Polonia sotto assedio dell’estrema sinistra. Al grido di “questa è guerra” all’attacco di Częstochowa. Ignavia dell’Europa è inaccettabile

Mentre la Polonia è sotto assedio di facinorosi dei collettivi d’azione di sinistra, che hanno preso le chiese cattoliche nel mirino, stasera l’estrema sinistra al grido di “to jest wojna” (questa è guerra) ha dato assalto a Czestochowa, la città del monastero della Madonna Nera di Jasna Góra, il simbolo della fede cristiana e della nazione polacca.

Częstochowa, 28 ottobre 2020. I collettivi d’azione di sinistra in azione (Foto di Grzegorz Skowronek/Agencja Gazeta).

Intanto, Europa fa finto di non capire e non solo rimane in silenzio di fronte all’attacco ad uno Stato membro dell’Unione Europea, la Polonia, che sta subendo atti di barbarie, di vandalismo e di assalti alle chiese cattoliche, ma lode pure le aggressioni da parte di coloro che attaccano la Chiesa Cattolica Romana in Polonia, considerata complice della Corte Costituzionale polacca nell’impedire la legalizzazione totale dell’aborto.

Częstochowa, 28 ottobre 2020. I collettivi d’azione di sinistra in azione (Foto di Piotr Ciastek).

Però, come abbiamo riferito ieri 27 ottobre, dei cattolici polacchi hanno deciso di opporre resistenza [Cattolici in Polonia formano una “Guardia Nazionale” per difendere le chiese e la Polonia contro una nuova “rivoluzione bolscevica”] agli assalti ai luoghi di culto che si sono consumati domenica scorsa – con Messe interrotte e scritte, cori, cartelli blasfemi di fronte e all’interno delle chiese – che sono proseguiti anche nei giorni successivi.

Częstochowa, 28 ottobre 2020. I collettivi d’azione di sinistra in azione (Foto di Piotr Ciastek).

Oggi, 28 ottobre Federico Cenci [1] ha scritto su iFamNews.com, il sito di International Family News-IFN [2]: “Liquidare questi fatti come innocue manifestazioni di dissenso sarebbe una omissione grave. La campagna oramai travalica il tema specifico della sentenza, e si conforma piuttosto come un tentativo di colpire a morte le radici culturali e spirituali, nonché le istituzioni del Paese. Esageriamo? Niente affatto. Un rapporto dei servizi segreti tedeschi rivelava, già l’estate scorsa, gli intenti eversivi della Sinistra estrema polacca. E oggi sono gli stessi propugnatori di questa campagna violenta a rivendicarne la finalità. Uno degli hashtag che stanno rilanciando su Twitter è #ToJestWojna, ovvero «Questa è guerra».

Częstochowa, 28 ottobre 2020. I collettivi d’azione di sinistra in azione (Foto di Piotr Ciastek).

La plastica rappresentazione del nefasto proposito la sta offrendo ora la città di Częstochowa, congestionata da un interminabile fiume di manifestanti diretto – secondo fonti locali – al santuario di Jasna Góra, dove è custodita l’immagine della Madonna Nera, simbolo della devozione polacca ed europea. È qui che si dirigono, con fare belligerante, i nemici della cattolicità di ogni epoca: il volto della Madonna ne porta i segni, sfregiato da un colpo d’ascia nel 1430. La Santa Vergine ne ha visti sfilare tanti di nemici. Ma ha sistematicamente visto esaurirsi le loro mire al cospetto della sua grandezza. Accadrà anche stavolta. Per quanto copiose siano le orde dei nemici, ferma e risoluta è anche la risposta del popolo cristiano, che si pronuncia con le preghiere e si materializza con la difesa fisica degli edifici sacri. Parrocchiani, gruppi organizzati del tifo calcistico, militanti di partiti conservatori e nazionalisti, semplici cittadini si sono stretti attorno alle chiese, a Jasna Góra e in tutta la Polonia, per impedirne l’assalto. Il loro impegno è provvidenziale. L’ignavia dell’Europa inaccettabile”.

Częstochowa, 28 ottobre 2020. I collettivi d’azione di sinistra in azione (Foto di Piotr Ciastek).

[1] Federico Cenci dal 2013 al 2017 ha lavorato all’agenzia cattolica di stampa Zenit occupandosi di temi sociali e religiosi, bioetica, politiche familiari, nonché politica interna ed internazionale. Ha quindi proseguito l’attività con In Terris e attualmente con vari giornali e periodici. Nel 2020 ha scritto il romanzo “Berlino Est 2.0 – Appunti tra distopia e realtà”.

[2] iFamNews è un progetto dell’International Organization for the Family (IOF), animato dal desiderio di dare vita al primo strumento informativo pro family e pro life davvero mondiale. Proprio come raccoglie decine di migliaia di leader di tutto il mondo attorno al World Congress of Families (WCF), così, con questa iniziativa editoriale, la IOF punta a creare una comunità globale di lettori online di cui diventare la fonte d’informazione privilegiata.

Foto di copertina: Częstochowa, 28 ottobre 2020. I collettivi d’azione di sinistra in azione (Foto di Piotr Ciastek).

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