Numeri ufficiali Covid-19 del 24 novembre 2020. Si tratta di persone, non sono numeri o percentuali. Sono p e r s o n e. Forse dovremmo ricordarcene più spesso

“Non è che con le nostre analisi, pur corrette, aumentiamo il clima di disperazione in cui siamo immersi? Occorrono occhi per vedere il bene che nasce, coltivarlo, desiderare che ci contagi” (Amedeo Capetti, medico infettivologo all’ospedale Sacco di Milano). Ne sono consapevole e faccio quello che posso, meglio che posso e nient’alto posso, con mio mestiere di comunicatore, contagiato dal desiderio di servire la verità e il bene, pensando al Bene Supremo che ci attende nell’Eternità.

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I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi martedì 24 novembre 2020

Si tratta di persone, non sono numeri o percentuali. Sono p e r s o n e. Forse dovremmo ricordarcene più spesso e da tempo questo Blog dell’Editore lo sta dicendo, felice che lo ripete oggi una voce autorevole come Lab24 su il quotidiano Il Sole 24 Ore.

In isolamento domiciliare: 759.993 (+1.651) (+0,22%)
Ricoverati con sintomi: 34.577 (-120) (-0,35%)
In terapia intensiva: 3.816 (+6) (+0,16%)
Deceduti: 51.306 (+853) (+1,69%)

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

Media giornaliera dei decessi: 185 (+3)

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.

… e tutti a pensare alle scorpacciate di Natale e agli sbronzi sulla neve… paganamente dimenticate le follie di Ferragosto #stronzisullaneveazonzosenzasci #ilvirusringraszia

Il punto della situazione

Ai primi segnali di rallentamento dell’epidemia tornano le pressioni per accelerare le riaperture in vista delle festività natalizie. Nel caso avessimo dimenticato gli effetti delle riaperture anticipate o addirittura eccessive, e del “liberi tutti” che ha seguito le ferie estive, li sintetizziamo con i numeri. Dal 31 agosto a oggi, 24 novembre, i contagiati totali sono passati da 270.189 a 1.431.795 (+429,9%); i posti letto occupati nel singolo giorno nei reparti di area medica da 996 a 34.577 (+3.371,5%); nelle terapie intensive da 94 a 3.816 (+3.959,5%); i decessi da 35.483 a 51.306, con un incremento di 15.823 persone morte. Sì, persone: non unità o percentuali, persone: forse dovremmo ricordarcene più spesso. Avremo modo di approfondire l’argomento in una delle prossime analisi settimanali.

L’indice Rt calcolato con il metodo istantaneo Kohlberg-Neyman modificato, alla sera del 23 novembre, segnava 0.93 per l’Italia (da 0.96 del 22 novembre); 0.85 per la Lombardia (da 0.84) e 1.0 (da 0.71) per la città di Milano. Essendo valori “istantanei” risentono delle singole oscillazioni giornaliere e differiscono al ribasso rispetto ai valori indicati dal Cts. Che non sono “vecchi di settimane”, come molti raccontano sbagliando. Un esempio chiarisce meglio: l’ultimo Bollettino dell’Iss, pubblicato il 20 novembre, è stato chiuso il 18 novembre con i dati disponibili alla sera del 17, e riporta come ultimo Rt quello calcolato al 10 novembre. Il vero ritardo è quindi di 7 giorni (dal 10 al 17 novembre) compreso nel range di 5-8 giorni riscontrabile, in base alla metodica seguita, in tutti i Paesi del mondo. I ritardi successivi sono causati dai tempi di produzione e stesura del Report e dal tempo che passa prima della presentazione. Se leggiamo il Report oggi, in attesa del prossimo, il dato è vecchio di due settimane. Al Cts le decisioni su chiusure e allentamenti non vengono prese su quel valore, ma su quello ricalcolato ogni giorno spostando il periodo analizzato (14 giorni) di 24 ore in 24 ore: e il dato riflette, esattamente come altrove, la situazione di una settimana prima. Non di settimane o mesi, come qualcuno amerebbe credessimo (Fonte Lab24/Il Sole 24 Ore).

