Numeri ufficiali Covid-19 del 26 gennaio 2021. Scenari osceni, offensivi per la nostra intelligenza. Giocare con colori, vabbè! Ma con salute e futuro…

Per forza e per le forze della natura, di qualcosa dobbiamo pur morire. Ma più di Covid-19 (della quale si può guarire [SARS-CoV-2. Divulgazione scientifica – Parte 23: Se i vaccini funzionano e sono sicuri lo sapremo fra due anni. Intanto ci sono le cure – 26 gennaio 2021]) mentre fanno morire l’economia, noi moriremo di stenti. Le cure della malattia Covid-19 non interessano, invece pensano ai contratti miliardari con i big pharma multinazionali per vaccini contro il coronavirus cinese di Wuhan (di cui, “se tutto va bene”, fra due anni sapremo se sono efficaci e sicuri… “confidiamo”), per mascherine, per siringhe, per padiglioni alla margherita…

Ringraziando i nostri lettori e sostenitori, ricordiamo che è possibile inviare comunicazione presso l’indirizzo di posta elettronica del “Blog dell’Editore”: QUI.

I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi martedì 26 gennaio 2021

Ricoverati con sintomi: 21.355 (-69) (-0,32%)
In terapia intensiva: 2.372 (-49) (-2,02%) [con 162 nuovi ingressi del giorno] [*]
Deceduti: 86.422 (+541) (+0,63%)
Vaccinati [**] e percentuale sulla popolazione (aggiornato al 26 gennaio 2020 Ore 15:00): 195.350 (0,32%)

[*] Dato molto importante, perché permette di verificare al di là del saldo quante persone sono effettivamente entrate in terapia intensiva nelle ultime 24 ore oggetto della comunicazione.
[**] Persone che hanno completato la vaccinazione (prima e seconda dose).
Vaccinazione in tempo reale: QUI.

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

Media giornaliera dei decessi: 253 (-)

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.

Lombardia rossa per errore. Bagarre al Consiglio regionale per i dati dell’epidemia. nuova bagarre al Pirellone. A Fontana regalano un pallottoliere. Lui si difende: “Su di noi solo fake news”

Il consigliere di +Europa Michele Usuelli è stato espulso e la seduta del Consiglio regionale lombardo sospesa dopo che lo stesso Usuelli si è messo in ginocchio in Aula di fronte al Governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana, chiedendo che i dati disaggregati sulla pandemia siano resi pubblici. “Non so più come chiederlo e allora ve lo chiedo in ginocchio”, ha detto Usuelli, che ha ribadito la sua richiesta di dati trasparenti e aperti sui parametri lombardi di sorveglianza epidemiologica e di avere notizie sul parere dei saggi sulla legge 23 di riforma della Sanità lombarda, commissione nominata “a maggio scorso da Fontana e di cui non sappiamo più niente”.

Il Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi ha chiesto l’intervento della forza pubblica per portare via Usuelli, rimasto più di 15 minuti in ginocchio, fino all’intervento della Digos.

Sono volati ancora fischi e grida di contestazione contro la giunta guidata da Attilio Fontana, messo alla sbarra per provare la sua innocenza sulla vicenda della zona rossa in cui la Lombardia è finita per una settimana per errore, a causa di calcoli sbagliati sul contagio da Coronavirus in Regione.

I consiglieri di Movimento 5 Stelle e Pd, che hanno esposto dei cartelli (“Verità per i lombardi“, “Basta bugie“, “Ora basta“, “La zona rossa è colpa vostra“). In coro hanno chiesto le dimissioni della giunta.

Cinque consiglieri di minoranza (Pietro Bussolati del Partito democratico, Dario Violi, Simone Verni, Nicola Di Marco e Massimo De Rosa del Movimento 5 Stelle,) sono stati censurati ed espulsi dal presidente Alessandro Fermi. Le opposizioni, tranne la consigliera di Italia viva Patrizia Baffi, hanno abbandonato l’Aula del Pirellone.

