Numeri ufficiali Covid-19 dell’11 febbraio 2021. Effetti negativi della diffusione delle varianti virali. Preoccupante situazione scolastica

Ringraziando i nostri lettori e sostenitori, ricordiamo che è possibile inviare comunicazione presso l’indirizzo di posta elettronica del “Blog dell’Editore”: QUI.

I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi giovedì 11 febbraio 2021

Ricoverati con sintomi: 18.942 (-338) (-1,75%)
In terapia intensiva: 2.126 (-2) (-0,09%) [con 151 nuovi ingressi del giorno] [*]
Deceduti: 92.729 (+391) (+0,42%)
Vaccinati [**] e percentuale sulla popolazione (aggiornato all’11 febbraio 2021 Ore 18:30): 1.256.500 (2,08%)
[*]
Dato molto importante, perché permette di verificare al di là del saldo quante persone sono effettivamente entrate in terapia intensiva nelle ultime 24 ore oggetto della comunicazione.
[**] Persone che hanno completato la vaccinazione (prima e seconda dose). Vaccinazione in tempo reale: QUI.

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

Media giornaliera dei decessi: 260 (+1)

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.

Il punto della situazione a cura di Lab24

La diffusione delle varianti virali, finora soprattutto di quella inglese, inizia a manifestare i propri effetti negativi in alcune zone del Paese: Umbria, Toscana, Marche e Abruzzo. Da un punto di vista epidemiologico, peraltro, sarebbe stata anomala una situazione contraria: le varianti circolano incuranti dei confini e, se sono più efficienti nella trasmissione, prendono inevitabilmente il sopravvento. Segnalata per la prima volta in Italia a metà dicembre, la variante inglese si caratterizza come già verificato in Uk non solo per una maggiore contagiosità (all’incirca +50%), ma anche per una vivace circolazione nella popolazione più giovane (inclusa l’età scolastica al di sotto dei 10 anni). Una popolazione quest’ultima, in particolare per quanto riguarda chi frequenta le scuole materne, dove tra l’altro non viene adottata la mascherina come misura di protezione personale. Diversi casi sono stati recentemente indentificati negli istituti di Macerata e Ancona, mentre a Pescara il numero dei contagi nella fascia di età dai 3 ai 12 anni è passato in pochi giorni dal 4 al 14%, con quasi tutti i casi legati alla variante inglese. Nel focolaio dell’Umbria, dove sono presenti sia la variante inglese, sia quella brasiliana, sono stati riscontrati 42 casi di reinfezione (sono in corso gli esami per stabilire se da virus originario o da varianti) 7 dei quali hanno interessato soggetti vaccinati: occorre però ricordare che l’immunità è completa solo 10-12 giorni dopo la seconda somministrazione (quindi il contagio potrebbe essere avvenuto nel periodo finestra); che i vaccini si stanno dimostrando efficaci anche contro la variante inglese; che i soggetti già venuti a contatto con la malattia, in caso di reinfezione, hanno in genere una risposta immunitaria efficiente che riduce drasticamente il rischio di contrarre forme gravi della Covid-19. Dai primi dati preliminari finora disponibili il 20% circa dei nuovi casi identificati nelle Marche è riconducibile alla variante inglese: ma considerando solo la Provincia di Ancona (dove il numero dei nuovi casi per 100.000 abitanti è stabilmente a quota 230 da circa tre settimane) si arriva negli ultimi giorni al 50% circa. Nelle Province di Pescara e Chieti, in Abruzzo, tra i tamponi esaminati alla fine della scorsa settimana uno su due è riconducibile a una forma mutante del virus (il sequenziamento chiarirà se si tratta di quella inglese). La Regione Toscana, dove per la ripresa del contagio preoccupano in particolare le zone di confine con l’Umbria, dovrebbe passare dalla fascia di rischio gialla a quella arancione dalla prossima settimana: sarebbe l’ennesima dimostrazione pratica che le zone gialle sono del tutto inadatte non solo a contenere, ma anche a mitigare la diffusione del contagio, e che portano a un inevitabile peggioramento della situazione sanitaria. I casi si moltiplicano anche in altre zone d’Italia. In Lombardia a Bollate, comune ai confini di Milano, dopo la chiusura di una materna lo scorso 29 gennaio sono state bloccate da oggi le attività in altre due scuole (elementare e media) per un’improvvisa fiammata di contagi legati alla variante inglese: dopo il primo caso l’infezione si è rapidamente diffusa coinvolgendo finora 45 alunni e 14 docenti. Sempre in Lombardia provvedimenti analoghi hanno riguardato istituti di Castrezzato e Corzano, nel bresciano: Provincia dove il 20% dei nuovi casi appare riconducibile proprio alla variante inglese del Sars-CoV-2. A Roma, dopo 28 positivi individuati (tre da variante inglese) è stata chiusa una scuola nel quartiere Prenestino. Il tracciamento e l’individuazione dei casi in ambito scolastico è resa più difficile dall’alto livello di infezioni asintomatiche che si registrano in queste fasce di età, con punte vicine al 75% per i soggetti tra i 2 e 6 anni. Ricordiamo ancora una volta che l’uso sempre più estensivo dei test antigenici rapidi (con un rapporto positivi/tamponi circa 4 volte inferiore a quello dei tamponi molecolari) sta generando una pericolosa sottostima dei casi presenti sul territorio. L’elevato numero dei tamponi eseguiti ogni giorno è in realtà, per quasi il 50%, rappresentato da test del tutto inadatti a svolgere un compito di tracciamento sulla popolazione generale. Ulteriori allentamenti, così come la ripresa degli spostamenti tra Regioni, alla luce della situazione attuale appaiono da un punto di vista epidemiologico ad alto rischio (Fonte Lab24.ilsole24ore.com/coronavirus).

