In uno Stato di diritto vige il principio di libertà di stampa. Implica che tutte le persone debbano avere il diritto di esprimersi

In un Tweet di ieri, la scrittrice e giornalista di Libero, Azzurra Barbuto ha scritto: “Non sappiamo nulla circa le intenzioni di Draghi. Ma che importa? Sappiamo come ha conquistato la moglie, su quale fianco dorme, cosa mangia a colazione, in quale panificio si serve, quanto pesa, qual è il suo piatto preferito nonché il suo colore prediletto e cosa ha mangiato ieri. Per la cronaca, i giornali ci dicono che ieri sera ha mangiato una quiches di formaggio agli asparagi e prosciutto”. Poi, abbiamo anche saputo – già una cosa più rilevante assai – da Matteo Stoico, edicolante di Città della Pieve, che ha come cliente Mario Draghi, quali giornali acquista di solito il Presidente del Consiglio dei ministri incaricato.

Alcuni giorni fa, intervistato a Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, ha raccontato: “Draghi compra un po’ di tutto, fa una sorta di rassegna stampa, dal Fatto alla Verità, compra almeno sette/otto quotidiani ogni giorno. E sua moglie compra anche la Settimana Enigmistica e il Sudoku”. Acquista anche qualche giornale straniero? “Si, compra anche l’Herald Tribune ed un paio di giornali tedeschi”. E di quotidiani sportivi? “Compra soprattutto il Corriere dello Sport, perché segue la Roma, squadra per cui tifo anche io”. Parlate di calcio come due tifosi al bar? “Parliamo spesso dei giallorossi, lui è contento dell’allenatore Fonseca, gli piace perché è pacato ed educato. E poi gli piace molto anche Edin Dzeko”, ha spiegato Stoico.

Questa notizia ci ha fatto ricordare che l’edicola “di fiducia” della Città del Vaticano, la cosiddetta “Edicola Biggi” (ben occultata tra Porta Angelica e il Colonnato del Bernini, nella foto sopra) lavora quasi esclusivamente fornendo quotidiani di ogni ordine e grado a tutte le gerarchie della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, molto attente a conoscere l’opinione dei media. Alcune gerarchie, pare, ne indirizzano anche la linea editoriale. Morale della favola: “Per essere considerati dai potenti fatevi un’edicola, ma se volete essere letti e temuti dai potenti, diventate editori liberi e indipendenti” (Staff del Blog dell’Editore).

Libertà di stampa (libertà di comunicazione e di espressione attraverso i media)

La libertà di stampa è un diritto che ogni Stato di diritto, assieme agli organi d’informazione (giornali, radio, televisioni, provider internet) dovrebbe garantire ai cittadini ed alle loro associazioni, per assicurare l’esistenza della libertà di parola e della stampa libera, con una serie di diritti estesi principalmente.
Il diritto di libera stampa comprende anche i membri delle agenzie di giornalismo, con le loro pubblicazioni, e si estende al diritto all’accesso ed alla raccolta d’informazioni (nonché alle procedure volte ad ottenere informazioni da comunicare al pubblico).

