Numeri ufficiali Covid-19 del 2 gennaio 2021. Con le prossime riaperture rischio di ripresa dell’infezione favorita da circolazione più attiva di quanto rilevato

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Ringraziando i nostri lettori e sostenitori, ricordiamo che è possibile inviare comunicazione presso l’indirizzo di posta elettronica del “Blog dell’Editore”: QUI.

I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi sabato 2 gennaio 2021

Totale casi: 2.141.201 (+11.831) (+0,56%)
In isolamento domiciliare: 551.545 (+2.153) (+0,39%)
Ricoverati con sintomi: 22.948 (+126) (+0,55%)
In terapia intensiva: 2.569 (+16) (+0,63%) [con 134 nuovi ingressi del giorno] [*]
Dimessi/Guariti: 1.489.154 (+9.166) (+0,62%)
Deceduti: 74.985 (+364) (+0,49%)
[*] Dato molto importante, perché permette di verificare al di là del saldo quante persone sono effettivamente entrate in terapia intensiva nelle ultime 24 ore oggetto della comunicazione.

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

Media giornaliera dei decessi: 237 (+1)

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.

Il punto della situazione a cura di Lab24

Con i dati di ieri, 1° gennaio 2021, si chiude la nostra settimana epidemiologica: che da inizio emergenza rileviamo dal sabato al venerdì successivo. I risultati non sono purtroppo confortanti, anche se possono sembrare tali a prima vista. A livello nazionale, nel periodo 26 dicembre 2020 – 1° gennaio 2021, i nuovi positivi sono stati 101.007 contro 107.201 della settimana precedente (-5,77%).
L’andamento, tuttavia, è direttamente correlato al forte calo dei nuovi casi testati: usiamo questo parametro, che ci indica quanto il virus venga attivamente cercato sul territorio, e non quello dei tamponi totali che include anche i test eseguiti più volte sullo stesso soggetto per confermare la positività o l’avvenuta guarigione.
Nella settimana epidemiologica appena chiusa il calo del 5,77% dei nuovi positivi si confronta con un -22,97% dei casi testati: nel periodo a questo fine sono stati eseguiti 344.563 tamponi (media giornaliera 49.223) contro 447.325 della settimana precedente (media 63.903). Per sottolineare quanto sia esiguo il numero dei casi attualmente testati ricordiamo che a inizio novembre (settimana 7-13) in Italia lo stesso valore era 880.173 (media giornaliera 125.739). Troviamo ulteriore conferma a questa situazione analizzando i dati della Regione finora più colpita, la Lombardia: nell’ultima settimana i nuovi positivi sono in calo del 16,16% (12.076 contro 14.404 del periodo precedente). Ma parallelamente i casi testati sono scesi del 37,93% (39.940, media 5.705, contro 64.348 del periodo precedente, media 9.192). Anche per la Lombardia confrontiamo l’ultimo dato con quello della prima settimana epidemiologica di novembre (7-13): allora i casi testati erano stati 154.938, con una media giornaliera di 22.134 tamponi eseguiti alla ricerca attiva del virus.
La riduzione del numero dei positivi nell’ultima settimana epidemiologica si confronta pertanto con una riduzione all’incirca doppia (in Lombardia) e quadrupla (a livello nazionale) dei casi testati. Generando di conseguenza una sottostima della reale circolazione del Sars-CoV-2 sul territorio: riflessa in modo solo parziale, a causa del basso numero di test, dai positivi giornalieri. Una situazione particolarmente rischiosa (ne parleremo in modo approfondito nelle prossime analisi settimanali) in vista delle prossime riaperture: che potrebbero accelerare una ripresa dell’infezione favorita da una circolazione più attiva di quanto rilevato (Fonte Il Sole 24 Ore).

Galli: “Il trend preoccupa, la gente si muove e il virus anche”
“Siamo ancora abbastanza lontani da quella che può definirsi una situazione tranquilla” sostiene il direttore delle Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli (Fonte SkyTG24).

All’attenzione di quelli del “in Africa il Covid-19 non c’è”
Zimbabwe lockdown totale per 30 giorni
Il governo dello Zimbabwe ha imposto un lockdown totale a partire da questa sera per i prossimi 30 giorni per far fronte ad una recrudescenza di casi di Covid-19, in un Paese già alle prese con una gravissima crisi economica, contrassegnata da iperinflazione e alto tasso di disoccupazione. Rimarranno aperti solo servizi essenziali, quali farmacie e supermercati. I contagi da nuovo coronavirus sono quasi raddoppiati negli ultimi due mesi nel Paese dell’Africa australe, arrivando a oltre 14.000. I decessi registrati sono 369 (Fonte SkyTG24)

Gli specializzandi in fondo alla fila: “Noi vaccinati solo dopo i dipendenti”
Anche nella categoria degli operatori sanitari ci sono delle priorità, fissate da ospedali e linee guida regionali. E al personale dipendente viene data la precedenza rispetto a quello senza contratto. Anche a parità di lavoro e di rischio di contagio
I medici specializzandi passano in fondo alla coda. Riceveranno il vaccino contro il Covid dopo i dipendenti degli ospedali. Anche se svolgono lo stesso lavoro accanto ai pazienti con il virus, come gli altri operatori sanitari senza contratto, verranno protetti per ultimi.
Le segnalazioni all’associazione degli specializzandi “Chi si cura di te” sono arrivate da almeno tre strutture: il San Gerardo di Monza, gli Ospedali riuniti di Ancona e il Policlinico Umberto I di Roma. Ma non è escluso che il problema sia più generalizzato (Fonte Elena Dusi – la Repubblica).

Nel mondo reale gestito dall’Arcuri, la coda c’è. Quello che manca è la regina del quinto quarto.

“Il 2020 si è chiuso con quasi 75.000 morti di Covid e una caduta del Prodotto interno lordo del 10 per cento a causa della pandemia. Tuttavia i partiti che sostengono la maggioranza di governo discutono di servizi segreti” (Maurizio Belpietro @BelpietroTweet – Twitter, 2 gennaio 2021).

Altri stanno pensando a una crisi di governo e ad un Conte III (mai due senza tre, come due volte non bastasse) o ad un Draghi I.

Crisi di governo, gli scenari possibili dopo l’affondo di Renzi: dal Conte III a Draghi
Secondo il Corriere della Sera sono 5 le opzioni che potrebbero risolvere le tensioni nella maggioranza. L’uscita di scena dell’attuale premier è poco probabile, ma è plausibile che il leader di Italia viva ottenga qualcosa dall’attacco lanciato contro l’attuale esecutivo.

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