Secondo il ministero della Salute, l’errore nella trasmissione dei dati è stato commesso dalla Regione Lombardia, che però respinge le accuse al mittente. “Cercherò di mantenere la mia consueta pacatezza anche dovrò fare molto fatica, perché credo che la misura alla quale questo Consiglio regionale è giunto sia colma”, ha detto Fontana all’inizio della seduta. “La mancanza di rispetto nei confronti dei Lombardia e dei lombardi è andata oltre il consentito”, ha aggiunto Fontana. Un coro di “buu” si è levato dal fondo dell’aula quando il Governatore della Lombardia ha assicurato che “la Regione è disponibile, come sempre, alla collaborazione istituzionale e ad un confronto tecnico per definire nuovi parametri, ma non accetto che la Lombardia venga calunniata con mistificazioni della realtà. È una vergogna quello che sta succedendo e lo dico non per me o per la mia giunta, ma per i lombardi che sono stufi di essere umiliati”. Fontana ha poi aggiunto: “La mancata registrazione dei guariti è una falsa notizia, come si evince dai flussi pubblici, come quello della Protezione Civile che registra quotidianamente casi, guariti e decessi”. E ancora: “I flussi di Regione sono sempre stati inviati correttamente, come validato sempre dall’Iss ogni settimana. I nostri dati sono sempre stati coerenti con i flussi provenienti dai sistemi informativi delle ATS, mantenendo anche le eventuali incompletezze senza interventi forzati da parte di Regione. I nostri tecnici non hanno mai inserito in modo artificioso dati: a noi interessa una valorizzazione realistica della pandemia, non forzare una lettura semplificatrice”.

Infine, per il Governatore il ricorso al Tar del Lazio di Regione Lombardia, “contrariamente a quanto sostenuto da qualche organo di stampa, prosegue nel merito e verrà implementato questa settimana con l’impugnazione dei verbali della Cabina di Regia e del Cts, nonché della parte dell’ordinanza del Ministero che fa riferimento ai quei verbali”.

Al termine dell’intervento è esplosa la bagarre, durante la quale il consigliere del Pd Pietro Bussolati gli consegna polemicamente un abaco.
Il presidente del Consiglio regionale ha sospeso la seduta ed espulso Usuelli che è poi stato accompagnato fuori dagli agenti della Digos (Fonti Askanews e Open).

«Chiesi: “Presidente, come finirà?”. Rispose Andreotti presidente dimissionario: “Figlio mio, manco è comiciata”. Appunto» (Marco Frittella @mfrittella – Twitter, 26 gennaio 2021).

Presidenza della Repubblica
Il Presidente Mattarella ha ricevuto il Presidente del Consiglio Conte che ha rassegnato le dimissioni del Governo
Comunicato


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Avv. Giuseppe Conte, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto.
Il Presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti.
Le consultazioni avranno inizio nel pomeriggio di domani, mercoledì 27 gennaio.
Il calendario delle consultazioni sarà reso noto attraverso l’Ufficio Stampa.
Roma, 26/01/2021

Riporto il post sul mio diario Facebook di questa mattina alle ore 10:26. Nel frattempo sappiamo come è andato a finire, per il momento e chi vivrà vedrà.

Scenari osceni, offensivi per la nostra intelligenza

“Crisi di governo. Uno, nessuno e bis-Conte: gli acrobatici 16 mesi del Giuseppi di sinistra – Se proprio bisogna cercare un senso, è questa una vicenda tutta nostra di uno che si è trovato lì proprio quando si scatenava l’ira di Dio e lì è rimasto fino a stamattina. Mentre il Parlamento conosceva il collasso, i partiti seguitavano a spappolarsi, i diritti e le libertà costituzionali andavano a ramengo. A pensarci bene doveva andare così; o forse era meglio di no. Comunque adesso viene il mal di testa, e anche un po’ di nausea, a frugare nella memoria, a perdersi fra mille spunti, a inseguire le visioni, le suggestioni, le illusioni, le allucinazioni, ma soprattutto riesce impossibile dare un senso all’avventura del Bis-Conte, e già il nomignolo, ameno e pretenziosetto, tira da una parte, mentre dall’altra c’è la tragedia, la catastrofe” (Filippo Ceccarelli – Rep. repubblica.it, 25 gennaio 2021).

