In Vaticano somministrati 1.500 dosi del vaccino anti-Covid-19 Comirnaty di Pfizer/BioNTech

Il Fondo Assistenza Sanitaria della Santa Sede, con una Informativa/Modulo a firma congiunta del Prof. Andrea Arcangeli, Direttore della Direzione di Sanità ed Igiene e del Prof. Giovanni Battista Doglietto, Direttore del Fondo Assistenza Sanitaria, comunica che nello Stato della Città del Vaticano sono state somministrate ad oggi 1.500 dosi del vaccino anti-Covid-19 Comirnaty di Pfizer/BioNTech e che nei prossimi giorni si raggiungerà quota 5.000 dosi.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, il 13 gennaio 2021 il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha affermato quanto segue: “Secondo quanto già comunicato dalla Direzione Sanità e Igiene, questa mattina ha avuto inizio la campagna di vaccinazione contro il COVID-19 nell’atrio dell’Aula Paolo VI”.

Questa Informativa/Modulo è stata inviata oggi, 22 gennaio 2021 a tutte le Direzioni del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e a tutti i Dicasteri e Uffici delle Santa Sede e degli Enti collegati:

«Fondo Assistenza Sanitaria
Informativa
Vaccinazione Anticovid
Con il vaccino anticovid Pfizer/BioNTech sono state somministrate, ad oggi, nel mondo oltre 15 milioni di dosi, oltre 1 milione in Italia e oltre 1.500 in Vaticano (arrivando a 5.000 nei prossimi 12 giorni).
Al fine di agevolare la Direzione di Sanità ed Igiene nella coordinazione del piano di vaccinazione anticovid con il vaccino Pfizer/BioNTech, si prega di voler segnalare la vostra eventuale adesione e quella dei familiari assistiti, completando il modulo sottostante.
N.B. da completare solo in caso di precedente mancata compilazione o rifiuto della vaccinazione.
Direzione di Sanità ed Igiene
Il Direttore
Prof. Andrea Arcangeli
Fondo Assistenza Sanitaria
Il Direttore
Prof. Giovanni Battista Doglietto»

Il conteggio che viene fatto in questa Informativa, fa capire che tra i 15.000 assistiti FAS (di cui 4.000 dipendenti in attività) non tutti aderiscono alla campagna di vaccinazione (che è su base volontaria). Stando a questi dati sembra che nello Stato della Città del Vaticano circa la metà degli aventi diritto alla vaccinazione anti-Covid-19 non aderiscono. Anche alla luce di quanto sta emergendo da un po’ di giorni, vedi le varianti brasiliana e africana per le quali gli stessi medici non sanno definire l’efficacia del vaccino Comirnaty di Pfizer/BioNTech, i dubbi sul sottoporsi alla profilassi aumentano, anche in Vaticano tra gli aventi diritto.

Con il modulo si chiede anche di comunicare il “rifiuto della vaccinazione” ed è presente la casella dedicata indicante il SI o il NO, così da avere nome e cognome di chi non vuole fare il vaccino. La domanda è: all’amministrazione a cosa gli serve la comunicazione del NO, cioè tracciare i no-vax? Il tutto dietro la scusa delle prenotazioni per le dosi da richiedere. Ma per poter programmare le prenotazioni va bene la trasmissione delle richieste degli aventi diritto che vogliono farlo il vaccino.

In fin dei conti, per poter sapere chi non si è fatto vaccinare, è sufficiente procedere per esclusione, registrando il codice CED al momento della vaccinazione. Che senso ha richiedere un dissenso dichiarato, firmato e comunicato da chi la vaccinazione non lo vuole fare? L’unico motivo che riusciamo a ipotizzare, è la volontà di compilare una blacklist di no-vax dichiarati. In questo modo l’amministrazione ha le spalle coperte, con la comunicazione del dissenso alla vaccinazione della persona interessata, che soprattutto firma e inoltra il modulo.

È chiaro agli attenti lettori l’evidente distorsione, inteso come l’uso distorto di questo modulo, che è il fine ultimo dello stesso. È un comportamento tipico del FAS (Fondo Arroganza Sanitaria), con la colpevole connivenza immobile della Direzione Sanità ed Igiene. Siamo curiosi di sapere chi avuto questa geniale idea della blacklist.

Per fare una cosa del genere dovrebbe essere emessa una legge dello Stato apposita. Non esiste “da che mondo è mondo”, nel rispetto della privacy e della libertà personale, che se una persona non intende usufruire di un qualsivoglia servizio sanitario reso disponibile dello Stato, la stessa persona debba essere obbligata a dichiarare/comunicare all’amministrazione tale dissenso firmato, ma dai! Ma che scherziamo!

lo scopo di questo apparentemente innocuo modulo è molto chiaro ed è l’ennesimo abuso del rispetto dei diritti. Ripetiamo, se la motivazione del modulo è di poter conoscere il numero dei vaccini da ordinare per lo Stato della Città del Vaticano, tutto ciò non trova riscontro, in quanto per avere una previsione basta fare il conto degli aventi diritto che si prenotano. Da questo dato si può sapere il numero esatto dei vaccini da ordinare. Altresì, richiedere espressamente il dissenso firmato e inoltrato serve solo a fare la lista con nome e cognome di chi non intende vaccinarsi. È molto chiaro e questo non va assolutamente bene!

Poi andando a rivedere l’Informativa del FAS originale, inviata il 1° dicembre 2020 a tutte Direzioni del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e a tutti i Dicasteri e Uffici delle Santa Sede e degli Enti collegati, si nota che è presente in questo modulo solo la colonna “innocua” del NO e non c’è nessuna scritta in neretto dove si specifica che chi non intende sottoporsi a vaccino deve comunicarlo.

Infatti, è scritto in neretto che il modulo è da compilare solo se quello del 1° dicembre 2020 non è stato compilata o se c’è il dissenso. La scritta in neretto è il punto della questione. Di fatto FAS e DSI vogliono che tutti compilano il modulo. È un obbligo.

Poi, c’è da osservare un altro punto. L’Informativa del 1° dicembre 2020 reca la data e un numero di protocollo. Poi, non è firmata. Invece, nell’Informativa diffusa in data di oggi, non è presente né data né numero di protocollo, mentre è firmata, e non solo dal Direttore del FAS (come da intestazione) ma controfirmata dal Direttore del DSI.

Tutto questo qualcosa vorrà pur dire!?

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Foto di copertina: Una sala di riumione nell’Atrio dell’Aula Paolo VI, attrezzata come ambulatorio per la somministrazione del vaccino (una curiosità: in questa stanza era installato mio ufficio di coordinamento del Media Center in occasione della Canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II nel mese di maggio 2013).