Numeri ufficiali Covid-19 del 14 novembre 2020. In vista dell’imminente zona rossa che scatta domani in Campania, a Napoli assembramenti. Molti per “l’ultimo caffè” in compagnia…

Alla vigilia della zona rossa in Campania a Napoli non sono mancati gli assembramenti. Non ci sono i consueti fiumi di persone dei fine settimana che si avvicinano all’Immacolata e al Natale, ma Spaccanapoli, Piazza del Gesù e Piazza San Domenico Maggiore fino a San Gregorio Armeno, la “via dei pastori”, si presentano oggi gremite. Nei vicoli e nelle piazze del centro antico della città anche i tavolini dei bar e degli altri locali sono occupati. Tanta gente anche nel quartiere Vomero. Sul lungomare locali pieni per pranzo. Tanta gente anche nel quartiere Vomero (Fonte SkyTG24).

de Magistris: “Napoli polveriera, governo immetta liquidità”
‘Proprio perché la zona rossa era una decisione attesa mi sarei aspettato iniziative economiche forti o un segnale che alleviasse un po’ le sofferenze sociali ed economiche in una città che è una polveriera. Rivolgo un appello al Governo a non sottovalutare questo aspetto”, ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris (Fonte SkyTG24).

… una polveriera, guai a togliere il caffè in compagnia. Facite ammuina!!!!

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I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi sabato 14 novembre 2020

In isolamento domiciliare: 653.731 (+23.949) (+3,80%)
Ricoverati con sintomi: 31.398 (+484) (+1,57%)
In terapia intensiva: 3.306 (+76) (+2,35%)
Deceduti: 44.683 (+544) (+1,23%)

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

Media giornaliera dei decessi: 167 (+2)

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.

Il punto della situazione

Oggi, finalmente, una buona notizia: dopo 7 settimane di crescita i nuovi casi nella città di Milano (territorio comunale) sono in calo rispetto alla settimana epidemiologica precedente: 9.635 (7-13 novembre) contro 9.987 (31 ottobre – 6 novembre), variazione -3,52%. Si riduce ancora, nello stesso periodo, il peso dei nuovi casi nel capoluogo rispetto al totale regionale: 15,63% contro 17,7%, una tendenza al ribasso che si manifesta ininterrotta dal periodo 10-16 ottobre (quando il valore era 24,96%). Timidi segnali, ma è giusto registrarli. Purtroppo non trovano conferma a livello regionale: i nuovi casi nello stesso periodo sono stati 61.644 (+9,83% sul precedente). La crescita rallenta (era del 29,9% al termine della scorsa settimana epidemiologica) ma è ancora una crescita. Analoga tendenza in Italia: 244.622 nuovi casi contro 215.026, crescita +13,76% contro +32,0%. Anche in questo caso non possiamo ancora parlare di inversione di tendenza. Resta quindi inderogabile il tema della protezione degli ospedali: vediamo ogni giorno i circa 600 decessi causati dalla Covid-19, ma non dobbiamo dimenticare i 660 per patologie cardiache e i 490 legati a tumori (e tutti gli altri che a questi si sommano). Intasare gli ospedali ha un effetto immediato sulla cura di tutti i pazienti: in modo invisibile nell’immediato (non teniamo una contabilità quotidiana pubblica come per la Covid-19) ma ne misureremo gli effetti il prossimo anno confrontando le curve di mortalità. Per questo motivo, pur sottolineando il calo di molti indicatori, è bene dire che scendere sotto la soglia di 1.5 (o 1.25, ma anche 1.0) non giustifica un allentamento immediato delle misure, pena una pericolosissima altalena tra riduzione e ripresa dell’infezione. Guardiamo prima al numero dei ricoverati e poi all’Rt: che tornerà ad essere accettabile solo restando, in modo stabile, sotto quota 1.0. Alla sera del 14 novembre (metodo Kohlberg-Neyman modificato) era 1.29 per l’Italia; 1.19 per la Lombardia; 1.07 per Milano (Fonte Lab24/Il Sole 24 Ore).

Pronto un documento per i medici con le linee guida sulle cure di Covid-19 a casa
Il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli ha annunciato nella conferenza stampa al Ministero della salute per l’analisi della situazione epidemiologica, che è stato redatto un testo, pronto per una valutazione concertata con i medici, che contiene indicazioni sia sul monitoraggio che sulla linee terapeutiche per evitare sovraccarico degli ospedali. “Il ruolo dei medici di medicina generale è cruciale e va portato al centro della gestione dei malati”, ha detto Locatelli. “Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-Cov-2” è il nome della bozza del documento. Tra le indicazioni: misurazione periodica dell’ossigeno con saturimetri. Non utilizzare idrossiclorochina. Non somministrare farmaci mediante aerosol se in isolamento con altri. Ricorrere a trattamenti sintomatici come il paracetamolo. Non modificare terapie croniche in atto. Corticosteroidi, eparina e antibiotici solo in precise situazioni. Non sono raccomandati supplementi vitaminici e integratori (lattoferrina, vitamina D ecc) per cui non esistono evidenze solide di efficacia (Fonte SkyTG24).