Conte si dimette ma poi ritorna
di Max Del Papa
Nicolaporro.it, 26 gennaio 2021


Grillo mi fè, disfecemi da me: ma dalle mie ceneri resiliesco. Che la fenice more e poi rinasce/quando al cinquecentesimo anno di lockdown/Ancora aspetta il Recovery Fund/Ma sol d’Astrazeneca e di Pfitzer/ed acqua e sale son l’ultimo sier. Morale? Avanti con più fame che pria.

Marx non ci aveva capito niente, almeno col governo che più a lui s’è ispirato: partito come farsa, è finito in farsa; in mezzo, la tragedia di 60 milioni d’uomini ridicoli, noi, ridotti all’umiliazione di essere vivi a stento, costretti a scontare la colpa di esistere, condannati ai lavori forzati in casa per i crimini sanitari dello sgoverno Conte, questa madame Tussauds con le sue maschere di cera. Quelle di Giusy non sono leggi ma decreti di pongo (accettati dal cereo Mattarella), e di plastilina le strategie sanitarie e di fango i successi di Arcuri e di creta le facce dei mammasantissima – ministri, tecnici, virologi, consiglieri, portavoce, portaborse, sospensori, aspersori, leccaculo a stampa – che hanno cospirato tutti insieme allo sfascio epocale; talmente irresponsabili, che si son trovati ad avere bisogno di responsabili al sapone come Ciampolillo.

Si affonda allegramente e, a dirla chiara, a questo punto colpisce l’atteggiamento di Mattarella, ostinato nel tenere ancora in piedi questo cadavere mummificato, questo zombie maldestro che si è nutrito di migliaia di vite altrui. Chi rappresenta Mattarella? La Ue? Il Pd? Certo non un popolo italiano che assiste sbigottito ad una danza macabra, una pagliacciada acida oltre ogni indecenza. Se si pensa che quest’ultima puntata serve solo a sterilizzare l’ennesimo accidente made in Bonafede, con la sua controversa relazione su una Giustizia che perde i pezzi ma dalla quale il Guardasigilli (de che?) si tiene alla larga, vedi alla voce: prescrizione (intoccabile, Travaglio non vuole) preferendo, inspiegabilmente, concentrare i suoi conati analitici sui piccioli da spendere ex Recovery.

Ma qui la faccenda non è più da ricovero, è da riformatorio. Penosi, patetici, pietosi. E un presidente, un capo dello Stato dovrebbe a questo punto prenderne atto. Invece questa è la favola che non finisce mai, la storiella circolare: è morto Giusy, viva Giusy: anche oggi la crisi la facciamo domani e la incerottiamo dopodomani; il menu, tanto per cambiare, è sempre lo stesso: cavoletti di Bruxelles e così siamo serviti: tutto pur di non votare – non ce lo chiede l’Europa! Uno spettacolo avvilente, oltre l’indecenza, oltre lo sconforto. Nessuno si fa il minimo scrupolo a tradire la spregiudicatezza più arrogante e disperata. Di Maio, con gli occhi sbarrati dal terrore e l’incubo delle bibite da tornare a vendere che ripete ossessionato: oddio, qui va a finire che si vota, Zingaretti che farfuglia nonsense preoccupanti oltre i suoi stessi standard, Renzi che al delirio strategico scatena la crisi, ci si incapretta da solo e torna a mandare segnali di fumo, il Pd che prima lo scomunica e poi gli prepara la sedia gestatoria. Ma la schiuma dei giorni ce l’hanno i grillini che mendicano il sostegno di Berlusconi, “mafioso”, “psiconano”, “maniaco”, “stragista”, no, contrordine dementi, volevamo dire statista.

