Ru486. Centinaia di manifesti choc di Pro Vita & Famiglia a Roma, Milano e in numerose altre città: «Prenderesti mai del veleno?»

“Prenderesti mai del veleno? Stop alla pillola abortiva Ru486, mette a rischio la salute e la vita della donna e uccide il figlio nel grembo”: alcuni giorni fa è partita la campagna nazionale #dallapartedelledonne e questo è il messaggio di Pro Vita & Famiglia riportato su maxi manifesti affissi e su decine di camion vela apparsi a Roma, Milano, Verona, e in numerose altre città italiane per denunciare l’aborto farmacologico.

«@giorgio_gori si vanta di aver rimosso i manifesti #provita, finge di non capire che il “veleno” di cui parlano ricade soprattutto sul feto. A prescindere da questo caso specifico, mi dovete spiegare a chi lede una campagna in difesa della vita? Di cosa avete paura?» (Daniela Santanchè @DSantanche – Twitter, 11 dicembre 2020).

«Ho fatto rimuovere i manifesti dell’Associazione Pro Vita & Famiglia contro l’uso dell’RU486 (“Prenderesti mai del veleno?”). Nonostante il farmaco sia sicuro e approvato dall’Aifa, i manifesti miravano a ingenerare allarme per la salute e la vita delle donne che ne facciano uso» (Giorgio Gori @giorgio_gori  – Twitter, 11 dicembre 2020).

Un farmaco così sicuro per la donna non è, ma soprattutto è sicuro che uccide il bambino non ancora nato. Si nota che la mamma di Giorgio Gori non ha preso la RU486, visto che lui è nato.

“La pillola Ru486 si può assumere fino alla nona settimana e in day hospital senza ricovero per una decisione presa dal Ministro della Salute Roberto Speranza con le nuove Linee Guida di Agosto fatte alla chetichella in estate, come ‘i ladri che vengono di notte’. E tutti si sono messi a festeggiare. Ma questa o è ignoranza o è frutto di una vergognosa manipolazione mediatica. Sapete che la Ru486 può causare emorragie, gravidanze extra uterine, infezioni, setticemie, distruzione del sistema immunitario, depressione e anche la morte? Per approfondimenti telefonare a Renate Klein, attivista pro-choice e femminista radicale”, si legge nella nota di Pro Vita & Famiglia.

“Assumere la pillola Ru486 – ha aggiunto il Presidente Toni Brandi – è dolorosissimo: sai quando inizi ma non sai quando finirà, possono passare tantissime ore, anche giornate intere prima che inizi il travaglio che provoca l’espulsione del bambino. Il 56% delle donne riconosce poi il figlio innegabilmente formato sulla propria mano o nel wc. E allora sì che il dolore è atroce, si è spesso da sole, in bagno, con la più grande bugia. È per questo che vogliamo risvegliare la conoscenza e le coscienze delle persone, perché non vengano raccontate falsità su questo farmaco tanto dannoso per le donne”.

Ha aggiunto e concluso il Vice presidente, Jacopo Coghe: “L’introduzione dell’aborto chimico ha aumentato il numero di abusi, di donne costrette da uomini ad abortire. E a casa, con l’aborto fai da te, i casi cresceranno ancora. Le donne si meritano una politica che davvero si occupi di loro. Noi saremo divulgatori culturali di quella controinformazione che racconta questa profonda ingiustizia sul corpo delle donne”.

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