Numeri ufficiali Covid-19 del 3 dicembre 2020. Dpcm di Natale un disastro che fa inorridire. Balconazo del Dictator come al solito a reti unificate senza contraddittorio #restiamoliberi

Oggi, nel 287° giorno, il numero dei decessi più alto (993 morti, con media giornaliera di 202) dal 21 febbraio 2020 (con il primo morto). Il numero più alto fino ad oggi era nel 36° giorno, il 27 marzo con 969 morti (media giornaliera di 254).
“E niente, anche alla fine nessun pensiero per i 993 morti. Non pervenuti sul radar di Conte” (Roberto Zichittella).

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I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi giovedì 3 dicembre 2020

In isolamento domiciliare: 724.613 (-547) (-0,08%)
Ricoverati con sintomi: 31.772 (-682) (-2,10%)
In terapia intensiva: 3.597 (-19) (-0,53%)
Deceduti: 58.038 (+993) (+1,74%)

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

Media giornaliera dei decessi: 202 (+3)

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.

Il punto della situazione a cura di Lab24

Nell’ultimo periodo rilevato dall’Istituto superiore di Sanità (9-22 novembre) l’epidemia si conferma radicata sul territorio nazionale: solo lo 0,4% dei nuovi casi è stato importato dall’estero, contro il 73,3% dei casi autoctoni. Molto alta tuttavia (26,2%) la quota dei nuovi casi per i quali non è stato rilevato possibile rilevare l’origine del contagio, a dimostrazione di un sistema di tracciamento ancora sottoposto a una pressione superiore ai limiti sopportabili con le forze attuali. Per quanto riguarda il motivo per cui è stato effettuato il test diagnostico, il 34,3% è collegato alla manifestazione sintomatica della Covid-19; a seguire le attività di screening (28,3%) e il contact tracing (20,5%).
Anche in questo caso emerge un valore elevato (16,9%) relativo al numero dei test eseguiti per motivi “non noti”. A ulteriore dimostrazione delle difficoltà incontrate anche in tempi molto recenti nel controllare l’epidemia, il tempo mediano intercorso tra l’inizio dei sintomi e la diagnosi nel periodo 6-25 novembre è salito a 4 giorni: valore identico a quello delle fasi primaverili dell’epidemia e soprattutto in rialzo rispetto ai 2 giorni ancora riscontrabili alla rilevazione chiusa il 26 ottobre scorso.
Per quanto riguarda la manifestazione clinica della malattia, a partire da metà ottobre si registra un lieve ma costante incremento dei casi lievi (a scapito degli asintomatici). Stabile invece ormai da fine agosto, e sempre al di sotto del 10%, la percentuale dei casi severi e critici (Fonte Il Sole 24 Ore).

Russia, a Mosca domani parte vaccinazione contro Covid-19

A Mosca da domani parte la campagna di vaccinazione di massa contro il coronavirus. Lo ha annunciato sul suo blog il sindaco della capitale russa Serghei Sobyanin. “In coordinamento con il governo, iniziamo ad offrire da domani appuntamenti online agli operatori educativi e sanitari, così come ai lavoratori dei servizi sociali della citta’”, ha detto Sobyanin. “L’elenco” di chi potrà vaccinarsi “sarà ampliato nelle prossime settimane man mano che arriveranno nuovi lotti del vaccino. I centri di vaccinazione apriranno il 5 dicembre”, ha dichiarato Sobyanin (Fonte SkyTG24).

Arcuri: fare insieme ultimo passo per uscire da tunnel

“È nostro dovere mettere tutti gli italiani in condizione di vaccinarsi in sicurezza e gratuitamente. Non intendiamo obbligarli a farlo né mettere in campo alcuna differenziazione territoriale. Dobbiamo lavorare tutti insieme per compiere questo ultimo passo che ci separa dalla fine di questo lungo tunnel. Va compiuto nella consapevolezza, responsabilità, ma anche con qualche gradiente di speranza”. Lo ha detto il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, durante la conferenza stampa (Fonte SkyTG24).

