Numeri ufficiali Covid-19 del 2 marzo 2021. Variante inglese nel 54% dei casi. Sileri: “Con varianti giovani serbatoi per diffusione virus”. Nuovo Dpcm: 6 marzo-6 aprile

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I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi martedì 2 marzo 2021

Ricoverati con sintomi: 19.570 (+458) (+2,40%)
In terapia intensiva: 2.327 (+38) (+1,66%) [con 220 nuovi ingressi del giorno] [*]
I pazienti in terapia intensiva aumentano per il 13° giorno consecutivo.
Deceduti: 98.288 (+343) (+0,35%)
Vaccinati [**] e percentuale sulla popolazione (aggiornato al 2 marzo 2021 Ore 11:56) 1.424.677 (2,39% di una platea di 50.773.718 persone da vaccinare)

Dati aggiornati al 2 marzo 2021 ore 19.26 – Fonte Agenas.

Secondo i professionisti del negazionismo, le terapie intensive “al collasso sono vuote”. Che non sono al collasso si vede nella grafica. Che non sono vuoto (anzi per il 13° giorno in fila l’occupazione aumenta) si può leggere nei dati. Negli ultimi 24 ore 222 nuovi ingressi in terapia intensiva, il secondo dato più alto da quando si registra, dal 3 dicembre scorso. Solo il 10 dicembre se ne erano contati di più, con 251 ingressi in rianimazione. Ovviamente, per vederlo ci si deve togliere i paraocchi (l’ho ricordato ancora quattro giorni fa: „Chi porta il paraocchi, si ricordi che del completo fanno parte il morso e la sferza“ (Stanisław Jerzy Lec).

La soglia del 30% per le terapie intensive e del 40% per le aree non critiche è individuata dal decreto del Ministro della Salute del 30 aprile 2020. Per area non critica si intendono i posti letto di area medica afferenti alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia [QUI].

[*] Dato molto importante, perché permette di verificare al di là del saldo quante persone sono effettivamente entrate in terapia intensiva nelle ultime 24 ore oggetto della comunicazione.

[**] Persone che hanno completato la vaccinazione (prima e seconda dose). Vaccinazione in tempo reale: QUI.

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

Media giornaliera dei decessi: 261 (-), stazionaria da 13 giorni.

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.

Il punto della situazione a cura di Lab24

Continuano ad arrivare segnali negativi dai principali indicatori dell’epidemia, e tra questi segnaliamo il numero dei nuovi ingressi in terapia intensiva. Un dato che, al di là del saldo giornaliero tra ingressi e uscite dai reparti di area critica, indica in modo veritiero le conseguenze delle infezioni contratte (in larghissima parte, anche se non in modo esclusivo) in un arco di tempo compreso tra le 2 e le 3 settimane prima. A livello nazionale i primi tre giorni della nostra nuova settimana epidemiologica (27 febbraio – 1 marzo) segnano un rialzo del 9,6% rispetto allo stesso periodo della settimana precedente (chiusa a sua volta con un rialzo del 21,1%).

Vediamo anche il dato della Lombardia, che teniamo monitorata in quanto Regione più colpita da inizio epidemia e con un fortissimo peso (un sesto) sul totale della popolazione italiana: i nuovi ingressi nei primi 3 giorni sono stati 93, in rialzo del 27% rispetto allo stesso periodo della settimana precedente (chiusa con un +43,7% sulla settimana precedente). È interessante notare come, guardando a quanto accaduto nell’arco di tempo compreso tra le 2 e le 3 settimane prima di questo dato, a livello nazionale la crescita si confronti con periodi epidemiologici chiusi con una sostanziale stabilità del numero delle infezioni. Una anomalia che si spiega con un numero insufficiente di tamponi, in particolare quelli molecolari, che ha generato una sottostima del contagio realmente presente sul territorio. Il dato della Lombardia, Regione dove il numero dei tamponi molecolari è preponderante (il 72,5% contro il 27,5% di test rapidi) è maggiormente in linea con quanto accaduto in passato: il rialzo attuale delle terapie intensive si confronta infatti con periodi epidemiologici chiusi in rialzo, anche se meno evidente di quello espresso dal nostro indicatore. In altri termini: in Lombardia il numero dei test dovrebbe essere ancora aumentato, ma rispetto alla media nazionale la forte prevalenza dei test molecolari consente di avvicinare maggiormente il dato reale del contagio. Segnaliamo anche un altro dato relativo alla Lombardia: il 64% dei nuovi casi di Covid-19 è riconducibile alla variante inglese, come comunicato dalla Regione stessa, valore più che raddoppiato rispetto all’analoga indagine condotta a metà febbraio.

