L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, con la sua mentalità della cultura dello scarto, si scaglia contro il cimitero dei bambini mai nati

Nel cimitero Laurentino di Roma esiste un “Giardino degli Angeli”, uno spazio verde espressamente dedicato alla sepoltura dei bambini che non sono mai nati, a seguito di aborti spontanei o provocati, simbolicamente custodita da due statue raffiguranti due Angeli.
Il “Giardino degli Angeli” nacque con l’obiettivo di rispondere “alle richieste di chi vuole assicurare al proprio bambino non nato un luogo di sepoltura che in mancanza di richieste esplicite verrebbe smaltito come rifiuto ospedaliero”.

L’area di 600 metri quadri fu inaugurata il 4 gennaio 2012 dall’allora Vice sindaco di Roma Sveva Belviso, un progetto promosso dall’Assessorato alle Politiche sociali di Roma Capitale in collaborazione con l’AMA, che gestisce i cimiteri romani. Alla cerimonia inaugurale parteciparono anche il Presidente dell’AMA Piergiorgio Benvenuti, il Presidente del Municipio XII Pasquale Calzetta e il Vice parroco di San Romualdo Abate, il sacerdote indiano Don Saju Perumayan.

Più di otto anni dopo, nelle frasi che seguono, che si possono leggere su Twitter, emerge in tutta la sua intolleranza il fenomeno della cristianofobia in Italia e della disumanità pro aborto dell’UAAR, che calpesta il valore e la dignità della vita, dimostrando la sua mentalità di cultura dello scarto. La cosa più scandalosa è che l’irrazionale Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti può diffondere indisturbato la fake news su “un paese clericale e incivile. Che calpesta i diritti le donne”, su un social così veloce e severo nel censurare fake news (secondo i suoi criteri, ovviamente).

Ecco: “Emerge nella sua disumanità il fenomeno dei cimiteri dei feti, sepolti sotto religiose croci e arrivando ad apporvi il nome della donna che ha abortito, dopo averle strappato un consenso ben poco informato. La cosa più scandalosa è che le convenzioni stipulate con le organizzazioni integraliste che curano questi spazi sono legali. Già, viviamo in un paese clericale e incivile. Che calpesta i diritti le donne. L’Uaar vuole cambiarlo” (UAAR-Twitter, 29 settembre 2020).

Nel 2018 Papa Francesco ha trascorso il 2 novembre, il giorno in cui la Chiesa commemora tutti i defunti, al cimitero Laurentina di Roma, un terreno di circa 27 ettari, terzo tra gli undici cimiteri della Capitale, che sorge nel cuore dell’agro romano, a Trigoria. In quella occasione, prima di celebrare la Santa Messa, Papa Francesco ha visitato il “Giardino degli Angeli”.

La Chiesa nel Concilio Vaticano II ha proposto nuovamente all’uomo contemporaneo la sua dottrina costante e certa secondo cui “la vita, una volta concepita, dev’essere protetta con la massima cura; e l’aborto come l’infanticidio, sono abominevoli delitti”.

San Giovanni Paolo II disse una volta: “I bambini non nati vivono nel Signore”. Non siamo atei per grazia del Signore e noi cristiani crediamo nell’infinita misericordia del Padre Celeste che non abbandona i suoi figli, anche quelli morti prima di nascere che non hanno potuto ricevere il battesimo. Il documento della Commissione Teologica Internazionale “La speranza della Salvezza per i bambini che muoiono senza Battesimo” del 19 aprile 2007, che in conclusione ribadisce che “esistono forti ragioni per sperare che Dio salverà questi bambini, poiché non si è potuto fare ciò che si sarebbe desiderato di fare per loro, cioè battezzarli nella fede e nella vita della Chiesa”, dice che la Chiesa prega per loro, perciò sono nel cuore della Chiesa.

L’Istruzione Donum Vitae sul rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione della Congregazione della Dottrina della Fede, firmata il 22 febbraio 1987 dall’allora Prefetto Cardinale Joseph Ratzinger, con il consenso di Papa Giovanni Paolo II, ribadisce: “L’essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita”. La stessa Istruzione ha dato l’indicazione precisa per quanto riguarda i bambini non nati: “I cadaveri di embrioni o feti umani, volontariamente abortiti o non, devono essere rispettati come le spoglie degli altri esseri umani”.

Questa è e rimane la verità sull’umanità e il rispetto per l’essere umano, indifferentemente dal fatto che l’UAAR vuole cambiarla con la menzogna dello scarto.

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