Numeri ufficiali Covid-19 del 26 novembre 2020. Boccia: Impianti da sci riapriranno quando epidemia sarà raffreddata… Sì, perché la neve si scioglierebbe

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I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi giovedì 26 novembre 2020

In isolamento domiciliare: 757.961 (+4.425) (-0,59%)
Ricoverati con sintomi: 34.038 (-275) (-0,80%)
In terapia intensiva: 3.846 (-2) (-0,05%)
Deceduti: 52.850 (+822) (+1,58%)

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

Media giornaliera dei decessi: 189 (+3)

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.

Il punto della situazione

Ancora trend calante, al netto delle oscillazioni quotidiane, per l’indice Rt. I valori, calcolati alla sera del 25 novembre con il metodo istantaneo Kohlberg-Neyman modificato, sono: Italia 0.86 (0.88 il 24 novembre); Lombardia 0.76 (da 0.78); Milano città 0.71 (da 0.67). Il dato della Lombardia deve essere valutato con cautela per la forte riduzione, da metà novembre, del numero dei test diagnostici: quelli dedicati alla ricerca dei nuovi casi, su cui viene calcolato l’Rt. Quindi al netto dei secondi, terzi o più tamponi effettuati su soggetti già noti per conferma di positività o di guarigione (i dati sono quelli ufficiali delle Regioni e P.A., ministero della Salute e Iss). Da 154.938 casi testati nella settimana mobile 7-13 novembre (media giornaliera 22.134) si è scesi a 95.862 in quella 19-25 novembre (media giornaliera 13.694) con una riduzione del 38,1%. A livello nazionale, esclusa la Lombardia, il calo è più contenuto (-7,2%): da 725.235 casi testati nella settimana mobile 7-13 novembre (media giornaliera 103.605) a 672.843 in quella 19-25 novembre (media giornaliera 96.120).
Alla luce di questi dati (il calo nazionale depurato dalla Lombardia è più contenuto, ma pur sempre un calo) risulta evidente come anche altre Regioni abbiano ridotto il numero dei casi testati: quelli che permettono di individuare il virus sul territorio. Al contrario dei test effettuati su soggetti trovati positivi nel passato, che invece fotografano l’evoluzione clinica all’interno di una popolazione già nota: e infatti le eventuali positività riscontrate in questo gruppo non vengono indicate nel conteggio giornaliero dei nuovi positivi.
Il trend è in controtendenza rispetto a quanto sarebbe necessario fare in vista del possibile allentamento delle contromisure. In via del tutto ipotetica (ma il paradosso spiega bene il non senso di questo trend) potremmo eseguire ogni giorno centinaia di migliaia di test solo sui soggetti già noti rinunciando a individuare i nuovi casi, e avremmo come risultato zero nuovi positivi. Rt a picco e virus scomparso? No, solo libero di circolare a nostra insaputa (Fonte Lab24/Il Sole 24 Ore).

Letto questo e successivamente quanto segue, è come passare dal mondo reale alle Aventure di Alice nel Paese delle meraviglie… ognuno si tira le conclusioni. I miei sono invariabili da tempo, siamo “governati” da un #brancodibalordi che si portano dritti nel baratro con loro.

Ore 20.15. Lombardia, Fontana contro Governo: “Vogliono lasciarci in zona rossa”

“Nonostante la mia opposizione, il Governo intende mantenere in vigore fino al 3 dicembre le attuali misure restrittive e, quindi, lasciare la Lombardia in zona rossa”. Lo ha dichiarato il Governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana, secondo cui “restare in zona rossa significa non fotografare la realtà dei fatti e non considerare i grandi sacrifici dei lombardi”.

Ore 21.45. Fontana: Lombardia arancione, d’accordo con Speranza

“Ho avuto, qualche minuto fa, un confronto schietto e diretto con il ministro Speranza. Entrambi condividiamo che, secondo il modello delle ‘zone’ predisposto dal Governo, la Lombardia abbia tutti i requisiti per passare da quella rossa a quella arancione. Ci siamo lasciati con l’impegno di riaggiornarci molto presto per verificare quella che realmente può essere la data giusta per allentare le misure restrittive nella nostra regione”. È quanto afferma in una nota diffusa in serata il Governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Conte: Domani mi aspetto RT a 1

“Domani è una giornata importante: mi aspetto un RT che è arrivato all’1, sarebbe un segnale importante della riduzione del contagio. E mi aspetto anche che molte regioni che ora sono rosse diventino arancioni o gialle. Sarebbe un bel segnale”. Lo ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte al Tg5. “Sarà un Natale diverso o ci esponiamo a una terza ondata a
gennaio, con il rischio di un alto numero di decessi”, ha aggiunto.

Questo è brutale assai, ma una domanda legittimo. Anche se il Creatore sa quello che fa… lasciando i politici qui, ci castiga per il nostro tepore… tenendoli vicini a noi.

L’allarme del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese: “L’emergenza Covid aumenta la rabbia, crescono le manifestazioni di piazza. Dal 24 ottobre al 10 novembre 700 proteste legittime”. Quindi? “Attenzione a chi si infiltra per creare disordini”. Ecco, questo è il problema, i disordini, non gli italiani ridotti alla povertà e alla disperazione, non per il Covid ma a causa del #brancodibalordi che ci “governa” dritto nel baratro. Una curiosità: “Lamorgese e i suoi colleghi hanno ridotto stipendio e prebenda in solidarietà con i cittadini arrabbiati?”.