Negli Stati di diritto, il principio di libertà di stampa implica che tutte le persone debbano avere il diritto di esprimersi tramite lo scritto o qualsiasi altro modo di espressione delle opinioni personali. La dichiarazione universale dei diritti dell’uomo lo afferma chiaramente: «Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze ed a cercare, ricevere, ed insegnare informazioni e idee attraverso qualsiasi mezzo informativo indipendentemente dal fatto che esso attraversi le frontiere».
Questi principi vengono in genere accompagnati da una legislazione che assicura vari gradi di libertà di parola, che comprendono pubblicazione, stampa, editoria e ricerca scientifica, che si spingono fin dove permette il combinato disposto di queste leggi con il sistema legale del paese, basato sulla costituzione come fonte primigenia del diritto. Il concetto di libertà di parola viene spesso garantito dalle stesse leggi che proteggono la libertà di stampa, dando in questo modo gli stessi diritti ai mezzi di comunicazione di massa ed ai singoli individui. La codificazione del diritto alla conoscenza, diritto umano universale che è oggetto di iniziative a livello sovranazionale, che discendono dalla stessa formulazione della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, agisce su ambedue questi versanti: da un lato critica lo Stato che “si ritrae dinanzi al cattivo utilizzo dei mezzi di comunicazione di massa (segnatamente quelli pubblici, ma non soltanto)”; dall’altro lato si richiede di «garantire al massimo la possibilità di essere protagonisti nella produzione della conoscenza (e questo implica diritto di accesso alla tecnologia e ostilità alla censura)».
In Italia la libertà di stampa è tutelata nell’articolo 21 (Parte I, “Diritti e doveri dei cittadini”, Titolo I, “Rapporti civili”) della Costituzione: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili». A differenza dei corrispondenti articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo sancita dalle Nazioni Unite e da quella dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che non prevedono limiti, la Carta Costituzionale italiana fissa dei limiti, che principalmente rientrano nei reati d’opinione (ad es. apologia di reato) e in quelli contro la morale. La decisione spetta unicamente alla magistratura, che istruisce le forze dell’ordine per provvedere eventualmente al sequestro.
Anche come Paese integrante dell’Unione europea l’Italia si impegna a rispettare il principio della libertà di stampa come sancito nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione, che riconosce la “libertà di espressione e d’informazione” (art. II-11).
Fonte: Wikipedia.

Inter mirifica, decreto del Concilio Vaticano II sugli strumenti di comunicazione sociale
Doveri dell’autorità civile


12. Particolari doveri in questo settore incombono all’autorità civile in vista del bene comune, al quale questi strumenti sono ordinati. È infatti compito di tale autorità, nel proprio suo ambito, difendere e proteggere — specialmente riguardo alla stampa–la vera e giusta libertà d’informazione che è indispensabile alla odierna società per il suo progresso; favorire i valori religiosi, culturali e artistici; assicurare agli utenti il libero uso dei loro legittimi diritti. È anche compito dell’autorità civile appoggiare quelle iniziative che, per quanto siano di grande utilità, specialmente alla gioventù, non potrebbero altrimenti essere realizzate. Infine lo stesso potere pubblico, che giustamente si interessa del benessere dei cittadini, ha il dovere di provvedere con giustizia e diligenza, mediante la promulgazione di leggi e l’efficace loro applicazione, che dal cattivo uso di questi strumenti non derivino gravi danni alla moralità pubblica e al progresso della società. Con tale attenta vigilanza non viene conculcata la libertà dei singoli e dei gruppi associati, soprattutto nel caso in cui mancassero sicure garanzie da parte di coloro che per professione utilizzano questi strumenti. Una speciale attenzione, inoltre, sia usata nel difendere gli adolescenti dalla stampa e dagli spettacoli nocivi alla loro età.
Fonte: Vatican.va.

Discorso di San Paolo VI ai giornalisti dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, 28 febbraio 1976

– Siate attenti a difendere sempre e da per tutto i giusti diritti e la vera libertà delle persone, senza compiere discriminazioni parziali, come, purtroppo, accade a motivo dei regimi politici che sono in causa, o delle scelte personali che ci rendono sensibili unicamente nei confronti delle vittime, di cui condividiamo le idee o le convinzioni.
– Siate i difensori della vita umana, dovunque essa è minacciata, soprattutto di coloro che sono indifesi; o quando il ricorso alla guerra non sembra giustificato da un’assoluta necessità di giustizia.
– Non rimanete muti quando la dignità e l’onore della persona umana sono minacciati dalla violenza, dallo sfruttamento economico, dal rilassamento dei costumi, del quale la nostra società permissiva dà troppo spesso triste spettacolo.
Fonte: Vatican.va.

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