E adesso chi li sente Fontana…

11 febbraio 2021
Focolaio di variante inglese di Sars-CoV-2 a Bollate: chiusa la scuola con 749 bambini di asilo ed elementari, tamponi rapidi per tutti
Per il Comune alle porte di Milano si valuta l’ipotesi di una zona rossa, il timore è che la variante nota per la sua contagiosità si diffonda nel capoluogo e in tutta la Regione


I primi casi di variante inglese del Sars-CoV-2 sono stati alla fine di gennaio. Prima all’asilo, poi all’elementare. Poi l’istituto si è trasformato in un vero e proprio focolaio. Così da oggi sono chiusi sia l’asilo sia le due scuole primarie di via Diaz a Bollate, frequentate in totale da 749 bambini dai 3 ai 10 anni. I contagi in pochi giorni sono cresciuti in maniera esponenziale. Da ieri corre la paura nel Comune alle porte di Milano, dove da due settimane ormai è sbarcato il coronavirus nella sua forma più contagiosa anche se non più letale di quella che avevamo in Italia. Al via tamponi rapidi per tutti: “Sono in corso di attivazione – spiegano sindaco e assessore – le procedure per la somministrazione di test rapidi alla popolazione scolastica dei 3 plessi al fine di valutare l’estensione del contagio e assumere, eventualmente, ulteriori azioni che le autorità sanitarie, il Comune di Bollate e la Prefettura di Milano concorderanno in caso di necessità” (Fonte Zita Dazzi – Milano.repubblica.it).

10 febbraio 2021
In Lombardia 128 casi di varianti Sars-CoV-2 inglese, sudafricana e brasiliana: via al monitoraggio, si parte dalle scuole