Boccia: Impianti da sci riapriranno quando epidemia sarà raffreddata…

“Gli impianti da sci e il sistema vacanze invernali che sono fondamentali per la nostra economia riapriranno quando l’epidemia si sarà raffreddata, speriamo nel giro di un mese, un mese e mezzo. I ristori saranno garantiti per tutte le attività che non potranno aprire”. È quanto avrebbe detto il Ministro Boccia alle Regioni, secondo quanto si apprende. Sì, perché con tutto questo calore la neve si scioglierebbe. Sono propri geni.

Ue: decisione su sci è di competenza nazionale

“La decisione sull’attività sciistica è di competenza nazionale, non europea. Occorre prudenza nel revocare le misure anti-Covid perché questo può provocare la recrudescenza del virus. Stiamo” lavorando “per rafforzare il coordinamento tra gli Stati e vedere se possiamo sviluppare presto un approccio di raccomandazioni”. Così un portavoce della Commissione europea alle domande. Ma, ha chiarito il portavoce dell’Esecutivo, Eric Mamer, “le decisioni sullo sci sono di competenza nazionale. Il nostro ruolo è fare raccomandazioni sanitarie affinché le varie attività si svolgano in condizioni di sicurezza sanitaria. Quindi c’è una vera differenza tra le due dimensioni”.

Delta lancia primo volo Covid Tested fra Atlanta e Roma

Delta Air Lines lancia il suo primo volo in Europa senza quarantena e Covid-free grazie a nuovi protocolli di screening. “L’accordo con gli aeroporti e i governi elimina l’obbligo di quarantena per i voli Covid-tested fra Atlanta e Roma”, rende noto la Compagnia. Delta Air Lines, Aeroporti di Roma e l’Aeroporto Internazionale di Atlanta Hartsfield-Jackson hanno collaborato per offrire un programma transatlantico di screening per il Covid-19 “primo nel suo genere che permetterà l’ingresso in Italia senza quarantena, in conformità con un decreto la cui pubblicazione è attesa a breve da parte del governo italiano”, è sottolineato. A partire dal 19 dicembre, la sperimentazione dedicata di Delta testerà passeggeri ed equipaggio sui voli, appena rilanciati, dall’Aeroporto Internazionale Hartsfield-Jackson Atlanta all’Aeroporto Internazionale di Roma-Fiumicino. I test esonereranno dalla quarantena all’arrivo in Italia tutti i cittadini statunitensi autorizzati a recarsi in Italia per motivi essenziali, come lavoro, salute e istruzione, nonché tutti i cittadini dell’Unione Europea e italiani.

Ricciardi: 27mila operatori sanitari infettati nell’ultimo mese

L’emergenza coronavirus sta creando non pochi problemi agli operatori sanitari. I medici e gli infermieri contagiati dal virus sono sempre più numerosi e il personale rimasto è sottoposto a una pressione elevata. A tracciare un quadro preciso della situazione è Walter Ricciardi, professore di Igiene e Sanità Pubblica all’Università Cattolica e consulente del Ministero della Salute. “In questo momento, in Italia, non riusciamo a curare i pazienti Covid e nemmeno quelli affetti da altre patologie perché stiamo conducendo una guerra in cui il nostro esercito di operatori sanitari è in progressiva decimazione”, ha spiegato l’esperto nel corso di un intervento all’evento online “Next generation health: le priorità degli italiani per la Sanità del futuro”, organizzato dall’azienda farmaceutica Janssen Italia.
Ricciardi ha sottolineato che nel corso dell’ultimo mese si sono infettati 27mila tra medici e operatori e “già mancavano 53mila infermieri”. “È di ieri la notizia che un’importante struttura oncologica italiana ha dovuto sospendere le chemioterapie perché l’unico infermiere che era di servizio si è infettato. In questo momento abbiamo dei pazienti che hanno patologie oncologiche e non possono accedere alla chemioterapia, così come altri pazienti non possono essere sottoposti a interventi chirurgici necessari e altri ancora non possono accedere alle terapie cardiovascolari”, ha aggiunto. “Insomma, è una situazione che predetermina quella tempesta perfetta di cui parlavamo da tempo. C’è un enorme problema di accesso e dobbiamo darci una mossa”.
Sempre nel corso del suo intervento, Ricciardi ha detto che la sanità italiana ha bisogno di un programma straordinario di assunzioni che preveda anche un aumento degli stipendi. Per l’esperto si tratta di una condizione necessaria per invogliare i neolaureati a restare in Italia e a non trasferirsi in un altro Paese dell’Ue dove “possono guadagnare tra i 3mila e i 4mila euro al mese”. Ricciardi ha poi aggiunto che serve attuare una “rapida trasformazione digitale e un coinvolgimento attivo dei pazienti”.

l vaccino trivalente potrebbe proteggere anche dal Covid-19

Il vaccino contro parotite, morbillo e rosolia, anche detto trivalente (MPR), potrebbe proteggere, almeno in parte, anche dall’infezione da coronavirus Sars-CoV-2. A suggerirlo sono i risultati di un nuovo studio pubblicato sulla rivista mBio della American Society of Microbiology che sembra confermare con nuovi dati un’ipotesi già avanzata negli scorsi mesi. Dal nuovo studio è emerso che i soggetti positivi al coronavirus vaccinati con un più alto livello di anticorpi contro la parotite avrebbero anche una minore gravità dei sintomi da Covid-19. Come spiegato nel dettaglio sulle pagine della rivista specializzata, i ricercatori hanno trovato “una correlazione inversa statisticamente significativa tra i livelli di anticorpi della parotite e la gravità del Covid-19 nelle persone sotto i 42 anni che hanno avuto vaccinazioni trivalenti” (Fonte SkyTG24).

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