Liliana Segre: da domani non potrai più andare a scuola

‘Da domani non potrai più andare a scuola’: aveva 8 anni e sedeva a tavola con il papà e i nonni, la bambina Liliana Segre, quando le leggi razziali irruppero nella sua ‘piccola vita’; un destino che la insegue ancora oggi: “Chiesi subito: perché?.. Ricordo gli sguardi mentre cercavano di spiegarmi che eravamo ebrei e per gli ebrei c’erano nuove leggi’.

Così Liliana Segre ha iniziato il suo ultimo intervento pubblico davanti ai ragazzi venuti alla Cittadella della Pace di Arezzo: “Nel mio racconto c’è la pena, l’amore, la pietà, il ricordo struggente di quella che ero allora, e di cui oggi sono la nonna”.

Nel messaggio di saluto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’ha ringraziata per la testimonianza: “La Costituzione è stata scritta avendo davanti agli occhi le tragiche vicende che hanno coinvolto anche Liliana Segre da ragazza ed è stata approvata con la ferma determinazione di non permettere che i mostri del totalitarismo e dell’antisemitismo, che avevano devastato l’Europa pochi anni prima, potessero ancora avvelenare l’Italia, il nostro Continente e il mondo”.

Si è poi rivolto ai ragazzi affidando il patrimonio della libertà: “Mai più privazione della libertà, mai più guerre di aggressione, mai più negazione dei diritti umani, mai più razzismo, odio, intolleranza: questa era la comune volontà dei padri costituenti. E’ merito loro se la nostra Repubblica è fondata su principi di grande valore: democrazia, libertà, uguaglianza, centralità della persona umana, pace e giustizia tra le Nazioni. A voi viene affidato per il futuro questo patrimonio”.

Il racconto di Liliana Segre è ad ‘alta tensione, iniziando dalla fuga verso la Svizzera: “Eravamo salvi. Ma lì incontrammo l’uomo che obbediva agli ordini… Con le armi ci ricondusse a quella rete che tra tanto pericolo avevamo raggiunto. Io sono stata clandestina, sono stata richiedente asilo, sono stata respinta”.

A 13 anni entra nel carcere di San Vittore a Milano, 40 giorni nella cella 202 con il padre: “Ragazzi, non pensiate che i genitori siano sempre fortissimi, non siate avari di abbracci, a volte siete voi i più forti, io desideravo proteggere mio papà… Quando lo interrogavano, aspettavo ore in cella e diventavo vecchia: lui tornava ed era mio figlio, io lo abbracciavo”.

Da Milano ad Auschwitz: “La spianata di neve, una babele di lingue che non capivo, donne scheletro rasate che scavavano buche e portavano sassi sulle spalle… Non avevo ancora studiato Dante, ma poi in futuro ho capito che eravamo i dannati. Pensai di essere impazzita, che luogo era quello? Non era l’effetto di un momento di rabbia, era un luogo pensato a tavolino, ingegneri, muratori, artigiani lo avevano organizzato così”.

Nel lager si perde l’umanità: “Volevano che fossi disumana e io non mi voltavo a guardare i mucchi di cadaveri, né le bambine ungheresi arrivate dopo di me e andate direttamente al gas. Ero lì col mio corpo sempre più orribile, non più donna, senza mestruazioni, senza più seno, e allora se si vuol vivere bisogna astrarsi”.

Il  giudizio sulle ‘leggi razziali’ di Mussolini non lascia diritto di replica: “Se qualcuno legge a fondo le leggi razziali fasciste una delle cose più crudeli è stato far sentire invisibili i bambini. Molti miei compagni non si accorsero che il mio banco era vuoto”.

Dopo la testimonianza i giovani hanno partecipato a ‘YouTopic Fest’, il festival internazionale dedicato al tema del conflitto che ogni anno fa incontrare  giovani della Cittadella della Pace per creare occasioni per riflette sul conflitto a tutti i livelli, imparare ad abitarlo e trasformarlo in un’opportunità creativa e generativa, come ha sottolineato Gala Ivkovic ex studentessa di Rondine e project manager di Itaca aprendo i lavori:

“Questi giovani hanno accolto in pieno l’importanza dello sviluppo sia individuale che collettivo e hanno pensato insieme, creato, e realizzato i loro progetti di impatto sociale: i veri e propri frutti di ciò che fa Rondine, trasformare conflitti e generare impatto. Solo in questo modo oggi si può creare il futuro”.

(Foto: Rondine – Cittadella della Pace)

89.31.72.207