Supplica al Papa regnante. Santità, riporti in Piazza San Pietro il “Vangelo vivo”, il Presepe di San Francesco

Riportiamo di seguito la supplica da CitizenGo a Papa Francesco, perché voglia motu proprio porre fine alla caricatura di presepe che è atterrato come un obbrobrio intergalattica sui sampietrini di Piazza San Pietro e chi la visita; e ben volentieri la condividiamo, invitandovi a partecipare. Buona lettura, e buona firma.

Riportare le tradizionali statue di Gesù, Giuseppe e Maria nel Presepe di Piazza San Pietro

Santo Padre, nella Lettera Apostolica Admirabile signum Lei ha scritto che “il mirabile segno del presepe, così caro al popolo cristiano, suscita sempre stupore e meraviglia”. E ha riportato questa narrazione presa dalle Fonti Francescane: “(San) Francesco chiamò un uomo del posto, di nome Giovanni, e lo pregò di aiutarlo nell’attuare un desiderio: ‘Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello’… La gente accorsa manifestò una gioia indicibile, mai assaporata prima, davanti alla scena del Natale”.

Però quest’anno, Santo Padre, tante persone davanti alla scena del presepio di ceramica che è stato allestito in Piazza San Pietro – ce lo lasci dire con sincerità filiale e rispetto – non provano la gioia indicibile assaporata a Greccio dalla gente del tempo di San Francesco davanti alla scena del Natale.

Il presepio di Piazza San Pietro di quest’anno è incomprensibile per tanti uomini e donne di ogni età e categoria, per tanti papà e mamme, soprattutto per i loro bambini, che vorrebbero vedere Gesù, Maria e Giuseppe come erano veramente, non con raffigurazioni indecifrabili.

Gran parte del popolo di Dio, nel contemplare questo insieme di ceramiche, prova delusione e amarezza, perché, sebbene questa scena della Natività sia apprezzata da una ristretta élite di cultori dell’arte moderna, la gente comune non la sente come qualcosa di bello, come “un Vangelo vivo”.

Perciò La supplichiamo umilmente di riportare in Piazza San Pietro le statue tradizionali di Gesù, Maria e Giuseppe, rappresentate con l’arte popolare di sempre, l’arte adatta a trasmettere a tutti il messaggio evangelico con semplicità. Ci voglia benedire. Con ossequio, I Fedeli della Chiesa cattolica

di Benedetto Riba
CitizenGo, 14 dicembre 2020

Per coloro che vogliono aderire: QUI.

“Per essere bruttarello lo è, ma a me il presepe a Piazza San Pietro fa simpatia: sarà che mi ricorda i lego, sarà che mi diverte l’indignazione che suscita, sarà che l’hanno fatto dei ragazzetti di un liceo artistico… ma che ne sapete voi del Sessantotto Abruzzese?” (Iacopo Scaramuzzi).

Ecco, al vaticanista di Askanews fa simpatia e si diverta pure con l’indignazione. Beato lui. Ma dice una sacrosanta verità: ricorda il lego ed è una espressione di ragazzini del Sessantotto Abruzzese. Ma non ricorda i Vangeli e non è una espressione della Parola di Dio. Non rappresenta la Natività. Punto e basta.

E il vaticanista del Corriera della Sera dispende dall’alto del suo pulpito i suoi consigli: “La ceramica di Castelli, la Triennale di Milano, gli allievi di Giorgio Morandi e Gio Ponti: da Milano una guida per capire il presepe di San Pietro ed evitare commenti da cinepanettone. Studiate, su” (Gian Guido Vecchi). Ecco, sono un ignorante. Mi illudevo fino ad oggi, che per capire un Presepe dovevo studiare i Vangeli e quello che nostro padre San Francesco ci insegno con il Presepe di Greccio. Peccato, che per 74 anni nella mia imperdonabile ignoranza ho ignorato la guida alla milanese e  mi sono affidato ad un cinepanettone chiamato Vangelo.

Il giudizio del vaticanista di Reuters è risolutivo e definitivo (insomma il Cardinal Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano Bertello dovrebbe umilmente chiedere scusa al Popolo di Dio e far coprire la scena con un grande telo nero): “The Vatican’s ‘Darth Vader’ nativity scene has gotten so many terrible reviews that, if it were a Broadway play, it probably would have closed on opening night” (Il ‘Darth Vader’ presepe vaticano ha ricevuto così tante recensioni terribili che, se fosse stato uno spettacolo di Broadway, probabilmente avrebbe chiuso la sera dell’inaugurazione” (Philip Pullella).

“Il presepe è una sacra rappresentazione. Lo è soprattutto se viene collocato in un luogo sacro, come una chiesa o come il sagrato di San Pietro. La funzione del presepe non è di fare da canovaccio per la realizzazione di un’opera d’arte, ma di portare chi lo guarda all’interno della scena descritta dagli evangelisti, e di presentare così, fedelmente, il Mistero dell’Incarnazione all’uomo.
Tutto il presepe allora deve tendere a narrare ciò che è accaduto in quel particolare momento della storia umana. Chi fa un presepe non solo deve avere gli scrupoli del ricostruttore storico, ma deve anche vedere e far vedere Gesù, Maria e Giuseppe con gli stessi occhi con cui si vedono le persone più care ed amate.
Ci vogliono rispetto della realtà narrata dai vangeli e amore per le figure che compongono la scena. E ci vuole anche molto senso di responsabilità perché chi guarda il presepe non può e non deve essere trascinato all’interno di una visione troppo personale, o addirittura distorta del suo autore. Chi allestisce un presepe deve sapere che attraverso la sua composizione si renderà visibile il Mistero agli occhi e ai cuori di chi si fermerà a guardarlo.
Il diorama di Piazza San Pietro di quest’anno 2020, con i suoi uomini cilindrici, il suo astronauta, il suo mostro nero, non ci può portare davanti alla casa di Betlemme. Esso ci mostra piuttosto un linguaggio artistico intellettualizzato, bisognoso di spiegazioni, opaco, innaturale, falsamente primitivo e falsamente avanguardistico. Ma il vero problema è che pone al centro di tutto il tema dell’estetica e della libertà espressiva anziché il racconto dei vangeli. Tradisce insomma lo spirito del presepe che san Francesco volle realizzare a Greccio, che non era l’arte, ma la nascita del Salvatore” (Michele Balen).

Foto di copertina: “One small step for a Pope, one giant leap for the NWO” (Un piccolo passo per un Papa, un passo da gigante per il Nuovo Ordine Mondiale) (William Mahoney, PhD @WFEMahoney – Twitter, 11 dicembre 2020).

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