Torniamo a livello nazionale: sempre sulla base dell’indicatore delle terapie intensive (nuovi ingressi per settimana epidemiologica), combinato con il rapporto positivi/tamponi totali e soprattutto positivi/casi testati, è possibile stimare che il numero reale dei contagiati sia attualmente dalla 2 alle 3 volte superiore rispetto a quanto emerga dai numeri quotidiani: in questa zona “oscura” si annidano quasi esclusivamente infezioni asintomatiche. Il dato potrebbe sembrare molto elevato ma ricordiamo che, dopo la conclusione della prima fase dell’epidemia, l’indagine sierologica per l’individuazione degli anticorpi nella popolazione generale aveva mostrato che i soggetti venuti a contatto con il Sars-CoV-2 erano 7 volte più numerosi di quanto espresso dai dati ufficiali derivati dall’elaborazione dei test tampone (Fonte Lab24.ilsole24ore.com/coronavirus).

Finita l’era dei balconazo di Giuseppi, conferenza stampa sul nuovo Dpcm con i Ministri Gelmini e Speranza. Senza Draghi ma nello stile. Segno dell’era dei draghi

Non è il Presidente del Consiglio Mario Draghi a presentare le nuove misure anti-Covid-19. Insieme ai due ministri anche il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro e il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli. Le nuove regole saranno valide dal 6 marzo al 6 aprile, comprendendo dunque anche Pasqua e Pasquetta (Fonte SkyTG24).
Non ero un mistero a chi guarda la realtà senza paraocchi.

In Italia variante inglese nel 54% dei casi

In Italia al 18 febbraio scorso la prevalenza della variante inglese del Sars-CoV-2 era del 54%, con valori oscillanti tra le singole regioni tra lo 0% e il 93,3%, mentre per quella brasiliana era del 4,3% (0%-36,2%) e per la sudafricana dello 0,4% (0%-2,9%). La stima viene dalla nuova “flash survey” condotta dall’Iss e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. Per l’indagine è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus, secondo le modalità descritte nella circolare del Ministero della Salute dello scorso 17 febbraio. Il campione richiesto è stato scelto dalle Regioni in maniera casuale fra i campioni positivi garantendo una certa rappresentatività geografica e se possibile per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all’indagine le 21 Regioni e Province autonome e complessivamente 101 laboratori, e sono stati effettuati 1296 sequenziamenti (Fonte SkyTG24).

Sileri: “Con varianti giovani serbatoi per diffusione virus”

“È cambiato il gioco che sta facendo il virus colpendo, seppur con sintomi molto lievi, quelle fasce d’età che prima erano preservate e che rappresentano comunque un serbatoio per la diffusione del virus. È chiaro che non andrebbe chiusa solo la scuola ma anche altre attività dove vi è il rischio di contagio”. Lo ha detto il Sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a Timeline su Sky TG24 (Fonte SkyTG24).

Sileri: “Sempre Ffp2 dove c’è rischio affollamento”

“Io consiglio sempre di indossare la mascherina Ffp2 laddove c’è più rischio, dove c’è più occasione di incontrare persone. Mezzi pubblici per esempio, ma anche all’aperto, penso agli affollamenti ai navigli. È quello che dico anche a mia madre. È come un maglione, se fa più freddo bisogna usare quello più pesante”. Così il Sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a Sky TG24 (Fonte SkyTG24).

Speranza: Scuole chiuse nelle zone rosse. Siglato il nuovo Dpcm
In zona rossa tutte le scuole saranno in didattica a distanza. Lo ha chiarito il Ministro della Salute, Roberto Speranza, annunciando la firma da parte del Presidente Draghi del nuovo Dpcm. “Didattica a distanza – ha sottolineato il ministro – anche per le scuole nei territori dove il tasso di incidenza su 100mila abitanti in sette giorni sarà pari o superiore a 250” (Fonte Askanews).

