Sodano non scalda i cuori alla Missa Pro Eligendo Romano Pontifice

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

“Vogliamo implorare dal Signore che attraverso la sollecitudine pastorale dei Padri Cardinali voglia presto concedere un altro Buon Pastore alla Sua Santa Chiesa”. Angelo Sodano, decano del collegio dei cardinali, presiede la Missa pro eligendo Romano Pontifice nella Basilica Vaticana. Nel pomeriggio, i cardinali elettori andranno in processione verso la Cappella Sistina per scegliere il successore di Pietro. Non ci sarà Sodano, che è decano del Collegio dei Cardinali e che però ha superato gli 80 anni di età. Però spetta a lui tenere l’omelia, considerata molto importante perché dovrebbe raccogliere anche le indicazioni che sono venute fuori dalle congregazioni generali e indicare in qualche modo le sfide del nuovo pontefice. Sodano se la cava con una breve e un po’ fredda omelia, in cui si fa un vago riferimento alla collegialità e una richiesta a Dio di continuare l’opera di pace della Chiesa. E in cui cita solamente una volta Benedetto XVI, in maniera anche un po’ formale, rinnovandogli la sua gratitudine e strappando l’unico applauso della Basilica.

 

Eppure, Sodano porta la stessa casula che indossava Joseph Ratzinger quando nel 2005, da decano del Collegio dei cardinali, celebrò la messa del 18 aprile prima che i cardinali entrassero in conclave. L’omelia che tenne Ratzinger in quell’occasione è considerata da molti il suo vero programma di governo, dato che poi, nel primo discorso da Papa, indicò semplicemente che avrebbe seguito la volontà di Dio. Lo ha fatto anche scegliendo di rinunciare al ministero petrino.

Nella sua omelia, Sodano richiama le letture della messa. Ricorda la missione di misericordia “affidata da Cristo ai pastori della sua Chiesa, una missione che impegna ogni sacerdote e vescovo, ma impegna ancora di più il vescovo di Roma, pastore della Chiesa universale”. È l’amore – sottolinea Sodano .- che “spinge i Pastori della Chiesa a svolgere la loro missione di servizio agli uomini d’ogni tempo, dal servizio caritativo più immediato fino al servizio più alto, quello di offrire agli uomini la luce del Vangelo e la forza della grazia”.

Sodano mette in luce il messaggio dell’unità che viene dalla lettera di Paolo agli Efesini, che “insegna che anche tutti noi dobbiamo collaborare ad edificare l’unità della Chiesa, poiché per realizzarla è necessaria” la collaborazione di tutti. È un richiamo alla collegialità, ma manca la spinta verso l’ecumenismo, che è stato forse il vero nodo di tutto il Pontificato di Benedetto XVI.

Quale è la missione del Papa? Sodano, diplomatico di professione e guida del cosiddetto “circolo dei diplomatici” che molto ha influito sulle sorti degli ultimi anni del pontificato di Giovanni Paolo II, ricorda “le tante iniziative benefiche verso i popoli e la comunità internazionale, promuovendo senza sosta la giustizia e la pace. Preghiamo perché il futuro Papa possa continuare quest’incessante opera a livello mondiale”.

Sottolinea, Sodano, che questa “è una missione di carità che è propria della Chiesa, ed in modo particolare della Chiesa di Roma”. Sembra quasi una indicazione a votare un pontefice con maggiore inclinazione verso la diplomazia. Ma dove andrebbe a finire il grande lavoro di Benedetto XVI  per radicare l’attività diplomatica sulla verità del Vangelo?

E così, tra gli elaborati cori della Sistina guidata dal maestro Palombella e le facce tese di alcuni cardinali (Scherer, considerato tra i papabili, appare tesissimo) la celebrazione prosegue verso l’Eucarestia. Viene invertito l’ordine dei concelebranti (primo concelebrante è il camerlengo Bertone, e secondo concelebrante è Re, che sarà decano all’interno della Cappella Sistina) ed è eliminata la preghiera per “il Papa defunto”, che nemmeno viene sostituita con una preghiera per il Papa emerito.

Una celebrazione forse troppo fredda, quasi tesa a marcare una forte discontinuità con il Pontificato di Benedetto XVI. Così come era stato un po’ freddino il telegramma che Sodano aveva firmato e inviato al Papa emerito a nome di tutto il collegio cardinalizio all’inizio delle Congregazioni generali.

89.31.72.207