Gli auguri della politica a Ruini, il cardinale italiano più determinante degli ultimi decenni

90 anni cardinale Ruini
Sono 90 le candeline ma ieri come oggi, il card. Camillo Ruini continua a essere una voce autorevole, mai banale, all’interno del panorama ecclesiastico e culturale italiano.
Ad attribuirgli i giusti meriti, anche la politica italiana, quella con con la P maiuscola, magari più conservatrice.
 
Da Matteo Salvini a Giorgia Meloni passando per esponenti di spicco di Forza Italia, il coro è unanime: Ruini, a 90 anni è ancora una figura eminente della Chiesa cattolica.
D’altronde, è lo stesso Porporato che in un’intervista al Corriere della Sera precisa di essersi spesso trovato in sintonia con la politica liberale di Silvio Berlusconi.
 

O recentementee, con quella di Matteo Salvini, giudicato uomo saggio e determinato, che non è mai caduto nelle provocazioni di cui è stato oggetto.

Alla veneranda età di 90 anni poi, qualche considerazione sugli ultimi pontificati, è fonte di spunto e riflessione.
 
Per Ruini, quando Papa Benedetto XVI rassegnò le proprie dimissioni, “ho provato totale sorpresa, sconcerto e dolore. Poi ho pensato che pochi giorni dopo sarebbe stato eletto il nuovo Papa e così il trauma sarebbe stato superato”.
È lo stesso ex numero uno della Cei a esprimere il suo personale giudizio sull’attuale Papa regnante.
 
“Forse non ho quella spontanea sintonia che avevo con Giovanni Paolo II e anche con Benedetto XVI.

Ma di lui penso molto bene – chiosa il religioso tra le pagine del Corriere. Ammiro la sua dedizione alla Chiesa, ai poveri, alla fraternità tra tutti gli uomini e i popoli.

In una parola, in Francesco riconosco il mio Papa, senza riserve”.

Dunque parole al miele da Ruini, verso chi, nel recente passato, non ha risparmiato critiche, anche poco velate.

Appena qualche mese fa, sempre tra le pagine del Corriere, giudicava costruttive certe critiche al Pontificato, non ritenendole un attacco alla Chiesa.

Una sorta di cappello al clan degli scontenti di Bergoglio, spiegando che “alcuni dei valori storici della Chiesa, a cominciare dalla difesa della vita e della famiglia, fanno assai meno parte di prima dell’agenda politica del Vaticano.

Ma non sono spariti, e nemmeno lo potrebbero: nel contesto dell’Occidente contemporaneo sono inevitabilmente oggetto di dibattito”.

Una figura che alcuni definiscono ingombrante, di certo un uomo tutto d’un pezzo, senza peli sulla lingua, che non cerca facili consensi.
 
Forse proprio per questo è considerato il più determinante cardinale italiano degli ultimi decenni.