Il coprifuoco di Natale 2020

Il Ministro della salute Roberto Speranza, esponente di Liberi e uguali (Leu) nel Governo Conte II, dispone che il coprifuoco alle 22.00 per Natale vale anche per la Messa della Notte. Questo personaggio dell’estrema sinistra, dittatore della sanità italiana, l’ha fatto sapere nella trasmissione Di Martedì, condotto da Giovanni Floris su La7, appellandosi al fatto che vanno contrastate tutte le occasioni in cui il Sars-CoV-2 si potrebbe diffondere. E quindi, ha detto, il coprifuoco dopo le ore 22.00 vale anche per la Messa della Notte di Natale. Anche se una valutazione sarà comunque fatta nei prossimi giorni, ha aggiunto. Invece, “faremo il possibile per riaprire le scuole in dicembre, dobbiamo vedere il quadro epidemiologico, valutandolo giorno per giorno. Le scuole sono e restano una priorità assoluta per il governo”, ha sottolineato. Il messaggio di Speranza è chiaro: la fede non è una priorità per questo governo, anzi, non conta proprio. D’altronde, cose c’è da aspettarsi da un comunista? Nel contempo costui ci fa capire che le draconiche misure di sicurezza, le più severe di tutte, fatto rispettare con piglio militare nelle chiese cattoliche romane in Italia, non valgono un bel niente. Cosa diranno adesso i nostri vescovi devoti a Santa Amuchina e Beata Mascherina di questa inaccettabile appropriazione di Cesare degli affari di Dio? E cosa dirà il Vescovo di Roma, che le misure drastiche sono buone e che si deve obbedire al governo che ha preso di mira la libertà di culto (e non da oggi)?
Inoltre, Speranza ha detto che per domani è previsto un incontro sul numero delle persone che potranno riunirsi a tavola per la cena e il pranzo di Natale. I posti a tavola, ha osservato, vanno «limitati agli affetti più stretti. Nelle prossime ore ragioneremo su questo». E ci siamo di nuovo, con questa vizio anticostituzionale a voler violare il domicilio in assenza di un reato stabilito per LEGGE, non un DECRETO del Presidente del Consiglio dei Ministri, come prevede la Costituzione.

Coronavirus, presto in Italia i cani anti Covid-19 che fiutano i positivi
Secondo il direttore tecnico della Onlus Medical Detection Dogs Italy, Aldo La Spina, nel nostro Paese i cani che fiutano il coronavirus potrebbero “essere addestrati nel giro di un mese”. All’estero sono già operativi (Fonte SkyTG24).

L’Oms manda ispettori in Cina per indagare sulle origini del Sars-CoV-2
Presto gli esperti internazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) potranno tornare in Cina per continuare a svolgere le loro indagini sulle origini del coronavirus cinese di Wuhan. Lo ha annunciato Mike Ryan, il capo delle emergenze dell’Oms, nel corso di una conferenza stampa, sottolineando di aver avuto “rassicurazioni” sul fatto che Pechino “faciliterà le operazioni sul campo”. “I cinesi hanno svolto un incredibile lavoro di ricerca, ma è necessario che esperti internazionali si rechino sul posto per verificare i dati e rassicurare la comunità internazionale della qualità degli studi”, ha aggiunto.
Il viaggio in Cina, che dovrebbe svolgersi nelle prossime settimane, permetterà un confronto diretto con gli esperti cinesi sui dati raccolti finora e sui vari aspetti scientifici dell’emergenza Covid-19. Ryan ha sottolineato che comprendere le origini del coronavirus è importantissimo per tutti, in quanto aiuterebbe a prevedere da dove potrebbe riemergere in futuro. Una delle ipotesi più accreditate resta quella del passaggio del virus dagli animali all’uomo, che potrebbe essere avvenuta nel mercato di Wuhan dove sono state trovate per la prima volta delle tracce di Sars-CoV-2. Nel corso degli ultimi mesi, però, alcuni esperti hanno sollevato delle obiezioni nei confronti di questa ipotesi e hanno sottolineato la necessità di ulteriori indagini per appurare con certezza il luogo di origine del coronavirus. Lo scorso luglio una prima squadra di esperti internazionali si è recata a Pechino per avviare un progetto comune con la comunità scientifica cinese.

