Numeri ufficiali Covid-19 del 18 gennaio 2021. Moratti, Assessore al Welfare Lombardia: più vaccini alle regioni ricche. Vergognoso!

“In Italia ci sono circa 60.000.000 di responsabili. È un anno che osservano gli incomprensibili DPCM” (Don Mirco Bianchi @mircoDmirco – Twitter, 17 gennaio 2021).

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I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi lunedì 18 gennaio 2021

Ricoverati con sintomi: 22.884 (+127) (+0,56%)
In terapia intensiva: 2.544 (+41) (+1,64%) [con 142 nuovi ingressi del giorno] [*]
Deceduti: 82.554 (+377) (+0,46%)
[*] Dato molto importante, perché permette di verificare al di là del saldo quante persone sono effettivamente entrate in terapia intensiva nelle ultime 24 ore oggetto della comunicazione.

l sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

Media giornaliera dei decessi: 248 (-)

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.

Lombardia, Moratti: “Ripartizione vaccini anche in base al Pil della regione”
Il contributo che le Regioni danno al Pil, la mobilità, la densità abitativa e le zone più colpite dal virus, sono questi i quattro parametri di cui l’Assessore al Welfare avrebbe chiesto di tenere in considerazione al commissario Arcuri. “I criteri elencati ci sembrano discutibili se non discriminatori”, ha commentato il Capogruppo del Movimento 5 Stelle, Massimo De Rosa.
“Tutti hanno diritto al vaccino indipendentemente dalla ricchezza del territorio in cui vivono. In Italia la salute è un bene pubblico fondamentale garantito dalla Costituzione. Non un privilegio di chi ha di più”, ha detto il Ministro della Salute, Roberto Speranza.

Nuovo ritardo Pfizer per vaccino sprint
Tabella di marcia a rischio per la campagna vaccinale italiana. Dall’azienda farmaceutica Pfizer arriva, infatti, una nuova frenata nella consegna dei vaccini sprint destinati all’Italia. Pfizer ha consegnato oggi nel nostro paese circa 103mila dosi delle 397mila previste per questa settimana, dopo il taglio di 165mila deciso venerdì. Un nuovo inaspettato cambio di programma: domani arriveranno solo 53.820 dosi e solo mercoledì le restanti 241 mila. La comunicazione è stata data dalla Pfizer alle ore 17.00 spiegando che il ritardo è dovuto al nuovo piano di distribuzione per le prossime settimane. Deplora l’accaduto il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, che parla di “ulteriore incredibile ritardo”.
Incredibile soprattutto è che lui ancora parla.
“È vergognoso quello che sta accadendo sui vaccini. Non si può dare il piano di forniture, che si traduce in piano vaccinale con una programmazione, e poi le forniture vengono sospese del 53%”. A dirlo in riferimento al taglio delle forniture di vaccini Pfizer è stato oggi il Governatore del Veneto Luca Zaia oggi nel corso del consueto punto stampa alla sede della Protezione civile di Marghera (Venezia).
Qui si trova una spiegazione, prevedibile i ritardi: SARS-CoV-2. Divulgazione scientifica – Parte 22: La pressione sull’EMA per approvare il vaccino Pfizer/BioNTech – 17 gennaio 2021

Unione europea: contratti vaccino anti-Covid-19 sono riservati; no commenti su clausole
I contratti stipulati tra l’Ue e le aziende farmaceutiche per la fornitura del vaccino anti-Covid-10 sono riservati e la Commissione europea non ha alcuna intenzione di chiarire se – ed eventualmente quali – clausole siano previste in caso di inadempienze logistiche o di ritardi. Al briefing della stampa a Brussel, il Portavoce della Commissione per la Salute, Stefan de Keersmaecker, ha confermato la linea del massimo riserbo. “Abbiamo siglato contratti con diverse aziende e non dirò che cosa prevedano in caso di ritardi”, ha sintetizzato.
Risposta da regime totalitario.

27% personale sanitario chiede aiuto psicologico
Il 27% del personale sanitario che ha lavorato a diretto contatto con i pazienti Covid-19 e i loro famigliari, ha espresso il bisogno di un sostegno psicologico. Di questi il 42% presentava sintomi clinicamente rilevanti quali depressione, ansia e stress post traumatico, collegati alla gestione dell’emergenza. È quanto emerge da uno studio, condotto dall’Ordine degli psicologi del Piemonte, su un campione di 4550 professionisti delle aziende sanitarie piemontesi, presentato al gruppo di lavoro del Consiglio regionale, presieduto da Daniele Valle, che si occupa dell’indagine conoscitiva sulla gestione dell’emergenza.

Per quelli “ma non ci sono mica tanti morti”
«“Mentre la contea di Los Angeles combatte contro l’inesorabile coronavirus, un’agenzia di controllo dell’inquinamento atmosferico afferma di aver temporaneamente sospeso i limiti alle cremazioni per aiutare i crematori della contea con un “arretrato” causato dalla pandemia” (CNN, 18 gennaio 2021). Per quelli che “ma non ci sono mica tanti morti”: quando devi allentare le norme antiinquinamento perché ci sono troppi cadaveri da cremare. Ma continuate ad andare in giro senza mascherina e blaterare di “dittatura sanitaria”, mi raccomando» (Paolo Attivissimo @disinformatico – 18 gennaio 2021).

I danni sono quello di un conflitto bellico, non ci si sposa, ci sono pochissime nuove nascite ci si separa si divorzia e il Covid-19 ci sta decimando.

«La clausura da Covid sta provocando crepe profonde ed estese nel tessuto delle famiglie italiane se nel corso del 2020, l’annus horribilis della pandemia, le separazioni sono deflagrate con un aumento del 60%. Dato verosimilmente sottostimato visto che, osserva il presidente dell’Associazione nazionale avvocati divorzisti, Matteo Santini, «molti non hanno agito legalmente perché impossibilitati ad andare nei tribunali (causa i divieti del lockdown, ndr) o perché non avevano i soldi per sostenere le spese dell’avvocato». La causa principale del boom delle separazioni? «La convivenza forzata è alla base dei problemi principali che si verificano all’interno di una coppia», spiega Santini, che è anche direttore scientifico del Centro nazionale studi e ricerche sul diritto della famiglia e dei minori. Il giurista sottolinea poi come la presenza dei familiari sia divenuta così asfissiante da impedire ogni contatto anche virtuale coi partner delle relazioni clandestine, dopo che i divieti hanno impedito gli incontri a tu per tu. Un motivo di più per rendere incendiarie le condizioni di convivenza, rese problematiche per conto loro dalla compresenza obbligata con adolescenti costretti alla didattica a distanza. Con la prospettiva sicura che il brutale peggioramento del 2020 – il 40% delle coppie si sono sfasciate per infedeltà coniugale e il 30% per violenza familiare – è destinato a ripetersi anche quest’anno e chissà quanto a lungo ancora, alla luce della permanenza a tutt’oggi indefinita della pandemia. Ne parla Franco Giubilei» (La Stampa – 18 gennaio 2021).

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