Papa Francesco: Gesù è risorto

“Il crocifisso, non un altro, è risorto. Dio Padre ha risuscitato il suo Figlio Gesù perché ha compiuto fino in fondo la sua volontà di salvezza: ha preso su di sé la nostra debolezza, le nostre infermità, la nostra stessa morte; ha patito i nostri dolori, ha portato il peso delle nostre iniquità. Per questo Dio Padre lo ha esaltato e ora Gesù Cristo vive per sempre, e Lui è il Signore”:

così papa Francesco nel messaggio ‘Urbe et Orbi’ pasquale ricorda che Colui che era stato crocifisso per volere degli uomini è risorto per volere di Dio. E questo è testimoniato dai segni della sofferenza ed è speranza per il mondo:

“I testimoni riferiscono un particolare importante: Gesù risorto porta impresse le piaghe delle mani, dei piedi e del costato. Queste piaghe sono il sigillo perenne del suo amore per noi. Chiunque soffre una dura prova, nel corpo e nello spirito, può trovare rifugio in queste piaghe, ricevere attraverso di esse la grazia della speranza che non delude.

Cristo risorto è speranza per quanti soffrono ancora a causa della pandemia, per i malati e per chi ha perso una persona cara. Il Signore dia loro conforto e sostenga le fatiche di medici e infermieri. Tutti, soprattutto le persone più fragili, hanno bisogno di assistenza e hanno diritto di avere accesso alle cure necessarie”.

La resurrezione è speranza e per questo papa Francesco ha chiesto un impegno per vaccinare tutti: “Ciò è ancora più evidente in questo tempo in cui tutti siamo chiamati a combattere la pandemia e i vaccini costituiscono uno strumento essenziale per questa lotta.

Nello spirito di un ‘internazionalismo dei vaccini’, esorto pertanto l’intera Comunità internazionale a un impegno condiviso per superare i ritardi nella loro distribuzione e favorirne la condivisione, specialmente con i Paesi più poveri”.

Facendo suo l’appello di san Giovanni Paolo II ad Haiti papa Francesco ha rivolto un appello per la cessazione delle guerre: “Sono vicino ai giovani di tutto il mondo e, in quest’ora, specialmente a quelli del Myanmar, che si impegnano per la democrazia, facendo sentire pacificamente la propria voce, consapevoli che l’odio può essere dissipato solo dall’amore.

La luce del Risorto sia fonte di rinascita per i migranti, in fuga da guerra e miseria. Nei loro volti riconosciamo il volto sfigurato e sofferente del Signore che sale al Calvario.

Non manchino loro segni concreti di solidarietà e di fraternità umana, pegno della vittoria della vita sulla morte che celebriamo in questo giorno. Ringrazio i Paesi che accolgono con generosità i sofferenti che cercano rifugio, specialmente il Libano e la Giordania, che ospitano moltissimi profughi fuggiti dal conflitto siriano”.

Ha rivolto una preghiera particolare per il Medio Oriente: “Il popolo libanese, che sta attraversando un periodo di difficoltà e incertezze, sperimenti la consolazione del Signore risorto e sia sostenuto dalla Comunità internazionale nella propria vocazione ad essere una terra di incontro, convivenza e pluralismo.

Cristo nostra pace faccia finalmente cessare il fragore delle armi nell’amata e martoriata Siria, dove milioni di persone vivono ormai in condizioni disumane, come pure in Yemen, le cui vicende sono circondate da un silenzio assordante e scandaloso, e in Libia, dove si intravvede finalmente la via di uscita da un decennio di contese e di scontri cruenti.

Tutte le parti coinvolte si impegnino effettivamente per far cessare i conflitti e consentire a popoli stremati dalla guerra di vivere in pace e di avviare la ricostruzione dei rispettivi Paesi”.

Non ha dimenticato l’Africa: “La forza del Risorto sostenga le popolazioni africane che vedono il proprio avvenire compromesso da violenze interne e dal terrorismo internazionale, specialmente nel Sahel e in Nigeria, come pure nella regione del Tigray e di Cabo Delgado. Continuino gli sforzi per trovare soluzioni pacifiche ai conflitti, nel rispetto dei diritti umani e della sacralità della vita, con un dialogo fraterno e costruttivo in spirito di riconciliazione e di solidarietà fattiva”.

Ed infine un pensiero per l’Ucraina ed il Nagorno-Karabakh: “Conceda a quanti sono prigionieri nei conflitti, specialmente nell’Ucraina orientale e nel Nagorno-Karabakh, di ritornare sani e salvi alle proprie famiglie, e ispiri i governanti di tutto il mondo a frenare la corsa a nuovi armamenti.

Oggi, 4 aprile, ricorre la Giornata mondiale contro le mine antiuomo, subdoli e orribili ordigni che uccidono o mutilano ogni anno molte persone innocenti e impediscono all’umanità di ‘camminare assieme sui sentieri della vita, senza temere le insidie di distruzione e di morte’”.

Ed in questo giorno papa Francesco ha inviato un video messaggio al popolo filippino per i 500  anni della sua evangelizzazione: “Quanti momenti difficili avete vissuto! Penso soprattutto a questi anni di preparazione immediata al giubileo: terremoti, tifoni, eruzioni vulcaniche e la pandemia del Covid-19.

Ma, nonostante il dolore e la devastazione, avete saputo portare la croce e continuare a camminare. Avete sofferto molto, ma vi siete anche rialzati, ogni volta. Continuate a lavorare, a ricostruire, aiutandovi l’un l’altro come buoni cirenei. Grazie anche per la testimonianza di quella fortezza e fiducia in Dio, che mai vi abbandona. Grazie per la vostra pazienza, per il vostro guardare sempre avanti in mezzo alle difficoltà e il vostro continuare a camminare”.

Ma ha ricordato che aldilà della Croce c’è la Pentecoste, in cui c’era anche la Madre di Dio: “C’è una persona che segna questo itinerario e che è stata sempre accanto a Gesù, quando era un Bambino a Nazaret, da lì, e anche accompagnandolo nel momento più difficile della sua vita, ai piedi della Croce. Questa persona è sua Madre, Maria.

E Maria, la Madre di Gesù e Madre nostra, era anche accanto agli Apostoli il giorno di Pentecoste, pregando e aspettando la venuta dello Spirito Santo. Quando lo ricevettero, uscirono senza paura per annunciare il Vangelo in ogni angolo della terra. Maria è sempre con tutti voi.

E’ la madre che non abbandona. Lei vi ha accompagnato fin qui e ora le chiediamo d’intercedere per questa nuova Pentecoste della Chiesa nelle Filippine. Così che non dimentichiamo queste tre parole che segnano tre pietre miliari nella vostra storia: Nazaret, la Croce e Pentecoste”.

(Foto: Santa Sede)

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