La Chiesa polacca chiede di valutare gli effetti collaterali dei vaccini

I vaccini di AstraZeneca e di Johnson & Johnson stanno facendo molto discutere in queste settimane e molti Paesi sono divisi tra la preoccupazione dei possibili effetti collaterali dei due suddetti trattamenti e la paura di non riuscire a vaccinare la popolazione in tempi brevi. E pongono anche molti interrogativi, come ha scritto nel documento della conferenza episcopale polacca il presidente dell’equipe di esperi di bioetica, mons. Józef Wróbel SCJ.

Mons. Wróbel ha affermato che, a differenza dei primi vaccini che utilizzavano la tecnologia basata sull’mRNA e non sollevano significative preoccupazioni morali, la produzione dei vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson utilizza linee cellulari create su materiale biologico ricavato da feti abortiti:

“Oggi, tuttavia, è noto che i vaccini di AstraZeneca e Johnson & Johnson sono purtroppo fondati su una tecnologia basata su cellule derivate da feti abortiti (vengono utilizzate nel processo di moltiplicazione del cosiddetto principio attivo del vaccino, ovvero privo di virulenza dell’adenovirus).

Questo fatto solleva una seria obiezione morale, poiché in questo caso le cellule derivate da feti abortiti costituiscono l’anello necessario nella tecnologia di produzione di questi vaccini. Secondo le regole presentate nel documento precedente, i cattolici non dovrebbero acconsentire alla vaccinazione con questi vaccini, perché ce ne sono altri (il suddetto mRNA) che non sollevano obiezioni morali che vincolino la coscienza”.

Mons. Wróbel ha osservato, tuttavia, che questa posizione non esclude la possibilità di utilizzare entrambi i vaccini, se non hanno possibilità di scelta: “Questa posizione, tuttavia, non è un giudizio morale definitivo sull’eventuale utilizzo dei vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson.

Va ricordato che i fedeli che non hanno la possibilità di scegliere un vaccino diverso e sono direttamente obbligati da determinate condizioni (es. professione, obbedienza all’interno di specifiche équipe, strutture, uffici, servizi a cui proprio tali vaccini sono destinati) possono usufruirne senza colpa morale”.

L’equipe ha ribadito la posizione del magistero ecclesiale, evidenziando che è tuttavia necessario dimostrare la propria opposizione nei confronti dell’aborto: “Secondo la posizione del Magistero della Chiesa, l’eccezionale ammissibilità di questi vaccini deriva dal fatto che la loro ricezione non implica la partecipazione diretta all’aborto, né la sua accettazione e forzatura (le linee cellulari utilizzate nella loro produzione non erano da loro commissionate).

Inoltre, la relazione tra il feto abortito e i vaccini non è una relazione formale (come sarebbe nel caso in cui l’aborto fosse stato ordinato dal produttore del vaccino e fosse stato costretto da chi voleva utilizzarlo), ma è una relazione materiale (nessuna relazione intenzionale o causale; il vaccino è collegato all’aborto solo dal materiale biologico da esso derivato)”.

In effetti il Presidente dell’equipe di esperti di Bioetica della Conferenza Episcopale Polacca invita le persone a ribadire le proprie obiezioni all’aborto: “Si presume inoltre che l’uso di questo vaccino sia dettato da una reale necessità o obbligo di proteggere la vita e la salute propria e degli altri, che potrebbero essere infettati dal contatto con una persona non vaccinata.

Tali persone, tuttavia, dovrebbero (nel modo a loro possibile) manifestare la loro ferma opposizione all’uso di materiale biologico di origine immorale nella produzione di questo vaccino affinché non siano indirettamente considerate sostenitrici dell’aborto (ad esempio, scrivendo lettere di obiezione alle istituzioni che importano o distribuiscono questo vaccino o ai superiori)”.

Infine l’astensione dal prendere posizione su questa questione è dettata dal fatto che mancano finora studi sufficienti in materia e una posizione univoca degli specialisti:

“Questo parere non tiene conto degli aspetti formali della vaccinazione (in particolare dei possibili gravi effetti collaterali che sono causali piuttosto che temporali alla somministrazione di un vaccino specifico), in quanto mancano finora risultati certi della ricerca in materia, così come opinioni oggettive, coerenti e insindacabili di specialisti. Tale opinione sarà possibile solo quando questi dubbi saranno completamente chiariti”.

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