A Torino una catena di preghiera contro la pandemia

Una catena di preghiera contro la pandemia: la propone mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e amministratore apostolico di Susa con l’intenzione di innalzare una ‘preghiera al Signore, alla Madonna e a tutti Santi Patroni dei nostri santuari e delle parrocchie, dei Monasteri e degli Istituti Religiosi, nelle diocesi di Torino e di Susa’, da oggi fino a Natale, anche in streaming.

Nel sito della diocesi così è illustrata l’iniziativa, partendo dalla sollecitazione che Gesù fa agli apostoli nel vangelo di Matteo: “Il riacutizzarsi della pandemia in particolare anche nella nostra Regione», scrive mons. Nosiglia, ci deve impegnare a pregare ancora di più di quello che già facciamo, ricordando l’invito del Signore: ‘Chiedete e Vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto’. Per questo motivo, ho indetto una speciale preghiera del Santo Rosario per sabato 7 novembre prima della Messa vespertina.

Chiedo di promuovere questa preghiera secondo lo schema offerto dall’Ufficio Liturgico diocesano, che comprenda dunque la recita del santo Rosario con la conclusione della recita della preghiera che abbiamo a suo tempo indicato come diocesana, e la santa Messa, in modo da unire insieme in una catena la nostra supplica al Signore, ai Santi patroni delle nostre comunità e a Maria santissima in particolare. Per impetrare la grazia di liberarci da questa pandemia, dare forza e speranza ai malati di questo virus, sostegno alle loro famiglie, aiuto agli operatori sanitari e ai cappellani degli ospedali e case di riposo”.

L’intenzione di preghiera dell’arcivescovo ha come sollecitazione quella di evitare anche le proteste violente: “Preghiamo anche perché la comune lotta contro il coronavirus non esasperi gli animi ed eviti ogni forma di protesta violenta, ma promuova la ricerca di vie e modalità concrete di sostegno e aiuto alle categorie più penalizzate, salvaguardi il lavoro fonte prima e necessaria per la vita delle famiglie e di ogni persona e favorisca vie di solidarietà, di giustizia e di pacificazione nella nostra società.

Questa iniziativa potrà ripetersi ogni sabato, prima della Messa vespertina, fino alla festa di Natale. Voglia il Signore accogliere questo impegno come segno di fede in Lui e di amore a tanti nostri fratelli e sorelle che soffrono a causa della pandemia, verso i quali oltre al suo aiuto conta molto anche la nostra solidarietà e condivisione”.

Inoltre ha sottolineato che nel dpcm del 3 novembre, che divide l’Italia in tre zone, che per quanto riguarda le celebrazioni eucaristiche le regole sono sempre quelle decise nei mesi scorsi:

“Nel Decreto non c’è alcuna nuova richiesta in merito, né dalla CEI è giunta alcuna precisazione ufficiale. Pertanto, nulla è stato modificato sul piano delle celebrazioni e della catechesi che sono consentite. Si tenga presente inoltre che nell’allegato 1 del nuovo DCPM rimane ancora la norma del 7 maggio 2020 circa la sospensione delle Cresime che, però, è stata superata già nella precedente intesa CEI”.

Quindi tutte le celebrazioni eucaristiche possono svolgersi secondo le consuete norme anti covid 19: “Tutte le celebrazioni delle messe, dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, del matrimonio, delle confessioni, dei funerali in chiesa continuano a essere permesse, tenendo conto delle norme anti-contagio (distanziamento di almeno un metro, mascherina, igienizzazione delle mani e sanificazione del locale). Per i funerali, oltre la celebrazione in chiesa, è consentita anche la benedizione della salma al cimitero, mentre sono vietate le processioni di qualunque tipo.

Tutte le attività pastorali programmate (catechesi dell’iniziazione cristiana e di altro tipo, attività dell’Oratorio ecc.) sono ammesse nel rispetto del protocollo già pubblicato. Spetta al parroco decidere l’eventuale sospensione di particolari attività o di celebrazioni (soprattutto Cresime e prime Comunioni) qualora vi siano difficoltà da parte delle famiglie.

Per quanto attiene agli altri incontri dei Consigli Pastorali (diocesano e parrocchiali) e Presbiterale o di gruppi più numerosi è bene che al momento siano sospesi o fatti su piattaforma web.

Infine ha sottolineato che possono essere celebrati i sacramenti: “Per quanto riguarda gli spostamenti non ci sono divieti alla partecipazione dei fedeli alle celebrazioni delle messe (sia feriali che festive), delle cresime (in particolare per i padrini/madrine), della prima comunione e di altri sacramenti.

Non si può però fare la festa anche a casa con parenti e amici dopo le celebrazioni. E’ anche permesso portare le comunioni ai malati, attenendosi sempre alle norme generali prescritte”.

(Foto: Diocesi di Torino, prima del Covid 19)

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