Comunicato Stampa della Curia della Spezia-Sarzano-Brugnato a seguito di esternazioni e atti di Don Giulio Mignani nella Domenica delle Palme

Abbiamo riferito ieri, 29 marzo 2021 di cosa ha combinato – per l’ennesima volta – Don Giulio Mignani la Domenica delle Palme e puntualmente è arrivato un comunicato stampa della Curia della Spezia-Sarzano-Brugnato, che riportiamo di seguito.

Ieri abbiamo scritto:
«“Se non posso benedire le coppie formate da persone dello stesso sesso, allora non benedico neppure palme e ramoscelli d’olivo”. Don Giulio Mignani, 50 anni, parroco di Bonassola e Framura – comuni rispettivamente di circa 800 e 600 abitanti, nella Riviera di Levante, Provincia di La Spezia – la Domenica delle Palme non ha benedetto le palme e i ramoscelli d’ulivo, in ribellione – di cui si dice “estremamente contento” – contro il responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede, che ribadisce semplicemente la dottrina cattolica, secondo la quale la Chiesa Cattolica Romana benedice tutte le persone, anche i peccatori (per esempio, persone con tendenze omosessuali), ma non può benedire il peccato (per esempio, l’unione tra persone omosessuali).
Don Giulio Mignani, che più volte in passato si è schierato a favore delle unioni omosessuali e dell’ideologia del gender (in contrasto con quello che ne pensa Papa Francesco: “La teoria del gender è uno sbaglio della mente umana” [Quello che Papa Francesco pensa dell’ideologia del gender. “Un grande nemico del matrimonio”. “I bambini hanno il diritto di crescere in una famiglia, con un papà e una mamma” – 17 marzo 2021], ha giustificato la sua ribellione durante l’omelia della Santa Messa della Domenica delle Palme, che apre la Settimana Santa, appellandosi alle norme anti-Covid-19, ormai il passepartout che apre tutte le porte verso la follia. Quos Deus perdere vult dementat prius.
Mignani ha spiegato, che la benedizione delle Palme è “collegata alla processione in ricordo dell’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. Non potendo fare tale processione, a motivo delle norme anti-Covid, personalmente ritengo non abbia allora senso benedire le Palme. Ma sono poi estremamente contento – ha aggiunto – che questa mia decisione di non benedire le palme e i ramoscelli d’ulivo avvenga a pochi giorni dalla pubblicazione del documento della Congregazione per la Dottrina della Fede”.
Intanto, non ci risulta che era proibito di fare la processione delle Palme, sempre possibile, senza assembramenti, rispettando le norme anti-Covid-19.
Quindi, è palese che il parroco di Bonassola e Framura ha deciso di non benedire le palme e i ramoscelli d’ulivo, come “una forma di protesta attraverso la quale manifestare il mio ritenere assurdo tale divieto ribadito dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Nella Chiesa si benedice di tutto, non solo le palme ma a volte, purtroppo, sono state benedette anche le armi, però non si può benedire l’amore vero e sincero di due persone perché omosessuali. Ma, ancora più grave, è il fatto che si continui a chiamare ‘peccato’ questo loro amore. A rimetterci – ha concluso – non sono certo le persone omosessuali, le quali possono tranquillamente fare a meno della benedizione della Chiesa, perché intanto c’è Dio a benedirle. A rimetterci è piuttosto la Chiesa”.
Invece, di “peccato” parla proprio il Catechismo della Chiesa Cattolica, a cui è tenuto anche il parroco di Bonassola e Framura. Inoltre, contrariamente a quanto fa credere Mignani ai suoi parrocchiani, nel responsum la Congregazione per la Dottrina della Fede ricorda espressamente che la Chiesa benedice tutte le persone, anche le persone omosessuali. Quello che è chiaro, è l’assurdità che Don Giulio Mignani si chiama ancora cattolico, visto che non accetta la dottrina cattolica e il magistero della Chiesa, espressa nel Catechismo della Chiesa Cattolica, basata sulla Parola di Dio e da Papa Francesco. A rimetterci non è la Chiese Cattolica Romana ma il Parroco di Bonassola e Framura, scismatico, non più cattolico».

Leggi tutto: Parroco di Bonassola e Framura: “Se non posso benedire coppie gay, benedico neppure palme”. Ribellione sul sentiero dello scisma contro il “responsum” della Congregazione per la Dottrina della Fede

Alla fine, quando la “correzione fraterna” non funziona, al Vescovo non rimane altre che applicare il diritto canonico nei confronti de parroco impenitente, che come da copione si mostrerà stupito e perseguitato. Con nuova mobilizzazione della nota lobby arcobaleno al seguito. Ce ne faremo una ragione e il Vescovo farà quello che gli compete.

Comunicato Stampa della Curia della Spezia-Sarzana-Brugnato del 29 marzo 2021

Nonostante i vari interventi già compiuti personalmente negli ultimi anni dal Vescovo e i comunicati emanati per ribadire ai fedeli la posizione ufficiale della Chiesa, a fronte delle esternazioni di don Giulio Mignani in merito a temi riguardanti la fede e la morale, con dolore dobbiamo constatare quanto è nuovamente accaduto la scorsa Domenica delle Palme nelle parrocchie a lui affidate.

Don Giulio, oltre ad omettere la tradizionale benedizione dei rami di ulivo – a suo dire a motivo delle norme anti-Covid –, ha anche manifestato la sua presa di posizione sul “responsum” della Congregazione per la Dottrina della Fede circa la possibilità di benedizione delle unioni di persone dello stesso sesso.

Dato che tutto ciò ha suscitato disappunto tra i fedeli, ci corre il dovere di precisare quanto segue:

1) Le norme liturgiche prevedono la possibilità di benedire all’inizio della Santa Messa i rami di palma e di ulivo anche con la sola piccola processione del sacerdote da un punto della Chiesa all’altare. Ciò è sufficiente per fare memoria dell’entrata di Gesù in Gerusalemme, e non contravviene alcuna norma anti-covid.

2) È riprovevole omettere o compiere un gesto liturgico legando ciò ad un intervento di protesta personale, tanto più se rivolto ad un pronunciamento della Congregazione per la Dottrina della Fede, del quale il Santo Padre ha dato il suo assenso alla pubblicazione.

3) Il “responsum”, che invitiamo tutti a leggere con attenzione, e che è riportato integralmente anche sul sito della Diocesi, espone in modo comprensibile con rispetto, serenità e verità il perché la Chiesa non dispone, né può disporre del potere di benedire dette unioni.

Su quanto avvenuto si sta valutando in merito nelle apposite sedi, a tenore della normativa canonica vigente.

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