All’inizio, il 26 di gennaio, ad ammalarsi sono state nove maestre della scuola per l’infanzia intitolata a Bruno Munari, poi, nel giro di 24 ore si sono infettati anche quattro collaboratori amministrativi, poi ancora, due insegnanti della scuola a fianco. I circa 100 bambini delle quattro sezioni dell’asilo sono stati messi subito in quarantena a fine gennaio e dai tamponi eseguiti nei laboratori su richiesta di Ats Milano sono risultati 59 casi positivi. Nelle ricerche a campione su questi tamponi, sono venute fuori in quattro casi su quattro tracce del genoma del Sars-CoV-2 variante inglese. “Fra noi genitori c’è stata subito molta paura. I nostri bambini sono tutti e due positivi asintomatici, mentre io e mio marito siamo positivi entrambi e stiamo male, con febbre alta, mal di testa, dolori alle ossa, spossatezza: l’abbiamo preso in una forma piuttosto pesante”, racconta una delle mamme contagiate.
Il Preside dell’Istituto comprensivo Rosmini, Salvatore Biondo conferma: “Il focolaio si è acceso la scorsa settimana, è partito con un paio di casi il 26-27 gennaio, in presenza di una sintomatologia più diffusa fra il personale e alcuni bambini. In pochi giorni abbiamo invitato le famiglie a tenere bambini a casa, ma nel giro di poco tempo i contagi si sono estesi a quasi tutti i collaboratori, gli insegnanti  e da una decina di bambini i casi poi sono quintuplicati in pochi giorni”.
La situazione di Bollate – dove ora si valuta anche l’ipotesi di una zona rossa limitata al Comune per evitare che la variante arrivi a Milano e da lì in tutta la Regione – conferma le ipotesi degli scienziati che hanno avvertito sulla particolare capacità diffusiva della variante inglese fra i bambini nella sua insidiosa forma asintomatica che fa correre in modo strisciante i contagi fra gli adulti. “Abbiamo subito chiuso la scuola in accordo con Ats – continua il preside Biondo che è in costante contatto con le famiglie – Adesso sono in corso iniziative per contenere focolaio, le misure adottate finora hanno retto, il numero dei casi è cresciuto senz’altro nella scuola dell’infanzia. Ma negli altri plessi l’interessamento per ora è limitato. È stato proposto uno screening di comunità da Ats, per verificare l’entità della diffusione del contagio. Anche alla primaria abbiamo disposto cautelativamente in questi giorni la didattica a distanza per favorire immediato accesso al drive-in di via Novara per l’esecuzione dei tamponi”. Nelle chat dei genitori ovviamente non si parla d’altro. Ma il preside invita a non alimentare l’allarmismo: “È giusto essere prudenti e cauti, ma teniamo i nervi saldi. Per ora la situazione è sotto controllo e tutte le istituzioni sono in rete per decidere ora per ora i provvedimenti più opportuni”.
Anche il Municipio è allertato e sta valutando le misure da adottare in accordo con la Prefettura e con Ats, visto che da ieri in piazza non si parla d’altro.
“Sto aspettando comunicazioni da Ats – dice il sindaco Francesco Vassallo (Pd) – Per oggi attendiamo il provvedimento formale di chiusura delle due scuole, poi si valuterà dopo che Ats avrà i  test sierologici su tutta la comunità scolastica per vedere la pervasività del virus. Se i risultati saranno preoccupanti, vedremo quali misure più restrittive adottare sulla base delle informazioni di carattere sanitario, senza le quali io non posso assumere nessun provvedimento. I cittadini di Bollate sono tutti preoccupati di trovarsi in zona rossa, cosa che al momento non è ancora decisa. Se i parametri ci saranno, però bisognerà agire per evitare che si la variante inglese si diffonda a buona parte del territorio e anche oltre, visto che in zona gialla ci si può muovere in tutta la città e anche nella regione. Ma sono decisioni che verranno prese collegialmente con le altre autorità”.
La gente è allarmata, ora che le scuole sono chiuse e Ats sta avviando lo screening di massa, come annunciato ieri in Regione dal direttore generale del Welfare Marco Trivelli preoccupato per la diffusione delle varianti in Lombardia.
“Di sicuro siamo in una situazione importante ma ci sentiamo molto sostenuti dall’ufficio scolastico e Ats, appoggio istituzionale è a 360 gradi – fa un appello il preside Biondo – Bisogna contrastare ansie e paure del personale e delle famiglie, perché effetti psicologici sono forti, stiamo tutti attenti e cerchiamo di fare la nostra parte. Siamo in un crocevia di emozioni, che a volte nonostante tempestività delle risposte, suscita proteste” (Fonte Zita Dazzi – Milano.repubblica.it).

La mappa Ue aggiornata all’11 febbraio (ANSA).