Perché il vaccino antinfluenzale è utile nella lotta contro il Covid-19?
Secondo alcuni recenti dati della letteratura scientifica, sembra che la vaccinazione antinfluenzale riduca il rischio di contrarre il Coronavirus per una indiretta azione protettiva nei confronti dello stesso. Inoltre, le infiammazioni dei bronchi dovute ad altri virus respiratori come l’influenza, favoriscono l’attacco ai recettori ACE-2 delle cellule bronchiali e la diffusione ematica del Coronavirus.
Vaccinazione antinfluenzale: perché è ancora più importante farla

Dico distanziamento, ma fisico!
“Sono stufa di sentir parlare di distanziamento sociale. Si dice distanziamento fisico! Secondo i nostri illustri governanti i signori non possono avvicinarsi ai plebei e viceversa? E signori e plebei invece possono fare insieme quello che par loro? Ma mi faccia il piacere! e poi, chi sono i signori? Chi sono i plebei?” (Roberta Carta).

Sala: in gestione sanità fatti grossi errori
In questo momento “voglio cercare di essere meno divisivo possibile. Non mi piacciono tante cose che fa la Regione nella gestione sanitaria, vorrò provare a proporre qualcosa di nuovo, ma adesso non voglio non collaborare per un tema di consenso politico”. Lo ha spiegato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, intervenendo in streaming a IF Italian Festival – Milano Undistancing, il Festival della Creatività nella Comunicazione. “È chiaro che il tema della gestione sanitaria nella nostra Regione c’è e grandi errori sono stati fatti, speriamo che si possano cambiare alcune cose”, ha continuato Sala. ” Io adesso voglio cercare di essere il sindaco di tutti. Per questo, in questa fase critica, penso che sarebbe sbagliato dire se mi ricandido, non sarei più il sindaco di tutti – ha aggiunto -. Non sono così certo che si voti a maggio quindi perché devo dirlo adesso. Io lavoro, sono più motivato che mai e ho energia più che mai, non mi sono mai sentito così combattivo ma lo metto nel quotidiano”.

A Palmi positivo prendeva il sole su panchina pubblica, denunciato
Risultato da qualche giorno positivo al Covid prendeva il sole stando seduto su una panchina pubblica. L’episodio è successo a Palmi dove l’uomo è stato denunciato e rischia pene molto severe. La persona è stata individuata da una pattuglia della Polizia locale impegnata a controllare per persone in giro durante il lockdown. Gli agenti, transitando nel centro abitato, hanno notato la presenza dell’uomo precedentemente collocato in isolamento domiciliare in esecuzione di un’ordinanza del sindaco della città. Nella stessa ordinanza era stato disposto per lui il divieto assoluto di contatti sociali e di spostamenti dalla propria abitazione. Gli agenti intervenuti, usando estrema cautela, hanno immediatamente fatto allontanare la persona e l’hanno scortata fino alla propria abitazione assicurandosi che non avesse contatti con alcuno lungo il tragitto e che si ritirasse in casa (Fonte SkyTG24).

Conte e il Natale. Ci vuole la teologia di Stato per fare il lockdown?
Conte ha detto agli italiani che il Natale “non è solo festa e regali, ma anche un momento di raccoglimento spirituale”. Deve dirlo un presidente del Consiglio?
di Renato Farina
Il Sussidiario, 14 novembre 2020

“Natale non è solo festa e regali, ma anche un momento di raccoglimento spirituale, e farlo con tantissime persone non viene troppo bene”. Queste le parole di Giuseppe Conte. Potrebbe essere un pensierino di un bimbo delle elementari, e la maestra gli darebbe benino, un sei in terza elementare, almeno ai miei tempi non di più, con un commento tipo: più concreto, spiega secondo te quando si è in troppi, fa’ degli esempi la prossima volta. Se fosse la sintesi di un tema di prima media il giudizio sarebbe: concetti banali, sforzati di riflettere di più.
Il problema è che Giuseppe Conte non è il Peppino seduto al banco davanti a nostro nipote, ma ha espresso queste idee in quanto premier. E – lo dico francamente – in un momento così drammatico, cercare di consolare con caramelle colorate gente che soffre, con annesso il consiglio della sera, mette una tristezza infinita. Non perché abbia detto per forza qualcosa di sbagliato, un’opinione vale l’altra, ma perché altro è desiderabile da un presidente del Consiglio. Sia diretto, sia franco, non costruisca una predica su misura per abbellire decisioni che non sono state ancora comunicate agli italiani.
Infatti Conte qui invece di fare politica, di spiegare con serietà le ragioni di sacrifici inusitati, pretende di imporre una teologia di Stato da quattro soldi. Egli invia, senza che ci sia l’ombra di alcun Dpcm che oggi imponga qualche restrizione per dicembre, un messaggio per il Natale sostituendosi al Papa in una sorta di delirio teocratico, profetizzando implicitamente numeri infausti e conseguenti penitenze che praticate in solitudine convinceranno il virus a usarci misericordia. Come ha detto con superficialità il sottosegretario alla Salute (sic) Sandra Zampa, il Natale dovrà vedere raccolti insieme soltanto parenti di primo grado. Cioè coniugi e un figlio. Perché i figli tra loro (fratello e sorella sono di 2° grado). Nessuna nonna. Invece di fare prediche, e pretendere meditazioni solitarie dagli italiani, perché in tanti non vengono bene, si dica semplicemente la verità sull’esigenza di prudenza, sulla necessità di preservare da contatti a rischio anziani e fasce deboli, ma non si proponga una pratica di ascetica leggera, una regola per certosini o per stiliti del deserto.
Luigi Einaudi propose un libro con i suoi articoli e discorsi intitolato Prediche inutili, ma ironizzava. Qui siamo ai pistolotti di Laqualunque.
Non può funzionare un governo paternalista di questo tipo. A Cesare non tocca rompere le scatole al nostro rapporto con Dio.

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