Da Taizé parte un invito alla speranza

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Invece che a Torino i giovani europei si sono trovati in streaming per vivere insieme gli ultimi giorni dell’anno nel consueto incontro di fine anno per credere nella pace invocata nell’ultima notte del 2020, come ha affermato frère Alois: “Sì, un incontro online non può sostituire un vero incontro tra le persone, ma serve a tenere viva la speranza”.

Da Taizè un incontro che ha abbracciato il mondo in rete e tanti giovani virtualmente vicini: pronti a sostituire modalità tradizionali di relazione con connessioni digitali, a confrontarsi fra workshop, webinar, interventi registrati o in diretta per pregare per le persone colpite dalla pandemia ma anche dal terremoto in Croazia e Slovenia.

E frère Alois ha spiegato il significato della speranza: “Questa pandemia rivela le profonde fragilità della nostra umanità. Molti sono stati toccati dalla malattia, dalla prova della morte di una persona cara, anche dalla solitudine. E, per molti, forse anche per alcuni di voi, le misure di contenimento sono state difficili”.

Speranza che si sperimenta nella solidarietà: “Allo stesso tempo, sperimentiamo anche che ci sono tanti gesti di solidarietà e generosità. Forse potremmo prestarvi più attenzione: anche nelle prove attraversate, a volte è possibile discernere ragioni per sperare, come una forza donataci nel cuore della fragilità.

Sono tanti i testimoni di solidarietà. Ci aiutano a credere che Dio non ci sta abbandonando in questa prova attuale. Desidero con tutto il cuore che il nostro incontro rafforzi questa fiducia in noi. In Gesù, il Verbo di Dio si è fatto carne, ha condiviso la nostra vita. Dio conosce le nostre sofferenza”.

La speranza cristiana è quindi un invito a cambiare lo sguardo: “La speranza secondo il Vangelo, lungi dall’essere una fiducia ingenua, è un invito a cambiare il nostro sguardo, a far rinascere questa fiducia che ci viene da Cristo: ha condiviso la nostra condizione umana fino all’estrema sofferenza di croce, aprendo così un cammino di vita.

Con la sua risurrezione, Cristo ci apre un nuovo orizzonte, al di là delle catastrofi sanitarie e ambientali che pesano così duramente sulla nostra umanità. Riusciremo a discernere questo nuovo orizzonte?”

Questo sguardo è incoraggiato dall’enciclica del papa ‘Fratelli tutti’: “Alle soglie del nuovo anno, accordiamo un posto speciale nella nostra preghiera a quelle e quelli che soffrono di Covid e altre malattie, a chi vive nella precarietà o l’isolamento, ai bambini che soffrono, a tutti coloro che sono vittime della violenza o della guerra, agli esiliati e rifugiati.

Con la sua enciclica Fratelli tutti, Papa Francesco ci incoraggia enormemente. E se potessi esprimere un augurio per questo incontro che stiamo vivendo in questi giorni, sarebbe questo: che questa esperienza di comunione e condivisione, in mezzo alle pesanti sfide del momento, ci renda consapevoli che siamo una sola famiglia umana, che abbiamo bisogno gli uni degli altri”.

Ed attraverso il segretario di Stato, il card. Pietro Parolin, il papa ha inviato il proprio messaggio: “Non siate tra quelli che seminano disperazione e suscitano una costante diffidenza, questo neutralizzerebbe la forza della speranza che lo Spirito di Cristo Risorto ci offre. Al contrario, lasciatevi abitare da questa speranza, vi darà il coraggio di seguire Cristo e di lavorare insieme e per i più bisognosi, in particolare quelli che hanno difficoltà ad affrontare le difficoltà del tempo presente”.

Anche il patriarca  Bartolomeo ha invitato i giovani ad essere ‘speranza’: “Quindi, in questi giorni di rinnovamento, quando il tempo passa e gira su se stesso, accogliamo il mese di gennaio con la speranza ancora di più che tutti noi vogliamo gustare questo mondo che verrà.

Tuttavia, saremo in grado di misurare il calvario che stiamo attraversando solo esprimendo la nostra gratitudine per i tanti sacrifici che segnano questa via d’uscita dalla crisi, anche per l’incredibile resilienza dei nostri fratelli e sorelle così come per il sapere e la conoscenza offerti sull’altare del bene comune. In altre parole, nel crogiolo di questa catastrofe globale è stata forgiata la forza di una rinnovata speranza”.

(Foto: Taizè repertorio)

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