Bando medici Campania
Oltre il 60% dei 156 medici che avevano presentato domanda nel bando della Protezione civile per 450 professionisti specializzati da inviare in Campania ha rinunciato a quell’incarico. È quanto emerge da una nota della Regione che dà conto dello stato del bando. Rispetto alla richiesta di 450 figure professionali, tra anestesisti, infettivologi, pneumologi e medici di medicina d’urgenza, il totale delle candidature presentate è di 156; in servizio ce ne sono 27, di cui 3 anestesisti.

Medici morti, Anelli: “Fermare strage degli innocenti”
La crescita dei decessi per Covid-19 di medici in Italia è esponenziale. È ricominciata la strage degli innocenti, e – anche questa volta – è la medicina generale a pagare il prezzo più alto”. Parla senza mezzi termini il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli. Che sta per scrivere una lettera al Ministro della Salute, Roberto Speranza, per chiedergli di avviare, insieme, un monitoraggio di rischi e criticità. “Negli ultimi 10 giorni sono morti per Covid-19 27 medici, quasi 3 al giorno: bisogna fermare la strage degli innocenti, ne va di tutto il Servizio sanitario nazionale. Anche in questa seconda ondata è la medicina generale a pagare il prezzo più alto. È evidente che a livello organizzativo qualcosa non sta funzionando”. Anelli sottolinea come a partire dal primo ottobre sono stati registrati 37 decessi tra gli operatori sanitari, 216 in tutto.

Consigliere di Pavia sull’emergenza sanitaria: “Piagnisteo, viva Darwin”. Poi si scusa
“È ora di riaprire, W Darwin!”. Era la conclusione di un post choc pubblicato su Facebook dal consigliere di maggioranza di Pavia, Niccolò Fraschini, in cui si parlava di “piagnisteo sulle vittime” che “penso abbia stufato tanti italiani” riferendosi alle vittime del Coronavirus. Nel post il consigliere Fraschini sosteneva che “per salvare poche migliaia di vecchietti stiamo rovinando la vita, nel lungo termine, a un sacco di giovani”. Fraschini si è poi scusato parlando di “strumentalizzazione” e di “frasi estrapolate dal contesto”, dichiarando “vicinanza agli anziani”. Sì sì e gli asini volano. Sempre frasi inqualificabili sono. Scuse rispedite al mittente. Ha perso la seconda occasione di stare zitto e tertium non datur.

