14 aprile 2021. Primo giorno della Novena a San Giorgio per sconfiggere il drago infernale

San Giorgio Megalomartire (Cappadocia sec. III – Lydda, 303 ca.), il cui sepolcro è a Lidda (Lod) presso Tel Aviv in Israele, venne onorato, almeno dal IV secolo, come martire di Cristo in ogni parte della Chiesa. La tradizione popolare lo raffigura come il cavaliere che affronta il drago, simbolo della fede intrepida che trionfa sulla forza del maligno. La sua memoria è celebrata il 23 aprile anche nei riti siro e bizantino.

Giovanni Stradano (Jan Van der Straet), San Giorgio e il drago, 1563/64, olio su tavola facente parte dell’altare della famiglia Vasari, in origine nella Pieve di Santa Maria Assunta e nel XIX secolo trasferito nella chiesa della Badia delle Sante Flora e Lucilla in Arezzo.

Incomparabile San Giorgio, che, professando fra i disordini della milizia idolatra il cristianesimo il più perfetto, dispensando ai poveri tutte le sostanze di cui per la morte di vostra madre diveniste unico erede, mostraste col fatto di non ambire altra gloria che quella di vero discepolo del Redentor crocifisso, impetrate a noi tutti la grazia di vivere sempre nella santità anche fra i compagni più discoli, e di non impiegare le nostre sostanze che nel sussidio dei nostri fratelli.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

Incomparabile San Giorgio, che, dopo avere con eloquenza tutta divina confusi coloro che male sentivano del Cristianesimo, li commuoveste ancora salutarmente col sostener sempre intrepido, anzi gioioso il laceramento delle ruote appuntate che profondi solchi segnavano nel vostro corpo, e scorrer facevano a rivi il vostro sangue, impetrate a noi tutti la grazia di confondere con l’esempio, più ancora che con le parole, tutti coloro che sparlano della religione e della pietà e di essere sempre disposti a tollerar qualunque male per sostenere una causa così santa.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

Incomparabile San Giorgio, che, miracolosamente risanato dalle vostre piaghe, non solo trionfaste dell’ostinazione dei personaggi i più importanti che si convertirono per opera vostra, ma costringeste ancora i demoni a confessar la stupidezza delle statue in cui essi si nascondevano, quindi a farle cadere in pezzi a un semplicissimo vostro cenno, prima di consumar sotto la spada il sacrificio di vostra vita, impetrate a noi tutti la grazia di opporci sempre coraggiosamente a tutte le suggestioni dell’inferno, e di trionfare sempre compiutamente di tutti quanti i suoi sforzi.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

O glorioso San Giorgio che sacrificaste il sangue e la vita per confessare la fede, otteneteci dal Signore la grazia di essere disposti a soffrire per amor suo qualunque affronto e qualunque tormento, anzi che perdere una sola delle cristiane virtù; fate che, in mancanza di carnefici, sappiamo da noi stessi mortificare la nostra cerne cogli esercizi della penitenza, affinché morendo volontariamente al mondo e a noi medesimi, meritiamo di vivere a Dio in questa vita, per essere poi con Dio in tutti i secoli dei secoli.
Amen.

Foto di copertina: Paolo Uccello, San Giorgio e il drago, olio su tela, 57×73 cm, 1460 circa, National Gallery, Londra. L’opera ritrae il cavaliere san Giorgio mentre dall’alto del suo cavallo sta trafiggendo lo spaventoso drago. Secondo il racconto della Legenda Aurea, San Giorgio, dopo averlo ferito, invita la principessa a legarlo senza timore con la sua cintura perché la segua in città “come una mansuetissima cagna”, dove verrà poi ucciso dal santo per convertirne la popolazione al cristianesimo. San Giorgio è l’emblema della ragione che trionfa sulla bestialità e della fede che vince il male. Lo sfondo è composto dalla grotta dove il drago ha il suo antro e di un sereno paesaggio con un turbine di nuvole sopra San Giorgio, a simboleggiare il suo vigore guerriero.

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