Numeri ufficiali Covid-19 del 29 marzo 2021. Draghi: “L’Unione Europea assicura dosi vaccini per raggiungere l’immunità a luglio”

Secondo Breton, Commissario Ue al mercato interno e Capo della task force sui vaccini, l’Europa avrà passaporto sanitario a giugno e immunità di gregge a luglio. “Per quanto riguarda le forniture dei vaccini per i prossimi mesi la Commissione Eu ha assicurato che le dosi dovrebbero essere più che sufficienti per raggiungere l’immunità per il mese di luglio in tutta l’Europa”. Lo ha detto, a quanto si apprende, il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi nell’incontro con le Regioni sui vaccini. Obiettivo è 500.000 inoculazioni al giorno. Chi vivrà, vedrà. Locatelli: “Tra 70 e 79 anni 1 su 10 se infettato rischia la vita. La prossima priorità per i vaccini va data a questa fascia”.

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I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi lunedì 29 marzo 2021

Ricoverati con sintomi: 29.163 (+462) (+1,61%) [Superata soglia del 40% di allarme, al 44%]
In terapia intensiva: 3.721 (+42) (+1,14%) [con 192 nuovi ingressi del giorno] [*] [Superata la soglia del 40% di allarme, al 41%]
Deceduti: 108.350 (+417) (+0,39%)
Vaccinati [**] e percentuale sulla popolazione (aggiornato al 29 marzo 2021 ore 17:31): 2.996.933 (5,02% di una platea di 50.773.718 persone da vaccinare

Dati aggiornati al 29 marzo 2021 ore 18:28 – Fonte Agenas.

La soglia del 30% per le terapie intensive e del 40% per le aree non critiche è individuata dal decreto del Ministro della Salute del 30 aprile 2020. Per area non critica si intendono i posti letto di area medica afferenti alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia.
[*]
Dato molto importante, perché permette di verificare al di là del saldo quante persone sono effettivamente entrate in terapia intensiva nelle ultime 24 ore oggetto della comunicazione.
[**] Persone che hanno completato la vaccinazione (prima e seconda dose). Vaccinazione in tempo reale: QUI.

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

Media giornaliera dei decessi: 269 (+1).

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.

Il punto della situazione a cura di Lab24

Ci risiamo, come se il passato non ci avesse insegnato nulla: anche sulla campagna vaccinale le Regioni avanzano in ordine sparso, interpretando in modi diversi le linee guida e costringendo a verifiche sul campo (e sperabilmente anche interventi di ripristino della normalità) chi deve effettuare il coordinamento a livello nazionale.
Da mesi viene sottolineata l’impossibilità di affrontare un’epidemia come quella in corso (virus nuovo, tutta la popolazione potenzialmente esposta) con strategie e interventi disomogenei.
I risultati finora ottenuti non sono stati brillanti: l’Italia (fonte Bollettino epidemiologico Oms del 23 marzo 2021) tra i 186 Paesi e territori monitorati dall’Organizzazione mondiale della Sanità si trova in decima posizione con 173 decessi per 100.000 abitanti. Tuttavia tra i cosiddetti “grandi Paesi” risale in seconda posizione, preceduta solo da Uk con 185 decessi per 100.000 abitanti. Tra i primi dieci troviamo Repubblica Ceca, Ungheria, Bosnia Erzegovina, Slovenia, Montenegro, San Marino, Gibilterra e Belgio: con una forte concentrazione di Paesi dell’Est Europa e/o di Paesi con un numero di abitanti molto più basso di quello dell’Italia (Belgio incluso, 11 milioni contro i nostri 59).
Se allarghiamo lo sguardo agli altri “grandi”, con 173 decessi per 100.000 abitanti precediamo gli Usa (161) nonostante i molti mesi trascorsi con scarso impegno nelle misure di prevenzione; ancora più indietro Spagna (155), Francia (140) e Germania (89). Utilizzando il criterio dei decessi per 100.000 abitanti, e non i valori assoluti, elimina le differenze legate alla diversa popolazione residente. Peraltro, usando i valori assoluti (dati Oms, dashboard con valori aggregati al 27 marzo 2021) troviamo l’Italia non in decima ma in sesta posizione, preceduta da Usa, Brasile, Messico, India e Uk: tutti con un numero di abitanti superiore a quello del nostro Paese.
La giustificazione del “siamo stati presi alle spalle” è ormai priva di fondamento: perché al termine della prima ondata della scorsa primavera (31 maggio 2020) i decessi nel nostro Paese erano 33.415. Nei mesi successivi, caratterizzati dalla narrazione del “siamo stati bravi”, ne abbiamo aggiunti altri 74.935: quando l’essere sopresi alle spalle era ormai impossibile. Per lunghi periodi la pressione sul sistema sanitario è stata mantenuta al di sopra dei livelli di allerta, sia per i reparti di area medica, sia per quelli di area critica.
Non abbiamo volutamente analizzato in precedenza l’andamento della campagna vaccinale perché nelle prime fasi, e con numeri ridotti, molte differenze avrebbero potuto essere del tutto casuali. Ma ora (dati ufficiali Governo italiano, Report vaccini aggiornato alle 6.01 del 29 marzo 2021 e Report settimanale del 26 marzo 2021), con 9.413.886 dosi singole somministrate, 2.968.706 italiani protetti con una doppia dose e altri 3.476.474 che hanno ricevuto almeno la prima dose, i numeri sono abbastanza solidi da permettere confronti attendibili.
Ne sintetizziamo qualcuno, ricordando come punto chiave che questa epidemia si esprime con letalità crescente al crescere dell’età dei pazienti, e restando a livelli quasi trascurabili (fonte Iss) al di sotto dei 50 anni. Già la fascia 40-49 esprime una letalità dello 0,1%, all’incirca in linea con l’influenza stagionale, crolla allo 0,05% in quella 30-39 anni e quasi scompare (0,01%) al di sotto di questa età.
La strategia vaccinale, alla luce di questi dati, appare quindi obbligata: con la messa in sicurezza in via prioritaria del personale sanitario, delle Forze dell’ordine e dei soggetti che, indipendentemente dall’età, abbiano particolari condizioni di rischio (pazienti immunodepressi, oncologici, cardiopatici, diabetici, disabili e così via).
Parallelamente, basandosi sull’evidenza del rischio, l’ordine delle vaccinazioni può essere basato su un solo criterio: l’età. Scopriamo invece che questo non accade: una delle categorie più a rischio, quella 70-79 anni che esprime una letalità del 9,0% da inizio epidemia, con 568.743 inoculazioni viene preceduta da tutte le altre incluse quelle 20-29 anni (630.863), 30-39 anni (912.840) e 40-49 anni (1.229.295). Solo al di sotto dei 19 anni sono state somministrate meno dosi (10.588) ma non ci sono al momento vaccini approvati per uso al di sotto dei 16 anni. Potremmo attribuire questa situazione alla copertura di personale sanitario e forze dell’ordine, che sono ovviamente più giovani in quanto in età lavorativa: ma i dati ufficiali ci dicono che 1.230.912 dosi sono andata a una non precisata categoria “altro” (sarebbe interessante sapere chi ne fa parte); 951.966 al personale scolastico; 483.305 a personale non sanitario. Sempre guardando alla protezione della categoria 70-79 anni, il divario tra le Regioni appare ampio e ingiustificato: le vaccinazioni effettuate con prima dose, sul totale della popolazione in questa fascia di età, varia dall’1,4% della Puglia al 16,0% della P.A. di Bolzano. Così pure, guardando al totale del personale sanitario, le vaccinazioni con doppia dose vanno da un minimo del 57,9% (Liguria) al 94,7% della P.A. di Bolzano. Nelle ultime settimane, come era logico attendersi, si è invece normalizzato l’utilizzo delle dosi ricevute dalle singole Regioni: le differenze molto evidenti delle prime settimane sono scomparse, e oggi il divario è compreso in una forbice tra il 76,7% (Calabria) e il 94,4% (Provincia autonoma di Bolzano). Affronteremo in dettaglio il tema della campagna vaccinale, oltre all’andamento dell’epidemia, nella prossima analisi settimanale (Fonte Lab24.ilsole24ore.com/coronavirus).

