua partecipazione mistica ma anche concretamente vissuta e offerta nelle materne sofferenze associate alla immolazione del Figlio: “Che proprio l’Addolorata venga eletta e invocata come Patrona di una buona morte, corrisponde meravigliosamente alla dottrina cattolica e alla pia tradizione della Chiesa. (…) Perché i Dottori ritengono concordemente che, se la Beatissima Vergine non ha apparentemente avuto partecipazione alcuna alla vita pubblica di Gesù Cristo, e riappare, poi, all’improvviso, sulla via del Calvario e sotto la Croce, ella non vi può essere stata presente senza un disegno divino. Perché così ella soffrì e quasi morì con il Figlio suo sofferente e morente, così rinunciò per la salvezza degli uomini ai suoi diritti di madre su questo Figlio e lo immolò per placare la divina giustizia, sicché si può dire, a ragione, che Ella abbia redento con Cristo il genere umano. Evidentemente per questa ragione tutte le diverse grazie del tesoro della Redenzione vengono anche distribuite attraverso le mani dell’Addolorata”.

Invece, Papa Pio XII pose il veto su tutti i tentativi posti in essere fra la seconda e la quarta decade del XX secolo al fine di proclamare il quinto dogma mariano, mentre non ne esiste traccia all’interno della Lumen gentium, che una parte dei teologi considera come una summa dell’intera mariologia del Concilio Vaticano II.

Un movimento di cattolici, sia laici che religiosi, formato in particolare da coloro che reputano vere le apparizioni di Amsterdam alla veggente Ida Peerdeman, tra il 1945 e il 1959, ha chiesto la proclamazione di un quinto e ultimo dogma mariano per la Beata Vergine Maria, come “Corredentrice, Mediatrice di tutte le grazie e Avvocata del popolo di Dio” [L’uso del titolo “Signora di tutti i popoli” per la Beata Vergine Maria è di per sé teologica­mente lecito e permesso – 5 gennaio 2021 e Vox Populi Mariae Mediatrici. Riflessione sui frutti di un’eventuale nuovo dogma mariano (1) – 22 gennaio 2020].

Durante il Concilio Vaticano II, una minoranza di vescovi italiani, spagnoli e polacchi presentò una richiesta di formulare il nuovo dogma, ma l’assemblea la rigettò e i documenti pontifici evitarono di usare la parola latina Corredemptio.

Papa Giovanni Paolo II, nell’Udienza generale dell’8 settembre 1982, disse: “Maria, pur concepita e nata senza macchia di peccato, ha partecipato in maniera mirabile alle sofferenze del suo divin Figlio, per essere Corredentrice dell’umanità”.

Negli anni novanta, il teologo francescano Professore Mark I. Miravalle attivò un movimento del laicato cristiano, che raccolse una petizione di firme inviata a Papa Giovanni Paolo II con la richiesta di proclamare ex cathedra il quinto dogma mariano col seguente testo: «La Vergine Maria è “Corredentrice, Mediatrice di tutte le grazie e Avvocata del popolo di Dio”». Il Professore Miravalle è titolare della Cattedra di mariologia “San Giovanni Paolo II” all’Università Francescana di Steubenville (Ohio, USA) e Docente di mariologia all’Università di Ave Maria (Florida, USA), nonché Fondatore e Presidente internazionale di “Vox Populi Mariae Mediatrici” e Direttore di “Ecce Mater Tua” dell’”Associazione Internazionale Mariana”. La petizione non ebbe seguito pontificale. Seguirono altre petizioni, anche indirizzate a Papa Francesco.

Padre Salvatore Perrella, O.S.M., della Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” di Roma scrisse in merito alla dichiarazione presentata dai vescovi nel 1959 e registrata agli atti solamente nell’anno seguente: «La richiesta fa uso di una terminologia che appartiene ai manuali teologici preconciliari: Corredentrice, corredenzione; Mediatrice, mediazione, redenzione oggettiva e soggettiva: applicazione e distribuzione di grazie; merito de condigno e de congruo [*]… Essa mostra una certa quale “disistima” dell’insegnamento conciliare, che peraltro è ritenuto non del tutto adeguato a descrivere complessivamente la cooperazione di Maria all’opera redentrice di Cristo (Corredenzione) ovvero la sua associazione con Cristo nell’applicare e distribuire la salvezza a tutte le persone per tramite dell’intercessione di grazia e di misericordia (Mediazione)» (in L’Osservatore Romano, 2 luglio 1997).

