Il “bastone” del Camerlengo e l’inizio della Sede Vacante

Messa alle 7.00, recita del breviario, colazione e poi lettura dei tanti messaggi che sono sulla su scrivania. La prima giornata di Benedetto XVI come Papa emerito si svolge con serenità monastica. A raccontarlo è monsignor Georg Gaenswein, sempre al suo fianco come parte della famiglia e come Prefetto della Casa Pontificia. Lo ha detto a Padre Federico Lombardi che nel suo briefing quotidiano con la stampa ha ripercorso le ore della fine del Pontificato e l’inizio della Sede Vacante. Dopo le emozioni di ieri, intense e partecipate, il Papa emerito ha ripreso il suo ritmo regolare. Cena, passeggiata, pianoforte, lettura e soprattutto preghiera. Intanto in Vaticano nel Palazzo Apostolico il cardinale Bertone nel ruolo di Camerlengo, ha posto i sigilli all’appartamento del Papa. Una cerimonia semplice e solenne che inizia con l’accettazione della “ferula” dalle mani del Papa al momento della nomina. Il “bastone del camerlengo” viene usato come segno della sua autorità proprio durante la Sede Vacante. Quando il Camerlengo lo riceve dal Papa al momento della nomina, lo consegna subito al Vice Camerlengo che ne è custode. Della cerimonia si redige un verbale notarile e a farlo è il notaio della Camera Apostolica.

Una istituzione che nasce nel X scolo con l’incarico di custodire i beni e i redditi della Santa Sede. Nei secoli il ruolo e i compiti sono mutati, ma rimane ancora oggi il compito fondamentale di curare ed amministrare i beni e i diritti temporali della Santa Sede. La guida appunto il Camerlengo figura che viene citata per la prima volta nel 1159. Il nome di “Camera”, spiega il Marchese Giulio Sacchetti nel suo libro Segreti Romani deriva dal luogo dove nell’ alto medioevo era conservato il denaro pubblico come nelle corti reali. Con la fine del potere temporale della Chiesa la Camera Apostolica cambiò profondamente la sua natura. A determinare le sue funzioni oggi c’è la Costituzione Apostolica Pastor Bonus di Giovanni Paolo II. Di fatto La Camera perse la giurisdizione avuta in “sede piena” e mantiene quelle della Sede Vacante. Ieri sera, 28 febbraio 2013, alle 20.00 i camerali si sono riuniti nel Cortile di San Damaso negli Uffici della Camera. Al suo ingresso il cardinale Tarcisio Bertone ha ricevuto il “baculum” dalle mani del vice camerlengo Pierluigi Celata. Il bastone del camerlengo è conservato in un astuccio di marocchino rosso con lo stemma di Benedetto XV. Simile ad uno scettro è rivestito di velluto rosso e nella fascia sotto il pomo si legge: “S(Sanctae) R (Romanae) E(Ecclesiae) Cardinalis Camerarius. Confezionato tra il 1914 e il 1922 dalla ditta Tanfani Bertarelli che aveva un negozio in Piazza della Minerva.

Come racconta il Marchese Sacchetti, il bastone è depositato nella sede della Camera Apostolica. In tempi moderni non lo si vede più nelle mani del Camerlengo durante le funzioni pubbliche. Dopo avere ricevuto il “baculum” il cardinale si è raccolto in preghiera, poi si è recato all’ appartamento per apporre i sigilli alla porta principale e alla porta dell’ascensore interno. Un rito semplice, sotto il controllo del notaio e questa volta anche delle telecamere. I sigilli verranno tolti solo da nuovo pontefice dopo la elezione. A Castelgandolfo le giornate per ora scorrono tranquille. Benedetto XVI legge Hans Urs von Balthasar, magari ripensando ai tempi del Concilio Vaticano II dal quale il grande teologo svizzero fu escluso nonostante nel fosse l’anticipatore. Dal Vaticano oggi sono partite le lettere di convocazione per i cardinali di tutto il mondo, chiamati a Roma per eleggere il nuovo Papa. Tutti, anche gli ultra ottantenni non elettori, parteciperanno alle Congregazioni Generali nelle quali si decidono, seguendo la Costituzione Universi Dominici gregis , la data del conclave e tutte le questioni del governo della Chiesa in Sede Vacante. É il collegio dei cardinali ad tenere il timone della navicella di Pietro in assenza di Pietro.

Le Congregazioni inizieranno lunedì 4 marzo mattina, intanto si stanno svolgendo delle riunioni preparatorie con i cardinali della Curia, poi si deciderà il calendario e i temi di discussione, le relazioni e i prelati che faranno le due prediche previste. Il mondo fuori del Vaticano dopo il forte ed emotivo impatto mediatico del saluto di Benedetto XVI riprende ad interrogarsi su chi sarà il nuovo Papa. Se ne parla come se il conclave fosse una assemblea parlamentare. Ma non è così. Nel conclave vive la Chiesa con il suo mistero e la sua fede, è un rito e ha una sua struttura liturgica. E va rispettato.

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