La settimana con Papa Francesco, leggete la Bibbia e amate il multilateralismo

“Penso spesso all’esperienza che può fare oggi un giovane entrando in una libreria della sua città, o in un sito internet, e cercandovi il settore dei libri religiosi. È un settore che, quando esiste, nella maggior parte dei casi è non solo marginale, ma sguarnito di opere sostanziose”.

Per Papa Francesco è una questione seria, di formazione ma anche di fede. E lo scrive nella lettera con la quale celebra i 1600 anni della morte di San Girolamo, l’autore della Vulgata la traduzione latina della Sacra Scrittura. 

Girolamo amava i libri, le biblioteche, era poliglotta e questo lo rendeva uno studioso, la sua conoscenza dell’ebraico gli permise di perfezionare le traduzioni già esistenti, la Afra e la Italica che pure era molto apprezzata dal suo contemporaneo Agostino. 

E purtroppo, scrive il Papa, la ricchezza della Scrittura è “da molti ignorata o minimizzata, perché a loro non sono state fornite le basi essenziali di conoscenza”.

Certo i giovani non trovano molto su internet nemmeno nelle biblioteche: “Uno dei problemi odierni, non solo della religione, è l’analfabetismo: scarseggiano le competenze ermeneutiche che ci rendano interpreti e traduttori credibili della nostra stessa tradizione culturale”. E allora ecco l’esempio di Girolamo “inquieto giovane” che “come il personaggio della parabola di Gesù, vendette tutto quanto possedeva per acquistare «la perla di grande valore»”.

E in molte famiglie cristiane nessuno si sente in grado, come invece è prescritto nella Tôrah, “di far conoscere ai figli la Parola del Signore, con tutta la sua bellezza, con tutta la sua forza spirituale” scrive il Papa “per questo ho voluto istituire la Domenica della Parola di Dio incoraggiando la lettura orante della Bibbia e la familiarità con la Parola di Dio Ogni altra manifestazione di religiosità sarà così arricchita di senso, sarà guidata nella gerarchia di valori e sarà indirizzata a ciò che costituisce il vertice della fede: l’adesione piena al mistero di Cristo”.

E ‘è poi un valore speciale nel tradurre come fece Girolamo, perché “la traduzione non è un lavoro che riguarda unicamente il linguaggio, ma corrisponde, in verità, a una decisione etica più ampia, che si connette con l’intera visione della vita. Senza traduzione, le differenti comunità linguistiche sarebbero nell’impossibilità di comunicare tra loro; noi chiuderemmo gli uni agli altri le porte della storia e negheremmo la possibilità di costruire una cultura dell’incontro”.

Girolamo era legato a Roma, alla Cattedra di Pietro “e anche quando le invidie e le incomprensioni lo hanno forzato a lasciare l’Urbe, è rimasto sempre fortemente legato alla cattedra di Pietro.

Per Girolamo, la Chiesa di Roma è il terreno fecondo dove il seme di Cristo porta frutto abbondante. In un’epoca convulsa, in cui la tunica inconsutile della Chiesa è spesso lacerata dalle divisioni tra i cristiani, Girolamo guarda alla cattedra di Pietro come punto di riferimento sicuro”.

Nei giorni scorsi il Papa ha salutato i dirigenti dell’ Ispettorato di Pubblica sicurezza italiana che si occupano della sicurezza di Piazza San Pietro in collaborazione con la Città del Vaticano e compie 75 anni: “la mia riconoscenza – ha detto loro il Papa-si estende anche al vostro impegno di accompagnarmi durante gli spostamenti a Roma e nelle visite a diocesi o comunità in Italia. Un lavoro difficile, che richiede discrezione ed equilibrio, per far sì che gli itinerari del Papa non perdano il loro specifico carattere di incontro col Popolo di Dio”.

Aveva anche celebrato la Gendarmeria vaticana che il 29 settembre festeggia San Michele che ne è patrono, con una messa e nella omelia il Papa ha detto :”La vostra autorità è nel servizio: mettere dei limiti, fare che le cose si compiano, ma nel servizio, nella carità, nell’amabilità. E questa è una grande vocazione vostra”.

Alle Nazioni Unite in un lungo videomessaggio il Papa ha invece ricordato l’importanza del multilateralismo. Per il Papa i percorsi che il mondo può seguire sono due: un rafforzamento del multilateralismo o l’attitudine all’autosufficienza. Evidente quale segue la Santa Sede. 

Diversi gli incontri con opere di assistenza e carità nella settimana, dal Circolo di San Pietro agli ospiti del Centro per l’autismo “Sonnenschein” in Austria. 

Udienza  per il Presidente Polacco Duda e per il Katolichos armeno Karekin II, ma nessun incontro invece con il Segretario di Stato Usa Mike Pompeo che si è accontento di incontrare Parolin e Gallagher perché negli States ci saranno le elezioni a breve. E nessuna udienza anche per il cardinale Zen Ze Kiun che era a Roma quasi in fuga da Hong Kong. Il cardinale ha lasciato un plico per il Papa. “Immagino che abbia tanto da fare” ha detto gentilmente.

Altra storia in corso quella tra il Cardinale (che non va in conclave) Angelo Becciu e il cardinale appena tornato a Roma George Pell, dopo essere stato scagionato dalle accuse in Australia per scandali legati agli abusi sessuali. Cacciato Becciu con il quale non era davvero in sintonia ora cosa chiederà al Papa? 

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