In anticipo all’Italia, sul territorio dello Stato della Città del Vaticano e nelle zone extraterritoriali disposto l’obbligo della mascherina anche all’aperto

In data odierna, 6 ottobre 2020 la Segreteria Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ha diffuso via Email una Lettera del Segretario Generale, comunicando altra disposizione ufficiale del Presidente del Governatorato, che non è un sommergibile, in quanto tutti possono vedere e leggere la disposizione. In questo modo lo Stato della Città del Vaticano anticipa l’attesa decisione del Presidente del Consiglio dei ministri di estendere l’obbligo della mascherina anche all’aperto – già in vigore in alcune Regioni con Ordinanza dei rispettivi Governatori – a tutto il territorio italiano.

Oltre disporre l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto “laddove il distanziamento non può essere sempre garantito”, viene “fortemente raccomandato, in tutti i contatti sociali, utilizzare oltre alle mascherine, tutte le altre misure di protezione individuale igienico-sanitarie previste”. Manca solo l’indicazione delle sanzioni… come nella Repubblica italiana (anche con multe salate).

Infine, il Segretario Generale del Governatorato S.C.V. comunica – per la prima volta – che “la Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato (…) vigilerà, anche attraverso la collaborazione con il Corpo della Gendarmeria, affinché ogni individuo sia responsabile e ottemperi alla norma”.

Da notare sotto lo stemma della carta intestata che il protocollo non porta più sigla con l’acronimo AS delle disposizioni precedenti, ma per esteso si legge “Archivio di Stato”. Viene così data conferma a quanto detto da noi in precedenza proprio in merito a tale sigla nel protocollo. Riportiamo di seguito la Email e la Lettera.

Stato della Città del Vaticano
Governatorato
Il Segretario Generale

ARCHIVIO DI STATO
14813/06-0TT-2020

Città del Vaticano, 6 ottobre 2020

AI SUPERIORI E RESPONSABILI
DEGLI ORGANISMI ED ENTI DELLA SANTA SEDE E
DEL GOVERNATORATO DELLO S.C.V.

Si comunica che su disposizione del Cardinale Presidente del Governatorato S.C.V. è fatto obbligo, nel territorio dello Stato della Città del Vaticano e nelle zone extraterritoriali, indossare quotidianamente la mascherina nei luoghi all’aperto e in tutti i luoghi di lavoro laddove il distanziamento non può essere sempre garantito.
In tutti gli ambienti questa norma deve essere costantemente rispettata. È, inoltre, fortemente raccomandato, in tutti i contatti sociali, utilizzare oltre alle mascherine, tutte le altre misure di protezione individuale igienico-sanitarie previste.
La Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato è sempre disponibile per ogni esigenza di chiarimento e vigilerà, anche attraverso la collaborazione con il Corpo della Gendarmeria, affinché ogni individuo sia responsabile e ottemperi alla norma.
Grato per l’attenzione, l’occasione mi è gradita per porgere cordiali saluti.

+ Fernando Vérgez, L.C.
Segretario Generale

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Lo Stato della Città dal Vaticano prende atto di “un netto incremento dei contagiati” dal virus cinese di Wuhan e diffonde una comunicazione della Direzione di Sanità ed Igiene – 29 settembre 2020

Postscriptum

Alla luce di tale disposizione ufficiale, per la quale il rispetto della normativa sul territorio dello Stato della Città del Vaticano e nelle zone extraterritoriali viene affidato alla Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato in collaborazione con il Corpo della Gendarmeria S.C.V. (sempre del Governatorato), c’è da chiedersi se durante l’udienza generale di domani mercoledì 7 ottobre anche il Santo Padre si atterrà a tale disposizione, poiché in Vaticano le disposizioni non sono mai uguali per tutti. proprio come i “mi dicono” non sono mai uguali per tutti. Ricordiamo mentre il Papa chiede ai cattolici di obbedire alle indicazioni sanitarie dei governi ma poi si rifiuta categoricamente di indossare la mascherina quando incontra i fedeli a distanza ravvicinata. In passato non ha indossato la mascherina neanche in occasione di celebrazione nella Basilica di San Pietro, dove vige l’obbligo per tutti di indossare il dispositivo di protezione individuale.

++++ AGGIORNAMENTO, 7 SETTEMBRE 2020 ++++
La risposta.