Covid: mappa Ue, Umbria, Trento e Bolzano in rosso scuro

Il Friuli Venezia-Giulia esce, ma Trento e Umbria si aggiungono a Bolzano come aree ad alta incidenza dei contagi Covid nell’ultima mappa aggiornata oggi dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). Nel resto d’Europa, il rosso scuro continua a colorare quasi tutta la Penisola iberica (Spagna e Portogallo), il sud della Francia, le regioni slovene al confine con l’Italia, la Repubblica ceca e le aree limitrofe della Slovacchia, Lettonia ed Estonia, la Svezia meridionale. Val d’Aosta, Danimarca e Grecia sono arancioni (Fonte ANSA).

Campania: previsto aumento dei contagi, alert territoriali

Una previsione di oltre 254.000 casi di Covid-19 in Campania al 28 febbraio, rispetto ai 223.000 del primo febbraio. È l’allarme lanciato dall’Unità di Crisi della Regione Campania sul Covid-19 nella relazione emessa dopo l’ultima riunione per verificare l’incidenza dei contagi scolastici. Per questo la Regione ha elaborato sulla base degli algoritmi un sistema di alert territoriale per individuare Comuni, Province o Macro aree “soggette ad incremento dei contagi idonei ad impattare in maniera significativa sull’incidenza della malattia a livello regionale”. L’Unità di Crisi sottolinea che gli alert dovranno orientare le decisioni locali.
Il sistema di alert territoriale sul Covid-19 sulle scuole e sulle strade di aggregazione nei Comuni incide sulla misura che era stata elaborata dall’ultima Unità di Crisi, in cui si prevede una raccomandazione della Regione a sindaci e prefetti per la chiusura degli istituti scolastici e strade. È quanto emerge dalla relazione dell’Unità di Crisi della Regione Campania sul Covid-19 dopo l’ultima riunione di martedì. In caso di mancata esecuzione, la Regione potrebbe poi agire di sua iniziativa per la chiusura. Per evidenziare il quadro preoccupante, l’Unità di Crisi sottolinea che, alla luce del nuovo quadro delle misure previste dal Dpcm del 14 gennaio e con nuovi criteri di mobilità e gestione degli esercizi commerciali e sociali nonché didattici, si è assistito nuovamente e progressivamente ad un incremento di incidenza della malattia da Sars-CoV-2, particolarmente in talune aree della Regione. Nell’area della città metropolitana di Napoli e particolarmente in quella di competenza dell’ASL Napoli 3 Sud si è registrato un significativo “boost” dei contagi, la cui natura è ancora oggetto di studio anche a livello molecolare per comprenderne le motivazioni. In particolare vengono portati gli esempi di Torre Annunziata, arrivata al 29,24% di tamponi positivi, e di Castellammare di Stabia, che il 7 febbraio ha toccato il 30,86% di tamponi positivi.
“Siamo alla vigilia di un fine settimana nel quale avremo il Carnevale e la festa di San Valentino. In un Paese nel quale i livelli di controllo sono ridotti a zero, è indispensabile che vi siano decisioni efficaci di contenimento degli assembramenti da parte del Ministero della Salute. Se in questi giorni avremo le strade e le piazze nelle condizioni dello scorso fine settimana, dovremo aspettarci nelle settimane successive una vera e propria esplosione di contagi nel nostro Paese. Riteniamo urgenti e indispensabili misure nazionali di prevenzione e contenimento”. Così il governatore della Campania, Vincenzo De Luca (Fonte ANSA).

Merkel blinda la Germania: “Le varianti catastrofiche”

La Germania resta in lockdown perché il pericolo delle mutazioni del virus è “reale”, e solo con una riduzione praticamente radicale dei contagi il Paese può prepararsi a una ormai probabile terza ondata della pandemia. Una ripresa particolarmente temibile, ha spiegato Angela Merkel in un altro appassionato discorso al Bundestag, dal momento che le tre varianti in circolazione “sono più aggressive del virus finora conosciuto” e prenderanno “il sopravvento”. Che l’allarme sia ancora molto forte lo dimostra anche un altro provvedimento arrivato in serata: la Germania ha chiuso agli ingressi dal Tirolo austriaco e dalla Repubblica Ceca, catalogando questi territori fra quelli “a rischio variante”, come già avvenuto per Gran Bretagna, Irlanda, Portogallo e Sudafrica (Fonte SkyTG24).