Nuovo Dpcm. Apertura o chiusure delle scuole, analisi YouTrend

La cabina di regia, riunita a Palazzo Chigi, ha approvato il parametro proposto dal Comitato tecnico-scientifico che regola la chiusura delle scuole: queste ultime potranno essere chiuse nelle regioni gialle e arancioni che registrano oltre 250 casi Covid-19 ogni 100 mila abitanti per almeno 7 giorni consecutivi, mentre nelle zone rosse (al momento Basilicata e Molise) – in base al nuovo Dpcm – gli istituti scolastici dovrebbero chiudere a prescindere.

Se la chiusura degli istituti scolastici sarà a livello provinciale come sembra al momento probabile, secondo le stime YouTrend, sono al momento 24 le Province in cui si supera la soglia settimanale di contagi che impone la chiusura: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Chieti, Como, Forlì, Frosinone, Imperia, Macerata, Mantova, Modena, Monza e Brianza, Pescara, Pistoia, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Siena, Trento, Udine, Verbano-Cusio-Ossola.

Ci sono poi altre 21 Province che hanno tra i 200 e i 250 casi ogni 100.000 abitanti e sono quindi vicine al rischio chiusura: Arezzo, Ascoli Piceno, Caserta, Cremona, Cuneo, Ferrara, Gorizia, Isernia, Lecco, Lucca, Massa-Carrara, Milano, Napoli, Parma, Pavia, Perugia, Prato, Taranto, Torino, Varese, Vercelli.

Una precisazione importante: questi sono i dati della Protezione Civile, ma le decisioni saranno poi prese su quelli dell’Iss (Fonte ANSA).

Parlando di vaccini

“Il cancelliere austriaco Kurz annuncia che l’Austria non si affiderà più all’UE per i vaccini poiché essa si è dimostrata troppo lenta, ovvero inefficiente. E noi italiani cosa aspettiamo? Una manna da Ursula?” (Azzurra Barbuto @AzzurraBarbuto – Twitter, 2 marzo 2021).

“Possiamo dirci che, sui vaccini, l’UE ha dimostrato una debolezza organizzativa e politica che neppure i più euroscettici potevano immaginare?” (Guido Crosetto @GuidoCrosetto – Twitter, 2 marzo 2021).

Lega: “Vienna certifica fallimento strategia Ue” – “L’annuncio di Austria e Danimarca di non affidarsi più all’Ue e di voler procedere autonomamente per procurarsi vaccini, seguito dalle dichiarazioni della Commissione Europea sulla legittimità di questa decisione, rappresenta l’ennesima e clamorosa conferma del fallimento della strategia portata avanti finora da Brussel”. Così in una nota gli europarlamentari della Lega componenti della commissione Sanità pubblica, Silvia Sardone, Simona Renata Baldassarre, Marco Dreosto, Luisa Regimenti, Gianantonio Da Re, Danilo Oscar Lancini, Annalisa Tardino, Lucia Vuolo, che invitano l’Italia “a seguire l’esempio” (Fonte SkyTG24).

Circa 70% degli statunitensi vogliono essere vaccinati – Il 68-70% della popolazione USA non vedono l’ora di farsi vaccinare contro il Covid-19 o hanno già ricevuto l’immunizzazione. Il numero degli incerti sulla scelta di farsi il vaccino o meno è sceso di 9 punti percentuali da alcuni mesi fa, attestandosi oggi al 10% dei cittadini. Stabile invece il segmento dei no-vax “duri” – pari al 21% – che dichiarano di non volersi immunizzare. I dati emergono oggi dal nuovo sondaggio Axios-Ipsos . L’interesse più forte ad ottenere la vaccinazione contro il Sars-Cov-2 è stato registrato tra persone con un livello di istruzione più alto, nella popolazione di razza bianca e affiliata ai valori del partito democratico. Sulla vaccinazione necessaria per gli insegnanti concorda però il 75% della popolazione USA (Fonte SkyTG24).

