Le vere ragioni del bergoglismo

È cominciato il chiacchiericcio sul caso Becciu. Ma c’è da scommettere che certa stampa – che inneggiava al “corrotto” – ad un certo punto rivolgerà le accuse contro il formulatore delle accuse.

Alla Santa Sede non hanno capito che l’obiettivo di certuni non è di moralizzare la Chiesa, ma solo di distruggerla. Tutto quello che serve per fare confusione, è funzionale a questo progetto.

Che chierici di lungo corso non riescano a capire questo, fa sollevare il legittimo sospetto o che siano persone del tutto inette (cosa non da escludersi) o che – ancora più gravemente – siano passati dalla parte di Giuda Iscariota.

La Chiesa non è nuova a movimenti eretici. Benedetto XVI – al momento la persona più colta della Chiesa Cattolica Romana, insieme al Cardinale Gerhard Ludwig Müller – nel famoso discorso del 2005 citò il Concilio di Nicea [QUI (video) e QUI (testo)], che vide soccombere Ario. La Chiesa di allora, disse, dovette sopportare un caos durato decenni.

La situazione attuale è il frutto di un processo drammatico, che ha interessato la Chiesa Cattolica Romana a partire dalla Rivoluzione francese. Le due campagne italiane napoleoniche hanno avuto come preminente interesse l’indottrinamento anticattolico dei giovani italiani. Indottrinamento che avevano già iniziato i marinai inglesi nella città di Livorno.

Quale che siano state le ragioni di quei tempi (non ultimo il passaggio da una economia agraria ad una industriale, con le conseguenti confische dei tanti patrimoni della Chiesa) al di là delle contingenze materiali, rimaneva e rimane la questione spirituale come preminente significato.

L’aggressione spirituale delle forze del male alla Sposa di Cristo si è dispiegata in una multiforme espressione. Finanche la questione italiana, ovvero il problema della riunificazione politica dell’Italia, si è tinta di connotati ideologici anticattolici. E ciò nonostante la didattica delle nostre scuole, in cui si tende a evidenziare il solo fenomeno politico e non i sottostanti spirituali.

Tale fenomeno, ben percepito da San Giovanni Bosco e non solo, ha avuto connotati così leopardeschi, che tutta la storia mondiale dell’800-900 si è fatta passare come uno scontro di interessi tra superpotenze e non come uno scontro spirituale tra forze contrapposte. È questa la menzogna degli storici del nostro tempo. La enciclica Aeterni Patris di Leone XIII (4 agosto 1879) articola in maniera minuziosa e lucidissima il problema sostanziale dello scontro spirituale, incredibilmente negato dai cattolici della eresia modernista, che sono giunti a dimenticare Gesù. È proprio questo punto, spirituale e non materiale, che contraddistingueva Gesù da Barabba, il Maestro dalla faziosità dei movimenti di liberazione ebraici.

Il marxismo è stato inventato proprio dalle forze del male anticattolico, non solo per opprimere i poveri – loro dicono liberarli – ma proprio per togliere all’uomo la essenza profonda della sua libertà, ovvero la spiritualità.

Leone XIII è ricordato non per la Aeterni Patris – che pochi conoscono – ma per la enciclica Rerum novarum (15 maggio 1891), che affronta il tema della tutela dei diritti dei lavoratori. Anche i cristiani si sono fatti carico sempre nella storia della Chiesa del problema della giustizia sociale. Ma hanno associato il problema della giustizia di questo mondo alla più generale e importante questione della vita eterna. Proprio la dimensione metafisica e metastorica ha sempre distinto i Cristiani da tutte le eresie cristiane e tutti i movimenti anticristiani di ogni tempo. E se vogliamo, anche dai fratelli ebrei, che sono più ancorati al mondo. Questa precipua libertà del Cristiano, ovvero il potere di sopravvivere a ogni ingiustizia – perché in fondo la vera vita è quella di dopo – gli ha consentito e gli consente di vedere la realtà con quel distacco che evidenzia la Verità.

Questo Papa è caduto nel tranello del laicismo anticristiano, nel tranello luterano di giudicare non in base alle scritture dei pensatori cattolici dei secoli passati, ma in base al soggettivismo moralista e ultimativo sulle presunte colpe, che non sta agli uomini giudicare. Non è un caso che poi simile caos teologico e religioso veniva risolto da Lutero nella teoria della predestinazione, la Salvezza secondo un disegno a noi imperscrutabile. In questo caos dottrinale di stampo chiaramente rivoluzionario – e che porrà le basi per la rivoluzione francese – l’uomo è sollevato da ogni possibilità autonoma di salvezza, e viene di converso invitato a giudicare per ristabilire una giustizia a lui imperscrutabile. È una classica e paradossale contraddizione, e le contraddizioni saranno il leitmotiv sostanziale del modernismo teologico.

L’ansia moralizzatrice di Bergoglio ci ricorda e ci fa pensare alla ghigliottina di Place la Concorde. E il titolo di Newsweek “Is the Pope catholic?” è una conclusione quasi scontata.

Ma la conversione toccherà il suo cuore?

Foto di copertina: Pittori di insegne pubblicitari posizionano le loro impalcature per continuare a dipingere un ritratto di Papa Francesco sul lato di un edificio di uffici a New York City, il 28 agosto 2015 prima della visita del Papa negli Stati Uniti a partire dal 22 settembre con soste a Washington DC, New York e Filadelfia (Foto di Mark Lennihan/AP).

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