Davvero non si salva nessuno e tutti, tutti, senza eccezione, dovrebbero andare a nascondersi. Invece hanno maschere di cera su facce di quel che volete e vogliono restare dove stanno.

E restano perché questa ormai è una Repubblica senza filtro, una perenne replica all’Ambra Jovinelli nella quale nessuno si pone più il problema di presentarsi ai cittadini, di rispondere di qualsiasi cosa, è solo una gangbang per non mollare il potere. Noi siamo la sinistra, ci legittimiamo da soli e non dobbiamo spiegazioni a chicchessia. Noi siamo gli unti del Signore, il nostro sarà pure un regime ma è il migliore e l’unico possibile, noi siamo quelli che siamo e questo è tutto quello che siamo. Non abbiamo altro da dire, non ci importa se siamo eversivi, ce ne sbattiamo altamente della Costituzione come di ubbie etiche, noi, avendo il potere, siamo legittimati dal potere, autorizzati dal potere, la democrazia è solo quello che decidiamo noi e il potere, come la politica, è roba nostra, cosa nostra e la decidiamo come ci pare, con accordi neanche più sottobanco, facendoci la forca e poi mettendoci d’accordo, come si usa tra compari.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Palazzo Chigi per una dichiarazione, Roma, 08 agosto 2018. ANSA/ RAFFAELE VERDERESE

Segue il post sul mio diario Facebook di oggi alle ore 09:51.

La botta… “Teniamo botta… (Toninelli)… Della situazione (sanitaria ed economica) drammatica nel Paese e la povertà degli Italiani (di oggi e di domani) che aumenta esponenzialmente non se ne curano. Un #brancodibalordi che pensa a risolvere tutto a tarallucci e vino… e il pallino in mano a la Mummia. Serve un bastone per dargli una botta in testa

Il Punto | la newsletter del Corriere della Sera
Martedì 26 gennaio 2021 Ore 06:11
di Gianluca Mercuri, editorialista redazione Digital

Buongiorno. La crisi di governo è arrivata a una svolta, ma è una svolta “al buio”: nulla di pilotato, nessun esito scontato.

Stamattina Giuseppe Conte si dimette: un rapido passaggio in Consiglio dei ministri, poi quello formale al Quirinale. Domani pomeriggio il presidente della Repubblica — dopo aver celebrato in mattinata la Giornata della Memoria per le vittime della Shoah — aprirà le consultazioni, con l’intenzione di farla breve, date le urgenze drammatiche con cui è alle prese il Paese.

Il quadro è questo:

— Conte si è arreso perché domani il governo sarebbe certamente andato sotto al Senato nel voto sulla relazione del ministro della Giustizia Bonafede: un passaggio sgradito ai 5 Stelle. E soprattutto perché in una settimana non ha preso minimamente corpo la pattuglia di “costruttori” che nelle speranze del premier avrebbe dovuto incollarlo a Palazzo Chigi ed emanciparlo da Renzi. Non è andata così, e da oggi Conte ricomincia la caccia. Lo farà con un appello “a tutte le forze moderate e liberali che hanno a cuore il destino dell’Italia”.
In concreto, gli servono 12-15 senatori e spera di pescarli nel bacino centrista di cui si parla da martedì scorso: un po’ dall’Udc, un po’ dal gruppo di Cambiamo, un po’ anche da Forza Italia.
Il progetto, se così si può chiamare, è metterli tutti sotto il simbolo dei senatori eletti all’estero, il Maie, dandogli una parvenza di gruppo strutturato.
Il sogno contiano è che siano abbastanza da rendere Renzi numericamente superfluo, anche se il premier lo riaccoglierebbe comunque.
Il problema è che fino a ieri sera nessuno degli interessati si diceva convinto, quindi Conte dovrà essere molto, molto convincente. Altrimenti, Mattarella potrebbe anche negargli l’incarico.