Stato di follia

“Notte insonne si è forti ma si crolla. Un comunicato del tuo sindaco che dice che nel tuo paese arancione scuro non puoi CAMMINARE senza motivo. Le forze dell’ordine hanno l’ordine di multare senza sconti. Mi chiedo e vi chiedo: ma è normale o siamo veramente in un regime? (Virna L. @65_virna – Twitter, 2 marzo 2021).

Pensate se ci fosse pure il pubblico.
I morti che non comunicano e la curva che da 13 giorni staziona sullo stesso valore. Un valore falsato. Ricordiamoci che non sono numeri, sono persone care che lasciano un vuoto grande nelle nostre vite.

Se il virus viaggia per mare. Ennesimo controsenso del governo: ristoranti chiusi e confini spalancati. Allarme contagi: Palazzo Chigi impone nuovi divieti e blinda altri Comuni. Gli unici che possono circolare sono i profughi: sbarchi a raffica a Lampedusa. Qui è vietato muoversi, dall’Africa gli arrivi continuano: oltre 2.000 in più rispetto al 2020
di Renato Farina
Libero, 2 marzo 2021


Poche parole, parlano i fatti. Bello come programma, quello di Mario Draghi. Avevamo subito intuito un nuovo stile, con un certo compiacimento. Lasciare in pace gli italiani, senza rifilargli il predicozzo serale con aria contrita, tipico del duo di coppia Conte-Casalino, è di sicuro un pregio – a condizione però che il secondo corno della promessa si rivelasse una pentola di monete d’oro. Fiduciosi, dopo il discorso programmatico del 10 febbraio, rivolto attraverso i parlamentari agli italiani tutti, abbiamo cercato di metterci in ascolto dell’eloquenza delle cose fatte invece di rincorrere i detti e i contraddetti.
Ebbene? Roba poca, e pure fotocopia giallorossa. Tanto che, al momento, preferiremmo stessero zitti pure i fatti, tanto ci paiono deprimenti quelli che per ora si sono infilati come un dito nell’occhio speranzoso del popolo.
Ne abbiamo indicati di due tipi nel titolo, a mo’ di esempio. Come noi, ha lanciato il medesimo allarme Giorgia Meloni, che su Facebook ha ritratto in pochi tratti l’emergenza perdurante: «Mentre molte attività chiudono per decreto, i confini restano aperti lasciando sbarcare sempre più immigrati clandestini. Lamorgese: stesso ministro, stessi risultati. Altro che cambiamento».
Anche noi, come lei, lasciamo aperto un altro capitolo: quello sui vaccini. Vedremo se qui Draghi mostrerà la medesima efficienza che lo ha reso leggendario a Francoforte. Intanto ci tocca con tutta la simpatia del mondo infilargli un pungitopo sotto la camicia ben stirata. Come testimonia il curriculum, oltre che la fama e persino la stima di Papa Ratzinger, la differenza tra il mancato Conte 3 e il Draghi 1, sta in Draghi. Ma vorremmo tanto che cominciasse non diciamo a fare gol, ma almeno a tirare in porta. Ed è vero che la locomotiva dello Stato italico, già arrugginita de decenni d’incuria, è stata scassata da macchinisti sciagurati e sabotatori come quelli che l’hanno preceduto, ma per favore ci va bene che la faccia partire anche senza dare due mani di vernice agli stantuffi. Qui ogni ora sono morti in più. Muova la grande ruota della locomotiva, tolga i ceppi. Invece, siamo al paradosso espresso dal nostro titolo. Faccia presto a rimediare.
1) Le misure repressive della libertà di movimento, sulla base non del principio di responsabilità, ma di quello dei sussulti cromatici. Con l’irrazionalità assoluta di stabilire le restrizioni dando un tempo minimo per prepararvisi. Con il risultato demenziale di spingere alla trasgressione. Se tu dai un’ora d’aria ai carcerati, e li avverti che è l’ultima fino a Pasqua e Pasquetta, chi non cerca di godersela? È la psicologia, e qui la mettiamo sullo spiritoso, dell’addio al celibato o nubilato: il via libera all’idiozia, stavolta con il timbro del governo dei migliori. Speranza è sempre lì, parla e straparla. Socchiude e richiude. Ci fa sapere con aria mesta che arrivano giorni pesanti. Grazie al cavolo: finché c’è lui, la zona rossa è garantita se non altro per affinità elettive. Tratta le persone come piccoli idioti, e poi si meraviglia se tanti si comportano come tali.