Udienza Generale, 7 settembre 2020. Il Comandante del Corpo della Gendarmeria SCV (a destra), l’Aiutante di Camera (a sinistra) e il Capo di Stato dello Stato della Città del Vaticano (al centro, in bianco) sprovvisti dal dispositivo di protezione individuale (Foto Daniel Ibanez/ACI group).
Udienza Generale, 7 settembre 2020. Dietro il Papa: il Comandante del Corpo della Gendarmeria SCV (a destra), l’Aiutante di Camera (al centro), il Comandante della Guardia Svizzera Pontificia (a sinistra) e il Capo di Stato dello Stato della Città del Vaticano (al centro, in bianco) sprovvisti dal dispositivo di protezione individuale. Idem per il Fotografo pontificio a destra della foto (Foto Daniel Ibanez/ACI group).

Staremo anche a vedere quando questo tipo di disposizioni verranno reso note anche ufficialmente attraverso una Comunicazione della Sala Stampa della Santa Sede.

Arrivate in Vaticano le mascherine dalla Jinde Charities (Cina)
SIR, 1° aprile 2020 (e non era un pesce d’aprile)

“Santo Padre, durante l’epidemia, abbia cura di se stesso!”. Con questo messaggio, uno stock di 100mila mascherine inviate dai cattolici cinesi in Vaticano e in Italia sono arrivate a Roma e a Milano. Gli aiuti sanitari comprendono anche guanti, gel igienizzanti e camici. Sono stati raccolti e donati dalla Jinde Charities, la rete caritativa legata alla Chiesa cattolica della Repubblica popolare cinese che ha sede a Shijizhuang City nella Provincia di Hebei. L’organizzazione, fondata da padre John Baptist Zhang, era riuscita a distribuire, con il supporto della Caritas tedesca, dispositivi per la protezione individuale agli operatori che erano impegnati in prima linea contro il contagio. Con l’allentamento del contagio in Cina e in particolare a Wuhan, l’organizzazione ha voluto in qualche modo contraccambiare gli aiuti arrivati dall’Italia durante l’emergenza e soprattutto le 700mila mascherine sanitarie donate da Papa Francesco. “Quando Wuhan era in piena emergenza, abbiamo ricevuto donazioni amorevoli da tutto il mondo. Ma ora ci sono ancora molti Paesi che mancano di forniture protettive e dovremmo dare una mano”. Il materiale sanitario è arrivato con un volo dall’aeroporto di Xiamen (Cina). Una parte è stato trasferito nel magazzino del comune della provincia di Monza e Brianza e sarà utilizzato da Caritas Ambrosiana per la gestione delle emergenze. Un’altra parte è arrivata alla Farmacia vaticana.
Il carico inviato in Vaticano è accompagnato da un messaggio di padre John Baptist Zhang a Papa Francesco: “Negli ultimi tre mesi, al fine di contrastare l’epidemia in Cina e all’estero, ci siamo occupati dei dispositivi di protezione tutti i giorni, quindi abbiamo imparato qualcosa di più sulla funzione delle mascherine. Le normali mascherine protettive chirurgiche possono bloccare la diffusione di vari germi”. E ancora: “il Coronavirus non conosce confini nazionali, razze, uomini e donne, ricchi o poveri, quindi è necessario eliminare la fonte dell’infezione, proteggere sé stessi, proteggere i parenti, gli amici e gli altri. Non è una questione culturale o di abitudine o meno, è una questione di vita o di morte”. La Jinde chiede di non ridicolizzare chi usa la mascherina e si rivolge ai leader politici europei e a chi si prende cura del Papa a Casa Santa Marta perché usino le necessarie protezioni senza esitazione e, soprattutto, senza sottovalutarne l’importanza. “Santo Padre, lo faccia per noi, 1,3 miliardi di credenti cattolici in tutto il mondo: La preghiamo di prendere cura di se stesso!”.

Foto di copertina: Invece, queste sono mascherine inviate in Cina dalla Santa Sede. “Dal Vaticano sono state spedite in Cina alcune centinaia di migliaia di mascherine per aiutare a limitare la diffusione del contagio da coronavirus. Le mascherine sono state destinate alle province di Hubei, Zhejiang e Fujian. Si tratta di un’iniziativa congiunta dell’Elemosineria Apostolica e del Centro Missionario della Chiesa Cinese in Italia, con la collaborazione della Farmacia Vaticana” (Sala Stampa della Santa Sede, 3 febbraio 2020).

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