— I 5 Stelle e il Pd attendono nervosi gli sviluppi. I grillini, ormai un blob, hanno evitato l’umiliazione di Bonafede ma sono sempre più balcanizzati. C’è però l’ipotesi di una improvvisa riaccensione in caso di incarico a Di Maio, se Conte fallisce.
I dem, pure loro divisi, vedono l’ala più realista (Franceschini) prevalere su quella più filocontiana (Zingaretti), che avrebbe preferito evitare le dimissioni. Sullo sfondo c’è l’ipotesi che sia proprio Franceschini a (provare a) formare il governo dopo il primo (e in questo caso ultimo) giro di Conte.

— Renzi, da parte sua, incassa l’obiettivo minimo con le dimissioni del premier. È pronto a rientrare in maggioranza con un Conte ridimensionato, soprattutto se i costruttori saranno scarsi. Ma non rinuncia all’obiettivo massimo: farlo fuori. Sostituendolo magari proprio con Franceschini o Di Maio.

— E il centrodestra? Anche lì molta ambiguità, perché Berlusconi sembra seriamente convinto di poter farsi eleggere presidente della Repubblica tra un anno. Per questo si muove da padre della patria e, escludendo stampelle a Conte, chiede però un nuovo governo “che rappresenti l’unità sostanziale del Paese in un momento di emergenza”, e solo come subordinata le elezioni. D’altronde è stato lo stesso Salvini a mettergli in testa il Quirinale, per tenerselo buono.

— In questa situazione l’unica certezza è Mattarella, che da oggi ha finalmente il pallino in mano. Qual è la certezza? Che non avallerà soluzioni pasticciate e (troppo) traballanti: per avere l’incarico Conte gli deve portare numeri seri. E deve sperare che nessuno proponga altri nomi.

Insomma, sono giorni decisivi per il destino dell’avvocato pugliese, pronto a un’altra metamorfosi: “Il primo Conte era populista e il secondo progressista, mentre il terzo si intravede centrista”, scrive Venanzio Postiglione. La speranza è che abbia chiaro che il suo destino personale non è sovrapponibile a quello dell’Italia: “Sarebbe paradossale — nota Massimo Franco — se il timore di non restare a Palazzo Chigi sovrastasse l’urgenza del Paese di avere un esecutivo più forte”. Un governo che si dedichi cioè a scrivere un Recovery Plan plausibile, possibilmente impeccabile, sperabilmente in grado di dare davvero un futuro alla next generation e spenga le preoccupazioni che l’Europa, in modo molto significativo, ha dato il compito di esprimere a Paolo Gentiloni: “È l’occasione della vita”, ha ricordato ieri il commissario all’Economia.

Vaccini, Uci Cinemas mette a disposizione le sale

Le sale cinematografiche come centri per la vaccinazione. È quanto il circuito Uci Cinemas propone, “contattando le autorità sanitarie regionali e locali per aprire loro le porte delle multisale del Circuito, in modo che possano essere utilizzate come ulteriori sedi nella campagna di vaccinazione. Le strutture dei cinema sono spaziose, arieggiate e condizionate”, sottolineano in una nota. “Nonostante le multisale siano chiuse al momento, erano state riaperte al pubblico l’estate scorsa, con tutti gli sforzi necessari per implementare le misura di sicurezza, come il controllo dei flussi di accesso e di uscita per evitare assembramenti, il distanziamento sociale sia negli spazi comuni che negli auditorium, la presenza di dispenser di gel sanificante, ecc. Inoltre, le strutture possono essere adattate alle eventuali altre necessità specifiche che il processo di vaccinazione richiede. È importante sottolineare che i cinema dispongono della capacità elettrica necessaria per gestire la cura dei pazienti e fornire l’energia richiesta dai congelatori per il mantenimento dei vaccini”, aggiungono. Su tutto il territorio nazionale UCI Cinemas ha 42 cinema con più di 400 sale di diversa capienza (Fonte SkyTG24).

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