E adesso, dimenticato i porti chiusi, fa il riaprista… lo registriamo a futura memoria (nella serie degli spritz) #ilvirusringrazia

Salvini: in zone gialle e con ok scienziati, si riapra

“Se la Lega sarà forza di governo e saremo chiamati a discutere del ritorno alla vita dove c’è una zona gialla e gli scienziati ci dicono che la situazione è sotto controllo, la mia risposta è sì”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini parlando di eventuali riprese di attività e spostamenti (Fonte SkyTG24).

Regioni chiedono proroga del divieto di spostamenti. Cosa succede dopo il 15 febbraio?

Fra 4 giorni scade il divieto per gli spostamenti tra territori regionali diversi. Per l’eventuale proroga serve un decreto legge. Boccia: “Grande senso di responsabilità dalle Regioni”. La richiesta potrebbe essere accolta il 12 febbraio, con un Consiglio dei ministri ad hoc e pronto ad allungare fino al 5 marzo il blocco (Fonte SkyTG24).

Suor Andre, al secolo Lucil Randon, classe 1904.

Suor Andre compie 117 anni, è sopravvissuta a 2 guerre e al Covid-19. È la persona più anziana d’Europa

Sopravvissuta a due guerre mondiali e, il mese scorso, all’infezione da Covid-19, Suor Andre compie oggi 117 anni. La persona più anziana d’Europa sarà festeggiata con la sua torta preferita e, naturalmente, un buon bicchiere di vino.
Suor Andre, al secolo Lucil Randon, classe 1904, ha raccontato di non essersi accorta di aver contratto il nuovo coronavirus: “mi sentivo molto stanca, è vero, ma non me ne rendevo conto”, ha detto all’Afp. Altri 80 ospiti della casa di riposo in cui vive a Tolone si sono ammalati e ci sono stati 10 decessi.
Oggi, per festeggiare il compleanno di Suor Andre, è stata celebrata una Messa speciale nella struttura che ospita una decina di suore. Lo chef ha preparato un banchetto con foie gras, filetto di cappone ai funghi porcini e il dolce preferito della 117enne: torta Alaska, sostanzioso dessert americano, da gustare con un bicchiere di porto. “Bevo un piccolo bicchiere di vino ogni giorno”, ha precisato la festeggiata (Fonte Askanews).

Vaccinati, tesserati… e schedati in Vaticano

Lo Stato della Città del Vaticano tramite la Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato ha iniziato da qualche giorno a rilasciare ai dipendenti SCV e Santa Sede che hanno effettuato la seconda inoculazione del vaccino Cominarty (Pfizer/BioNTech) la tessera che attesta la certificazione della vaccinazione contro il Covid-19. La tessera è nominativa e ha un numero progressivo assegnato con codice a barre (barcode) annesso. I dipendenti sono schedati, ma non è dato sapere il motivo, #restiamoumani #restiamoliberi

Coronavirus, il rischio delle varianti secondo la fondazione Gimbe. Spie rosse in 17 province