Arcuri: non vaccinarsi? Dopo anno così non capisco rifiuto

“Riguardo al patentino sul vaccino, certamente nel sistema informativo ci sarà un’evidenza di tutte le persone che si sono vaccinate. Non sono in condizioni di rispondere a questioni che hanno a che fare con le leggi o l’etica su cosa sia possibile poter fare o no se si è vaccinati o meno. Ma la mia riflessione è che davvero non riesco a capire per quali ragioni, se non per alcune tipologie di persone, la gente dopo quasi un anno passato in queste condizioni dovrebbe non avere voglia di farsi il vaccino”. Lo ha detto il Commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri (Fonte SkyTG24).
Non avevamo dubbi che Alculi – che capisce niente – non capisce perché esistono i timori, Crisanti insegna. Perciò fa il Commissario.

Vaccino Moderna (Mode RNA) garantisce almeno 3 mesi immunità

Il vaccino di Moderna (Mode RNA) garantirebbe un’immunità di almeno 90 giorni dopo la seconda dose. Lo riporta uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine.  I ricercatori del National Institutes of Health hanno testato il livello di due tipi di anticorpi dopo tre mesi dalla seconda dose del vaccino. E hanno osservato un calo “leggero” e previsto del livello di anticorpi nei partecipanti vaccinati, ma a un livello che è rimasto alto e al di sopra dell’immunità naturale osservata negli ex pazienti guariti. Non sono stati inoltre osservati effetti collaterali gravi nel cosiddetto studio di fase 1, iniziato a marzo (Fonte SkyTG24).

Il balconazo di Giuseppe dei Conti di Giuseppe dal Naso Lungo.

Il 90% dei commenti sulla diretta social del balconazo sono critiche e insulti. Gli Italiani hanno capito Giuseppe dei Conti di Giuseppe dal Naso lungo. “Lo tsunami ci sarà quando salterà il blocco dei licenziamenti”.
“Con lo show di questa sera Conte ha cominciato a scavare sul fondo che aveva già toccato. Occorre però rilevare il silenzio-assenso del Quirinale su una gestione non solo della comunicazione, anche normativa in totale spregio dello stato di diritto. Altro che Ungheria e Polonia! La cosa più squallida, il vero sciacallaggio, è questa contabilità dei decessi giornalieri (tra l’altro molto, molto dubbia…) su cui far leva per alimentare il senso di colpa degli italiani e portarli a rassegnarsi senza resistenze alla perdita delle loro libertà fondamentali” (Federico Punzi).

Bagarre alla Camera tra deputati di centrodestra: l’Aula deve essere sanificata per assembramenti. La Camera è stata occupata dai deputati del centrodestra, per protestare contro la decisione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di illustrare in conferenza stampa il nuovo Dpcm prima di presentarsi in Parlamento. Nel corso della serata alcuni deputati hanno discusso tra loro creando momenti di tensione e bagarre in Aula. Per questo motivo la seduta è stata sospesa e l’Aula sanificata “a seguito degli assembramenti che si sono verificati”, come ha spiegato il vicepresidente Fabio Rampelli, presidente di turno dell’Assemblea.

“I Dpcm sono lo strumento anticostituzionale che Conte ha escogitato, con il silenzio del Colle, per governare indisturbato fino a fine legislatura, mentendo anche su ció che dice il CTS” (Salvatore Sarao). Non solo con il silenzio, ma con l’approvazione e il sigillo del Presidente della Repubblica. Siamo in #dittatura alla mercé di un #brancodibalordi.

“Quindi: se a Natale vado da Roma Nord a Ostia Lido e faccio 50 km in auto sono in regola perché resto ‘blindato’ nello stesso Comune, mentre se vado da casa mia a Melegnano facendo 0,5 km a piedi sono fuori regola. #GeniDelleRegole” (Marco Brusati).

Maria Giovanna Maglie era in diretta.