Mantovani (Humanitas) a Sky TG24: “A Natale non abbassiamo la guardia”
Lo ha detto il direttore scientifico dell’Istituto clinico Humanitas, intervenendo nel corso di “Timeline”. “I dati sui vaccini li interpreto con tre parole chiave: cautela, speranza e fiducia”, ha poi aggiunto, parlando anche del tema legato al vaccino anti Sars-CoV-2 che, secondo l’immunologo, “non sarà dietro l’angolo”.
“L’Italia aveva fatto un miracolo: partita malissimo, ha portato la curva del virus quasi a zero. Potevamo arrivare a zero e invece poi abbiamo avuto una curva che non ha precedenti nel resto del mondo. Spero che terremo alta la guardia anche durante le feste di Natale: non ci dimentichiamo dei nostri morti. Spero di festeggiare il Natale con i miei figli e i miei nipoti, ma se mi diranno di no mi adeguerò alle regole”. Sono state queste le parole dell’immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto clinico Humanitas, pronunciate nel corso di un intervento a Timeline, su Sky TG24.
“I dati sui vaccini li interpreto con tre parole chiave: cautela, speranza e fiducia”, ha spiegato l’immunologo, affrontando la questione del vaccino contro il Sars-CoV-2. “Cautela perché non ho visto i dati e mi piace ragionare sui dati, ma anche perché l’eventuale autorizzazione è un’autorizzazione di emergenza, che comporta una serie di cose, cautela perché dovremo seguire con grande attenzione quello che succede”, ha detto Mantovani. “Speranza, perché siamo in un tunnel in cui vediamo delle luci, questi dati sul vaccino sono luci in fondo al tunnel. Fiducia, perché ho fiducia nella competenza e indipendenza delle agenzie regolatorie: Fda, Ema e Aifa. Se ci sarà un’autorizzazione io mi metterò in coda con gli altri cittadini”, ha commentato.
Sempre sul tema vaccino, Mantovani ha fatto il punto della situazione circa le tappe che ne stanno portando all’approvazione. “Normalmente lo sviluppo di un vaccino innovativo richiede dagli 8 ai 12 anni. In questi mesi è stato fatto qualcosa di straordinario, in meno di un anno siamo alla vigilia di un’eventuale approvazione per emergenza di uno o più vaccini. Ritengo che non siano state saltate tappe, ma che sia stato fatto tutto in modo accelerato, giustificato dalla situazione di emergenza. Credo che l’accelerazione sia giustificata, nel rispetto dei dati”, ha quindi confermato il direttore scientifico di Humanitas.
Mantovani si è poi espresso anche sulla polemica legata alle dichiarazioni del microbiologo Andrea Crisanti relative al vaccino anti Sars-CoV-2 (a gennaio “senza i dati non me lo faccio”). “Innanzitutto, vorrei precisare il rispetto scientifico nei confronti di Crisanti, penso che nelle sue dichiarazioni vadano colti gli aspetti costruttivi. Non posso che condividere con lui il rispetto dei dati, mi piace ragionare sui dati e mi piace un mondo di dati aperti e condivisi. Per giudizi specifici dobbiamo avere i dati”, ha detto. “C’è stata poi una comunicazione dei dati sui vaccini che ho giudicato irrituale e non appropriata per tempi e modalità. Però, con i limiti sottolineati da Crisanti, io vedo in queste comunicazioni una luce in fondo al tunnel, da prendere con grande cautela”.
L’appello di Mantovani, infine, è ancora quello di tenere alta l’attenzione. “Penso sia molto importante che l’annuncio del vaccino e le polemiche associate non ci facciano abbassare la guardia. Dobbiamo ancora attraversare il tunnel. Questa è la mia grande preoccupazione, che l’annuncio di un vaccino dietro l’angolo, che non sarà dietro l’angolo per tutti noi, ci faccia abbassare la guardia in un momento così drammatico”, ha poi concluso (Fonte SkyTG24).

Ricerca, terapia a base ormoni femminili contro il Sars-CoV-2
Una terapia a base di ormoni femminili potrebbe essere utilizzata per curare il Covid-19 soprattutto nella fase iniziale di malattia. Lo rivela uno studio del professor Graziano Pinna, ricercatore italiano impegnato nella University of Illinois a Chicago e pubblicato sulla rivista Trends in Endocrinology and Metabolism (Cell Press). Lo studio ‘Genere e Covid-19: ruolo protettivo degli steroidi riproduttivi’ analizza ricerche gia’ esistenti per esaminare le ragioni per cui la gravità e la mortalità dei sintomi del Covid-19 sono più frequenti negli uomini che nelle donne e in persone anziane e si conclude con l’ipotesi che gli steroidi riproduttivi femminili svolgono un ruolo protettivo nei confronti di questa malattia (Fonte SkyTG24).

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