Benedetto XVI: buona notte, grazie, questo per me è un giorno diverso

“Però era emozionato!” La suorina di 80 anni che è stata due ore al freddo aspettando la ultima benedizione di Papa Benedetto trascina con lei una compagna, poi si ferma a parlare con una giovane coppia di un paesino vicino a Castelgandolfo. L’ultima benedizione Benedetto XVI la da in italiano come un prete qualsiasi. Sorride, si appoggia al leggio posto sul balcone del Palazzo Apostolico che affaccia su Piazza della Libertà. Una parola che sembra segnare la parte di vita che resta a Joseph Ratzinger. Non certo una libertà da un impegno, ma la possibilità di riacquistare se stesso, il tempo per la preghiera e per il pensiero, la libertà che è il tempo donato a Dio. La piazza si è riempita piano piano, dalla mattina. Tantissime le troupe televisive e i fotografi. Sembra un po’ di essere su un set cinematografico. Si sentono inviati di ogni parte del mondo che “tengono la linea” con frasi ufficiali. Ma la gente vera è quella dei castelli romani, gente di tutte le età, gente che racconta come in otto anni è cresciuto il loro affetto verso il Papa. C’è chi lo conosceva da prima, da quando era titolare di Velletri e spesso veniva per qualche passeggiata verso il lago. A Ratzinger l’atmosfera delle Ville è sempre piaciuta molto. Ricorda un po’ i paesi dove ha trascorso l’infanzia.

E qui che ama ricevere il fratello in estate. E la gente lo sa, lo sente, ha sempre protetto la privacy del Papa. Ecco la privacy che non significa occuparsi di altro che non è la Chiesa. Lo ha detto ieri nella sua ultima udienza. No significa ritirarsi sul monte e pregare. Un’idea difficile da far comprendere al mondo di oggi assillato dalla “pubblicità”, come se solo quello che si vede fosse vero, reale, fosse un fatto. Nel discorso della sua ultima udienza generale il Papa ha dato una risposta a tutte “domande frequenti” che in tanti si sono posti dopo l’ 11 febbraio. La più comune forse era proprio : cosa farà adesso il Papa emerito? La risposta definitiva è arrivata stasera nel freddo e roseo tramonto di Castelgandolfo. Non lo ha detto ai cardinali stamattina, ma alla gente che lo ha atteso pregando il Rosario. Poi arriva il Papa. Grazie dice commosso, grazie a tutti voi.La piazza è esplosa in un applauso che arrivava al cielo e scaldava il cuore di tutti. Sul balcone del Palazzo Comunale i sindaci della zona in fascia tricolore applaudivano, sulle finestre una scritta fatta di palloncini d’argento: “ Grazie Papa Benedetto”, per strada striscioni di ogni comunità dei Castelli Romani che era arrivata per dare il suo benvenuto. Una festa insperata, emozionante, popolare.

Alle 20.00 si chiude il portone e il Papa diventa emerito. Ratzinger pensa di aver lasciato già quando si affaccia al balcone e dice: “Questo è per me un giorno diverso. Fino alle 20 sono il Papa. Dopo sarò un pellegrino che fa l’ultima tappa del suo pellegrinaggio in terra. Con il mio cuore, preghiera e riflessione vorrei lavorare per il bene comune e per l’umanità. Lo voglio fare per il bene della Chiesa e del mondo.” La piazza si spegne, ma rimangono le troupe per l’ultima, l’ultimissima immagine. La vita del paese torna normale, qualcuno tira via lo stendardo con lo stemma di Benedetto XVI. In Vaticano il saluto è stato ufficiale e affettuoso nel cortile di San Damaso dove ad accogliere il Papa c’erano qualche centinaio di persone, dipendenti vaticani, che hanno applaudito a lungo il Papa sorridente. Sempre molto sorridente. “ Buonanotte” dice… ed l’ultima parola da Papa.

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