“#magliestrette Il disastro del dpcm di Natale che riesce a far inorridire non solo i governatori delle regioni, anche 35 parlamentari del PD. Stasera Conte come al solito a reti unificate senza contraddittorio” (Maria Giovanna Maglie).

La guerra contro i vecchi, decimati dal Covid-19 (Agostino Spataro su Faro di Roma, 3 dicembre 2020)

“Questi vecchi ingombranti, longevi, con le loro case e pensioni e i loro risparmi, costituiscono una sorta di ‘potere’ a sé stante, ostativo della strategia di precarizzazione e di sottoproletarizzazione delle nuove generazioni”. “Mettere i figli contro i padri è un risvolto davvero odioso, pericoloso che potrebbe rompere la catena della solidarietà umana, familiare e sfociare in una sorta di guerra fra generazioni”.

Decreto legge del 2 dicembre 2020

Il Consiglio dei ministri ha approvato il provvedimento che farà da cornice al nuovo Dpcm di dicembre. Il testo è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. Dal 21 dicembre al 6 gennaio vietati gli spostamenti tra i territori di regioni diverse e province autonome. Nelle giornate del 25 e 26 dicembre, e del 1° gennaio, inoltre, stop a tutti gli spostamenti fra Comuni, salvo comprovate esigenze lavorative o di salute.
Il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei ministri – e firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (ormai firma come un robot qualsiasi schifezza) – è composto di due soli articoli e serve a dare “copertura” proprio alla stretta natalizia. Permette anche a Conte di firmare un Dpcm che duri fino a 50 giorni (ora il limite è 30) e quindi di fissare la scadenza del decreto in vigore dal 4 dicembre anche oltre l’Epifania. Rendetevi conto: per un Dpcm – numero 158!!! – che avrebbe solo valore amministrativo e non di legge, già 30 giorni erano tanti, ma 50!!! #brancodibalordi Ormai siamo in dittatura, il Parlamento serve solo a stipendiare gente inutili. E hanno ancora la faccia tosta di appellarsi alla Costituzione, che hanno ridotto a carta straccia.

DECRETO-LEGGE 2 dicembre 2020, n. 158 Disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus COVID-19. (20G00184) (GU Serie Generale n.299 del 02-12-2020)note: Entrata in vigore del provvedimento: 03/12/2020
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 16 della Costituzione, che consente limitazioni della liberta di circolazione per ragioni sanitarie;
Visto il decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19»;
Visto il decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33 convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19»;
Viste le delibere del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 del 29 luglio 2020 e del 7 ottobre 2020 con le quali è stato dichiarato e prorogato lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;
Vista la dichiarazione dell’Organizzazione mondiale della sanità dell’11 marzo 2020 con la quale l’epidemia da COVID-19 è  stata valutata come «pandemia» in considerazione dei livelli di diffusività e gravità raggiunti a livello globale;
Considerato l’evolversi della situazione epidemiologica, del carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e dell’incremento dei casi e dei decessi;
Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di emanare nuove disposizioni per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, adottando adeguate e proporzionate misure di contrasto e contenimento alla diffusione del predetto virus, anche in vista delle imminenti festività;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 2 dicembre 2020;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro della salute, di concerto con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie;
E m a n a
il seguente decreto-legge:
Art. 1 Modificazioni urgenti della legislazione emergenziale
1. All’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, le parole «di durata non superiore a trenta giorni» sono sostituite dalle seguenti: «di durata non superiore a cinquanta giorni».
2. Dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 è vietato, nell’ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, e nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 e del 1° gennaio 2021 è vietato altresì ogni spostamento tra comuni, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione o Provincia autonoma e, nelle giornate del 25 e 26 dicembre 2020 e del 1° gennaio 2021, anche ubicate in altro Comune, ai quali si applicano i predetti divieti.
3. Con riguardo all’intero territorio nazionale, nel periodo dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020 possono altresì prevedere, anche indipendentemente dalla classificazione in livelli di rischio e di scenario, specifiche misure rientranti tra quelle previste dall’articolo 1, comma 2, dello stesso decreto-legge.

89.31.72.207