2) Capitolo invasione. Bilaterale come la polmonite. Di immigrati e di virus, e come dicono aridamente i numeri questa simmetricità non è una forzatura, ma la realtà. A Lampedusa nei primi due mesi di quest’anno, con l’Italia ingabbiata, sono arrivati specie dalla Tunisia cinquemila (4.973 al 26 febbraio) presunti profughi, in realtà migranti economici, clandestini in grandissima maggioranza. Sono duemila in più rispetto a quelli approdati nel gennaio-febbraio 2020, quando l’allarme Covid era confinato in Asia, e non era ancora stata predisposta una barriera sanitaria tra gli Stati.
Durezza e tolleranza
Domanda semplice. Se i ristoranti, i bar, le scuole sono chiusi, ed al massimo si tollera l’asporto dei cibi e la elargizione via etere del sapere, per ragioni assolute di sicurezza sanitaria, perché invece i confini nazionali sono spalancati come le porte dell’inferno? Non è che c’è un certo tipo di sub-cultura razzista per cui si considera chi arriva con un altro colore della pelle meno in grado di capire che spostarsi è un pericolo mortale per sé e per gli altri? È un fatto. Sono puniti i movimenti fuori dai confini dei comuni, in compenso sono consentiti ed anzi incentivati i traslochi migratori di massa dall’Africa. Con esisti criminali in due sensi. Quello più immediatamente nefasto: ed è la morte nei naufraghi. Tanti arrivano ormai dalla Tunisia con viaggi tranquilli, su piccoli gommoni e motoscafi. Altri invece, poveri disgraziati, si fidano di appuntamenti con i presunti eroi delle Ong: a qualcuno va bene, ad altri no, e la gente affoga.
Arrivano notizie ogni giorno di morti e dispersi. È il principio dell’effetto spinta: buttati che ti salvo. L’evidenza elementare insegna che l’unico modo sicuro per non annegare è non fargli prendere il mare, e il dovere è quello – specie in tempi di pandemia – di scoraggiare e impedire le partenze. E qui siamo al secondo guaio. La moltiplicazione degli sbarchi coincide con l’approdo di virus nelle sue svariate forme. È un imperativo assoluto quello di non consentire a nessuno di essere vettore involontario di Covid. Invece anche qui i numeri sono da invasione di untori.
Trascriviamo dal Quotidiano di Sicilia: «Dei centodue sbarcati ieri ad Augusta (Siracusa) dalla Aita Mari, ventuno sono risultati positivi al Covid al termine dei controlli sanitari. I naufraghi erano stati soccorsi nel Canale di Sicilia, dove il loro barcone rischiava di affondare. Dopo i tamponi i migranti sono stati trasferiti sulla nave quarantena Rapsody, ormeggiata ad Augusta. E delle duecentotrentadue persone salvate da Asso Trenta e sbarcate ieri a Porto Empedocle (Agrigento) cinquantadue sono risultate positive al Covid-19».
Dateci lo Sputnik
Tutto questo fa sinceramente spavento. Tanto più che da noi non è per nulla chiaro quando il governo si deciderà – come l’Ungheria, e come già si sta muovendo la Repubblica ceca – ad acquistare massicciamente e a far produrre lo Sputnik V. Proprio chi scrive qui aveva segnalato che già ai primi di dicembre in India era partita l’installazione di una fabbrica per produrli. Era già chiaro allora che le certificazioni favorevoli a questo antidoto (tra l’altro più tradizionale e quindi meno sofisticato da conservare) erano intorno al 92 per cento di efficacia, e Lancet lo riconosceva (Libero del 6 dicembre 2020).
Uno dei meriti di Mario Draghi è quello di saper tacere. Il 10 febbraio al Senato sulle migrazioni era stato reticente. Aveva parlato di nuovo patto con l’Europa per redistribuzione e il rimpatrio, ma su porti e respingimenti, zero. Si era ripromesso di evitare la migrazione di giovani italiani all’estero, nulla su quella degli stranieri in Italia. Aspettiamo con ansia il Draghi del fare.

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