Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, Regina dei Santi, Patrona dell’Ordine Francescano e del Regno delle Due Sicilie

L’assenza della macchia del peccato nella vita di Maria è fonte di consolazione e di speranza per l’intera umanità: vuol dire che il cuore di ognuno ha la possibilità di essere specchio cristallino della vita di Dio. Significa che l’essere umano può generare in questo mondo l’essere divino. Questo privilegio di Maria, nata senza peccato, è in realtà un dono per tutti gli uomini. Lo hanno sempre saputo i fedeli, anche i più semplici, che nei secoli hanno venerato la Madonna come la creatura più vicina a loro e a Dio. La Chiesa ha fatto di questa verità un dogma, proclamato da Pio IX nel 1854. La realtà teologica che sottende al concetto dell’Immacolata concezione di Maria è proprio questa: la vita toccata da Dio è vita piena di luce, realizzata in ogni aspetto, resa trasparente in ogni suo momento.

8 dicembre 2020
Comunicazione ai giornalisti: Solennità dell’Immacolata
Comunicazione ai giornalisti del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni:
“Alle ore 7.00 di questa mattina, nella Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre si è recato in Piazza di Spagna per un atto di venerazione in forma privata a Maria Immacolata. Alle prime luci dell’alba, sotto la pioggia, ha deposto un mazzo di rose bianche alla base della colonna dove si trova la statua della Madonna e si è rivolto a Lei in preghiera, perché vegli con amore su Roma e sui suoi abitanti, affidando a Lei tutti coloro che in questa città e nel mondo sono afflitti dalla malattia e dallo scoraggiamento.
Poco prima delle 7.15 Papa Francesco ha lasciato Piazza di Spagna e ha raggiunto Santa Maria Maggiore dove ha pregato davanti all’icona di Maria Salus Popoli Romani e celebrato la Messa nella Cappella del Presepe. Ha poi fatto ritorno in Vaticano”.

In tutte le regioni dell’Italia meridionale l’8 dicembre, giorno dedicato al dogma dell’Immacolata Concezione, si celebra con grande solennità
di Annamaria Persico

Il dogma dell’Immacolata Concezione fu proclamato l’8 dicembre 1854 dal papa Pio IX con la bolla Ineffabilis Deus, dopo aver trascorso un periodo nel Regno delle Due Sicilie nel 1848, quando fu costretto a fuggire da Roma a causa dei moti insurrezionali. Visitando chiese e istituti religiosi, il Papa durante questo soggiorno forzato toccò con mano quanto sia il clero che i fedeli del Mezzogiorno considerasse Napoli la vera autorità di riferimento, e non Roma. Constatò inoltre quanto il culto dell’Immacolata nel Meridione fosse molto forte e così decise di trasformare una semplice devozione in un dogma.

I Borboni erano anch’essi molto legati al culto mariano dell’Immacolata. Fu proprio l’8 dicembre del 1816 la data in cui, dopo il periodo napoleonico, i due Regni di Napoli e di Sicilia erano stati riuniti nel Regno delle Due Sicilie con la «legge fondamentale del Regno» e l’Immacolata divenne la Patrona speciale della Patria Napolitana, Terra dedicata alla Madre del Signore. Per l’occasione il Re Ferdinando II (1810-1859),donò allo Stato Pontificio la colonna dell’Immacolata Concezione che si trova in Piazza di Spagna, che costituisce una sorta di gemella della guglia dell’Immacolata sita in Piazza del Gesù Nuovo a Napoli, eretta da Carlo di Borbone più di un secolo prima, tra il 1747 e il 1750.

Quarant’anni dopo, l’8 dicembre del 1856 il Re Ferdinando II si recò alla festosa sfilata delle truppe nazionali e subì l’attentato del soldato mazziniano Agesilao Milano. Il Re si salvò e per ringraziare la patrona del miracolo, fu decisa l’edificazione di un tempio all’Immacolata al Campo di Marte.

Infine, l’8 dicembre del 1860, sempre nel giorno dell’Immacolata Concezione, il giovane Re Francesco II (1836-1894) decretò la resa al Piemonte, firmando un toccante e accorato Proclama reale ai popoli delle Due Sicilie col quale comunicò ai suoi sudditi la triste situazione. Il lungo documento finiva appellandosi alla fede e all’ora della giustizia. Le ultime righe recitavano così: «Preghiamo il sommo Iddio e la invitta Immacolata protettrice speciale del nostro paese, onde si degnino sostener la nostra causa».

Scomparve il Regno delle Due Sicilie ma non il culto della sua Patrona che, grazie alle apparizioni di Lourdes e in altri luoghi del mondo, andò diffondendosi sempre di più, arrivando fino a noi.

Fonte: Reportageonline.it, 8 dicembre 2019.

Foto di copertina: La tela dell’“Immacolata Concezione” (olio su tela, 115×170 cm), ora al Museo del Prado, fu commissionata al pittore Giovanni Battista Tiepolo dal Re di Spagna Carlo III di Borbone, nel marzo del 1767, per un altare laterale nella chiesa di San Pasquale Baylon, ad Aranjuez, e terminata nell’estate del 1769. Fu presto sostituita da una tela di Anton Raphael Mengs, gradita al re e al suo confessore.
La figura dell’Immacolata è contraddistinta da dettagli che sono il risultato della sintesdell’affermazione nel libro della Genesi (“Allora Dio disse al serpente… la sua discendenza ti schiaccerà la testa”) e del testo apocalittico: “Una donna che sembrava vestita di sole, con una corona di dodici stelle in capo e la luna sotto i suoi piedi”.
La veste argentata della Vergine intrisa di luce, emerge dall’ombra del manto, illustrando l’affermazione della donna vestita di sole. Lo spicchio di luna è soverchiato dalla sfera del mondo sopra la quale è simbolicamente ingaggiata una battaglia decisiva tra la Donna e il serpente, mentre le dodici stelle che formano una corona ruotante attorno al capo della Vergine sono il riconoscimento della vittoria, che di certo non può mancare. Il rimando delle allusioni fa sì che lo stesso serpente con il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male tra le fauci, accenni al “drago enorme” dell’Apocalisse (Natale Maffioli).

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