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe conferma nella settimana 3-9 febbraio 2021, rispetto alla precedente, un numero stabile dei nuovi casi (84.711 contro 84.652). Scendono i casi attualmente positivi (413.967 contro 437.765), le persone in isolamento domiciliare (392.312 contro 415.234), i ricoveri con sintomi (19.512 contro 20.317) e le terapie intensive (2.143 contro 2.214). Diminuiscono anche i decessi (2.658 contro 2.922).
In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni: i decessi sono 2.658 (-9%), in terapia intensiva ci sono -71 (-3,2%), i ricoverati con sintomi -805 (-4%), isolamento domiciliare -22.922 (-5,5%), i nuovi casi 84.711 (+0,1%), i casi attualmente positivi -23.798 (-5,4%).“Anche questa settimana – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – a livello nazionale i nuovi casi sono stabili rispetto alla precedente, una calma piatta purtroppo solo apparente”. Infatti, spacchettando il dato nazionale, in 10 Regioni si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi e in 9 Regioni aumentano i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti, ma i numeri per ora non impattano sulle curve nazionali perché si tratta principalmente di Regioni di piccole dimensioni.
“Situazioni molto critiche come quelle dell’Umbria – spiega Cartabellotta – dove le nuove varianti hanno determinato rapidamente un’impennata dei casi e la saturazione di ospedali e terapie intensive potrebbero improvvisamente esplodere ovunque, visto che le varianti del virus circolano ormai in tutto il Paese”.
Ecco perché – sottolinea la Fondazione Gimbe – è fondamentale monitorare tutte le “spie rosse” per attuare tempestive strategie di contenimento: in 17 Province l’incremento percentuale dei nuovi casi negli ultimi 7 giorni supera il 5%.
Sul fronte ospedaliero, l’occupazione da parte di pazienti Covid-19 supera in 3 Regioni la soglia del 40% in area medica e in 4 Regioni quella del 30% delle terapie intensive. Tuttavia, nonostante la riduzione della pressione sugli ospedali, il numero dei decessi rimane molto elevato, seppur in lieve calo rispetto alle settimane precedenti.
Sul fronte dei vaccini al 10 febbraio, hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 1.214.139 persone (2,04% della popolazione), con marcate differenze regionali: dal 1,38% della Calabria al 3,58% della Provincia Autonoma di Bolzano (figura 4).
“In generale – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi sanitari della Fondazione Gimbe – se da un lato i ritardi delle forniture interessano l’intero primo trimestre con inevitabile rallentamento della campagna vaccinale, dall’altro le Regioni stanno gestendo correttamente le dosi, completando il ciclo vaccinale nei tempi corretti”.
“Rispetto alle categorie di persone vaccinate – spiega Gili – il 70% delle dosi sono state destinate a ‘operatori sanitari e sociosanitari’, il 18% a ‘personale non sanitario’, l’11% a ‘personale ed ospiti delle Rsa’ e meno dell’1% a ‘persone di età =80 anni’, con notevoli differenze regionali”. Purtroppo – annota la Fondazione – solo il 3,6% (158.805) degli over 80 ha ricevuto almeno una dose di vaccino, e solo il 2,2% (96.503) ha completato il ciclo vaccinale, percentuali molto lontane dal target di copertura raccomandato dalla Commissione Europea per questa fascia di età: l’80% entro il 31 marzo 2021.
La Fondazione diretta da Nino Cartabellotta ha inoltre preso in esame l’impatto delle vaccinazioni: sulla base dei dati pubblicamente disponibili al momento è possibile valutare l’efficacia della vaccinazione solo sugli operatori sanitari, i cui contagi vengono monitorati regolarmente dall’Istituto Superiore di Sanità. E, se i nuovi casi nella popolazione generale sono stabili da 3 settimane, tra gli operatori sanitari si sono ridotti del 64,2%: dai 4.382 rilevati nella settimana 13-19 gennaio, quando è stata avviata la somministrazione delle seconde dosi, ai 1.570 della settimana 3-9 febbraio.
“Presupponendo che le modalità di screening periodico degli operatori sanitari non siano state modificate – spiega Cartabellotta – questa netta riduzione è verosimilmente effetto della somministrazione di circa 1,9 milioni di dosi di vaccino in questa categoria di popolazione”.“Il nascente governo – conclude Cartabellotta – dovrà affrontare immediatamente questioni chiave per la gestione della pandemia.
Oltre alla necessità di accelerare le forniture vaccinali per mettere al sicuro persone anziane e fragili, occorrerà arginare la circolazione delle nuove varianti. In tal senso, con la riapertura dei confini regionali prevista per il prossimo 15 febbraio e un’Italia quasi tutta gialla rischiamo un’impennata dei contagi con conseguente saturazione degli ospedali, nonostante il potenziamento del sequenziamento virale e i lockdown mirati. Servono decisioni tempestive perché la corsa del virus e delle sue varianti non rallenta certo per una crisi di governo”.
Il monitoraggio Gimbe dell’epidemia di Covid-19 è disponibile sul sito della Fondazione Gimbe nella sezione dedicata al coronavirus [QUI] (Fonte Askanews).

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