Pasqua e zona rossa, il Viminale: i viaggi all’estero sono consentiti

In una nota il Ministero dell’Interno chiarisce che è permesso spostarsi, anche tra regioni, per raggiungere l’aeroporto per recarsi in vacanza nei Paesi in cui è possibile arrivare. Non tutte le mete sono consentite: dipende dalle restrizioni applicate dai singoli Paesi (Fonte SkyTG24).

Di Maio: a Pasqua sconsigliamo di andare all’estero

Durante il periodo di Pasqua “abbiamo chiesto di restare a casa e di non spostarsi”, non solo tra regioni, e quindi “sconsigliamo ai cittadini di andare all’estero” perché siamo in una fase particolarmente complicata della pandemia, all’insegna di varianti molto aggressive che hanno colpito tutta Europa. Lo ha detto il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio rispondendo a chi gli chiedeva di quegli italiani che intendono trascorrere fuori le vacanze pasquali (Fonte SkyTG24).
Che si mettessero d’accordo.

Speranza: prudenza con queste cifre, niente passo troppo lungo

“Ora va usata prudenza, sono i numeri dei decessi, del contagio e delle terapie intensive a imporci attenzione. Con 3.721 posti letto in terapia intensiva occupati non possiamo fare un passo troppo lungo. Le prossime settimane saranno decisive per le vaccinazioni e potremo così programmare l’estate e la graduale uscita dalle restrizioni sulla base delle evidenze scientifiche e dei dati del monitoraggio che sono e restano la nostra bussola”. Lo ha dichiarato, da quanto si apprende, il Ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo all’incontro con le Regioni (Fonte SkyTG24).

“Il divieto di uscire di casa tra le 22 e le 5, la chiusura di ristoranti e bar e altre attività, l’impossibilità di bere un caffè seduti, l’inevitabilità di doverlo consumare in mezzo alla strada, sono provvedimenti che non rispondono a nessuna ratio. Dunque, inaccettabili (Azzurra Barbuto @AzzurraBarbuto – Twitter, 29 marzo 2021).

“Caduto lo stato di diritto e venuta meno la diga costituzionale, stanno venendo fuori i metodi nazisti: dall’incentivo alla delazione alla caccia agli “untori”, dai trattamenti sanitari obbligatori alle irragionevoli disparità di trattamento” (Avv. Giuseppe PALMA @GiuseppePalma78 – Twitter, 29 marzo 2021).

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