L’approfondimento. Intervista di Cazzullo al Cardinale Ruini: “La Chiesa italiana è in declino. Criticare Papa Francesco? Non vuol dire essergli contro”

L’editorialista del Corriere della Sera Aldo Cazzullo fa presente al Cardinale Camillo Ruini che il nuovo libro di Massimo Franco parla del declino politico-culturale della Chiesa italiana e gli chiede se è d’accordo. L’ex Presidente della Conferenza Episcopale Italiana risponde: «Sì, purtroppo. La dimensione culturale è strettamente legata alla fede e la dimensione politica ha un’ovvia connessione con quella culturale. Questo declino non può non preoccupare. Occorre reagire: un compito che spetta ai laici credenti, ma anche alla Chiesa come tale. Oggi è più difficile di qualche anno fa; ma non è impossibile».

Poi Cazzullo gli chiede se ha la sensazione che i temi storicamente cari ai cattolici, a cominciare dalla difesa della vita e della famiglia, non facciano più parte dell’agenda politica e Ruini risponde: «Direi che ne fanno parte assai meno di prima. Ma non sono spariti, e nemmeno lo potrebbero: nel contesto dell’Occidente contemporaneo sono inevitabilmente oggetto di dibattito. È di pochi giorni fa una buona notizia, almeno dal mio punto di vista: la Santa Sede ha ribadito con forza il rifiuto dell’eutanasia».

Quindi, la domanda sul caso contingente: Qualche guaio però in Curia gli italiani l’hanno combinato. Che idea si è fatto del caso Becciu? «Non ho elementi per una mia valutazione personale. Vorrei dire però che i mezzi di comunicazione sono comprensibilmente attenti alle vicende negative; ma esiste nella Chiesa una moltitudine di persone e di comportamenti che sono invece decisamente positivi, e che la gente conosce perché ne fa esperienza. Per questo la Chiesa è sopravvissuta nei secoli alle sue peggiori crisi», osserva il Cardinale Ruini. Però nella Chiesa la corruzione esiste, ribatte Cazzullo e Ruini conferma: «La corruzione, specialmente in alto loco, è una delle più gravi piaghe della Chiesa. Da giovane pensavo che si trattasse di un problema del passato ormai remoto; ma mi illudevo. Continuo a sperare che ne usciremo, con l’aiuto di Dio e facendo ciascuno la propria parte».

Poi Cazzullo chiede: Esiste un movimento conservatore internazionale contro Francesco? E il Cardinale Camillo Ruini risponde: «In qualche modo, esiste; ma ha varie accentuazioni e sfaccettature. Solo pochi possono davvero essere considerati “contro” Papa Francesco: ad esempio, non tutti coloro che hanno formulato qualche critica con intenti costruttivi».

Sono parole in cui echeggia quanto detto a Massimo Franco dal Cardinale Gerhard Ludwig Müller, già Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, nella famosa intervista sul Corriere della Sera del 26 novembre 2017: «(…) come diceva il teologo del Cinquecento, Melchior Cano, i veri amici non sono coloro che adulano il Papa ma quelli che lo aiutano con la verità e la competenza teologica ed umana. In tutte le organizzazioni del mondo i delatori di questa specie servono solo se stessi».

Poi, dopo le domande sulle questioni ecclesiali ed ecclesiastiche, Aldo Cazzullo sposta la sua lente sulla politica italiana.

C’è spazio oggi in Italia per un partito dei cattolici? Magari al seguito del premier Conte…
Ruini: «Non vedo uno spazio del genere. I cattolici devono puntare sui contenuti dell’azione politica, individuati anche alla luce di una visione cristiana dell’uomo e della società; e devono collaborare con chi, cattolico o no, condivide tali contenuti. Oggi purtroppo in larga misura manca proprio l’attenzione a una visione cristiana».

Lei un anno fa disse al Corriere che con Salvini bisognava dialogare. L’hanno molto criticata per questo. Si è pentito? Ora Salvini appare un po’ ridimensionato…
Ruini: «Non mi sono pentito affatto. Dialogare bisogna. A Salvini e a Giorgia Meloni, che adesso meritatamente è sulla cresta dell’onda, vorrei dire che se vogliono fare il bene del Paese e arrivare al governo devono sciogliere il nodo dei loro rapporti con le forze che sono stabilmente alla guida dell’Unione europea».

Lei cos’ha votato al referendum sul taglio dei parlamentari? È stata una vittoria dell’antipolitica?
Ruini: «Ho votato No. È stato un successo del desiderio, comprensibile ma ingenuo, di ridurre i costi della politica» [Mi fa piacere di sentirlo da un personaggio dello spessore e dell’acutezza di mente come il Cardinale Camillo Ruini. Anch’io ho votato No, di cui non ho fatto mistero prima della votazione, avendo fatto un lavoro di comunicazione sulla motivazione. V.v.B.]

Ora si parla del ritorno a una legge elettorale proporzionale. Lei cosa ne pensa?
Ruini: «È una proposta sbagliata e soprattutto pericolosa. Fin dall’inizio la nostra Repubblica ha avuto seri problemi di governabilità. Quando De Gasperi aveva la maggioranza assoluta dovette affrontare una crisi di governo all’anno, perché non solo ogni partito ma ogni corrente si sentiva libera di pretendere sempre più spazio. È facile immaginare cosa accadrebbe adesso, quando nessuna forza politica può aspirare all’autosufficienza».

Sarebbe meglio una legge maggioritaria?
Ruini: «Penso di sì. A mio parere, il maggioritario è stato il principale tra i pochi progressi della Seconda Repubblica».

L’intervista completa sul Corriere di oggi e su Corriere.it: QUI.
È sempre un piacere di ascoltare l’umanità, con l’intensità pungente e profondità di pensiero del Cardinale Camillo Ruini, che è stato un grande Cardinal vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma, Segretario Generale e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Presidente del Progetto culturale della Chiesa italiana (che fu…) e Presidente della Commissione internazionale di inchiesta su Međugorje.

Postilla

“Un’intervista molto significativa. Non solo per i contenuti ed i giudizi espressi da Ruini (che, in fondo, non dice nulla di particolarmente nuovo) ma per il diverso atteggiamento del Corriere nei suoi confronti: questo sì nuovo. L’establishment dell’informazione italiana sta prendendo le distanze da questo Papa, fin’ora protetto dalla costruzione di un immagine mediatica che ben poco aveva a ne fare con le sue azioni” (Antonio Caragliu).

89.31.72.207