Quindi, anche sotto il pontificato di Papa Giovanni Paolo II le commissioni teologiche respinsero la proposta di un nuovo dogma. Un primo ordine di argomenti di opposizione al dogma riguarda la cura pastorale, poiché secondo i contrari – comprendenti tutti i successori di Papa Paolo VI – un simile dogma disorienterebbe i fedeli meno esperti a fronte di un non meglio chiarito beneficio nell’economia della salvezza. Secondo Padre Frederick William Faber, il prefisso “Co-“ in inglese sarebbe fuorviante in quanto generalmente indica un rapporto paritetico che non si manifesta in Maria, la quale coopera in modo subordinato e obbediente alla volontà del Redentore e del suo Spirito. La devozione mariana è centrale nella discesa dello Spirito Santo e dei suoi carismi e nella vittoria del serpente di Genesi 3, ma non è stata definita ancora teologicamente una condizione necessaria e sufficiente che associasse la devozione mariana personale della Chiesa apostolica ad entrambi.

Perrella concorda che il termine “correndentrice” è ambivalente e privo delle necessarie sfumature circa il differente livello dell’opera salvifica di Maria e di Gesù Cristo: «Il peso semantico di questa espressione richiederebbe molte altre precisazioni e chiarimenti, soprattutto nel caso in esame, dove colei che si vuol essere proclamata corredentrice è, in primo luogo, colei che viene redenta, sia pure al singolare modo, e che partecipa alla Redenzione principalmente come qualcosa che lei stessa riceve. Vediamo così l’inadeguatezza del suddetto termine per esprimere una dottrina che richiede, anche dal punto di vista lessicale, le giuste sfumature e distinzioni di livelli» (in L’Osservatore Romano, 2 luglio 1997).

Nel 2000, l’allora Cardinale Joseph Ratzinger, futuro Papa Benedetto XVI, ribadì il diniego ad un dogma di Maria “corredentrice”. Interrogato al riguardo da Peter Seewald, rispose: «(…) la formula “Corredentrice” si allontana in misura eccessiva dal linguaggio della Scrittura e dei Padri e quindi è foriera di incomprensioni (…) Tutto viene da Lui [Cristo], come ci dicono in particolare la Lettera agli Efesini e la Lettera ai Colossesi. Anche Maria è tutto ciò che è attraverso di Lui. La parola “Corredentrice” oscurerebbe questa origine. [Si tratta di] un’intenzione corretta, che viene espressa nel modo errato» (Card. Ratzinger, God and the World: A Conversion with Peter Seewald, 2002).

[*] Chi non conosce la teologia cattolica non può comprendere il senso di de congruode condigno. Meritare qualche cosa de condigno, vuol dire meritarla per giustizia. Meritare de congruo, è quando si merita un premio non per giustizia rigorosa, ma che pur si deve avere per equità. I teologi adducono l’esempio del soldato, il quale merita la sua paga ed il suo rancio de condigno, ma la medaglia al valor militare, per esempio, la merita soltanto de congruo. Questa dottrina è applicata alla giustificazione, la quale, secondo i teologi cattolici, si merita de congruo.

Viva Cristo Re!
Viva Maria Regina!
Viva Maria Corredentrice!
Viva Maria Mediatrice di tutte le grazie!

Viva Maria Avvocata del popolo di Dio!

Iuxta crucem

Segue la parte 2.

Foto di copertina: La sacra icona di “Nostra Signora Mediatrice di tutte le Grazie, Corredentrice e Avvocata per il Popolo di Dio” è stata specialmente onorata in due maggiori conferenze internazionali di “Vox Populi Mariae Mediatrici” a Roma, a cui hanno partecipati centinai di cardinali, arcivescovi, vescovi, sacerdoti, teologi di fama internazionale e leader mariani da oltre 70 Paesi. Nella foto durante i lavori del 13 maggio 1997, Festività di Nostra Signora di Fatima.

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