I vescovi europei invitano a non perdere la speranza

I vescovi europei hanno lanciato un appello per un’Europa più solidale, che sia basata su valori fondamentali come ‘solidarietà, libertà, inviolabilità della dignità umana, democrazia, Stato di diritto, uguaglianza, protezione e promozione dei diritti umani’.

Il messaggio afferma l’impegno per la costruzione dell’Europa “che ha portato pace e prosperità al nostro continente, e ai suoi valori fondanti di solidarietà, libertà, inviolabilità della dignità umana, democrazia, stato di diritto, uguaglianza, e difesa e promozione dei diritti umani”.

Riprendendo le idealità dei Padri Fondatori dell’Europa i vescovi hanno raccontato la fede implementata: “Come Chiesa Cattolica nell’Unione Europea, insieme alle altre Chiese e comunità ecclesiali sorelle, annunciamo e diamo testimonianza di questa fede ed insieme ai membri di altre tradizioni religiose e persone di buona volontà ci sforziamo di costruire una fraternità universale che non lasci fuori nessuno. La fede ci chiama a uscire da noi stessi e vedere nell’altro, specialmente in chi soffre e sta ai margini delle nostre strade, un fratello e una sorella e a essere disposti anche a dare la vita per loro”.

Questa pandemia ha messo in evidenza la vulnerabilità della stessa Unione: “Molti di noi erano preoccupati che persino la stessa Unione Europea, in quanto progetto economico, politico, sociale e culturale, fosse a rischio. Ci siamo resi conto allora, come ha detto papa Francesco, di essere nella stessa barca e di poterci salvare solo restando insieme. Con rinnovata determinazione l’Unione Europea ha cominciato a rispondere in modo unitario a questa drammatica situazione. Ha dimostrato la sua capacità di riscoprire lo spirito dei Padri Fondatori”.

Per i vescovi l’Europa ha bisogno di una nuova mentalità: “Il futuro dell’Unione Europea non dipende solo dall’economia e dalle finanze, ma anche da uno spirito comune e da una nuova mentalità. Questa crisi è un’opportunità spirituale di conversione. Non dobbiamo semplicemente dedicare tutti i nostri sforzi al ritorno alla ‘vecchia normalità’, ma approfittare di questa crisi per realizzare un cambiamento radicale in meglio”.

In questo senso la Dottrina Sociale della Chiesa può essere una guida: “I principi della Dottrina Sociale Cattolica, tra i quali la dignità umana, la solidarietà, come anche l’opzione preferenziale per i poveri e la sostenibilità, possono essere una guida per costruire un modello differente di economia e società dopo la pandemia. La solidarietà è un principio fondamentale della Dottrina Sociale della Chiesa ed è al centro del processo di integrazione europea”.

Dottrina Sociale della Chiesa punto di riferimento per i Padri fondatori: “Schuman ha spiegato che le nazioni, lungi dall’essere autosufficienti, dovrebbero sostenersi a vicenda e che la solidarietà è la convinzione che il vero interesse di ciascuno è riconoscere e accettare in pratica l’interdipendenza di tutti. Per lui, un’Europa unita prefigura la solidarietà universale di tutto il mondo senza distinzione o esclusione”.

I vescovi hanno ricordato lo ‘sguardo’ mondiale tracciato dai Padri fondatori: “Per questo motivo la ‘Dichiarazione Schuman’ ha sottolineato la particolare responsabilità dell’Europa per lo sviluppo dell’Africa. In linea con questi intenti, chiediamo più aiuti umanitari e di cooperazione allo sviluppo, e il riorientamento delle spese militari verso i servizi sanitari e sociali.

La solidarietà europea dovrebbe estendersi con urgenza ai rifugiati che vivono in condizioni disumane nei campi di accoglienza e sono seriamente minacciati dal virus. Solidarietà verso i rifugiati non significa solo finanziamenti, ma anche apertura dei confini dell’Unione Europea in maniera proporzionale, da parte di ciascuno Stato Membro. Il Patto Europeo sulla migrazione e l’asilo presentato dalla Commissione Europea può essere considerato come un passo, da valutare attentamente, per stabilire una politica europea comune e giusta in materia di migrazione e asilo”.

In ciò consistono le ‘radici cristiane’: “La Chiesa si è già pronunciata sull’accoglienza, distinguendo tra diversi tipi di migrazione (sia essa regolare o irregolare), tra coloro che fuggono da guerre e persecuzioni e chi emigra per motivi economici o ambientali, e sulla necessità di tenere presenti le questioni legate alla sicurezza. Riteniamo, però, che vi siano alcuni principi, valori e obblighi legali internazionali da rispettare sempre, indipendentemente dalle condizioni delle persone coinvolte. Tali principi di azione e valori sono alla base dell’identità dell’Europa e hanno la loro origine nelle sue radici cristiane”.

Altro principio per la Chiesa europea è la libertà religiosa: “Un elemento cruciale per la Chiesa in tanti Stati Membri durante la pandemia è quello del rispetto per la libertà di religione dei credenti, in particolare la libertà di riunirsi per esercitare la propria libertà di culto, nel pieno rispetto delle esigenze sanitarie.

Ciò risulta ancora più evidente se si considera che le opere caritative nascono e sono radicate anche in una fede vissuta. Dichiariamo la nostra buona volontà di mantenere il dialogo tra le autorità statali ed ecclesiastiche per trovare il miglior modo per conciliare il rispetto di misure necessarie e la libertà di religione e di culto”.

Il ritessere le relazioni dipende dalle persone, come ha detto papa Francesco nel messaggio pasquale: “Dipende tuttavia da noi se il mondo sarà migliore o peggiore, se usciremo da questa crisi rafforzati nella solidarietà o meno.

Durante questi mesi di pandemia siamo stati testimoni di tanti segni che ci aprono alla speranza, dal lavoro del personale sanitario, a quello degli addetti alla cura degli anziani, ai gesti di compassione e creatività posti in atto dalle parrocchie e dalle comunità ecclesiali.

Molti, in questi difficili mesi, hanno dovuto compiere considerevoli sacrifici, rinunciando ad incontrare i propri cari e ad essere accanto a loro nei momenti di solitudine e sofferenza e a volte anche di morte”.

Per questo i vescovi sostengono il cammino dell’Europa: “Assicuriamo a tutti coloro che guidano le istituzioni europee e gli Stati Membri e contribuiscono al loro lavoro, che la Chiesa è al vostro fianco nel nostro impegno comune per costruire un futuro migliore per il nostro continente e per il mondo.

Tutte le iniziative che promuovono i valori autentici dell’Europa saranno da noi sostenute. Ci auguriamo che potremo uscire da questa crisi più forti, più saggi, più uniti, più solidali, più attenti alla nostra casa comune, per essere un continente che spinge tutto il mondo verso una maggiore fraternità, giustizia, pace e uguaglianza”.

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