Lo sconquassatore conquassando continua a sconquassare. Becciu CACCIATO, un cioccante clamoroso inaudito episodio di una lunga serie

Ieri sera, Sua Eminenza il Signor Cardinale Giovanni Angelo Becciu si è dimesso formalmente – in realtà è stato CACCIATO su due piedi nel corso di un incontro burrascoso, come da copione, seguendo le sorti di colui che fu suo fedele braccio destro nella sicurezza vaticana – da Prefetto della Congregazione delle Causa dei Santi e ha rinunciato ai diritti connessi al cardinalato. Lo comunica la Sala Stampa della Santa Sede alle ore 20.00 con una nota irrituale e inconsueta, la solita riga che clamorosamente dice tutto-niente e comunica in nulla: “Oggi, giovedì 24 settembre, il Santo Padre ha accettato la rinuncia alla carica di Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e dai diritti connessi al Cardinalato, presentata da Sua Eminenza il Cardinale Giovanni Angelo Becciu”.

Secondo quanto ha appreso l’agenzia Ansa, la decisione del Papa era stata comunicata poco prima dallo stesso Papa Francesco a Becciu in una udienza choc. Il cardinale rimasto senza i diritti del cardinalato fa affiorare una grande amarezza rispondendo all’agenzia Adnkronos dopo le dimissioni e della rinuncia ai diritti del cardinalato consegnate al Papa. “Preferisco il silenzio”, si limita a dire con voce spezzata.

Scrive Andrea Gagliarducci sull’agenzia ACI Stampa: “Tutto verrà chiarito in sede giudiziaria. Di certo, l’irrituale uscita di scena del Cardinale Becciu, senza che ci siano motivazioni ufficiali, lascia aperte molte questioni. Più che uno scandalo finanziario, siamo di fronte ad una crisi istituzionale”.

Il Cardinale Becciu era finito al centro dell’inchiesta sul palazzo londinese al 60 di Sloane Avenue acquistato dalla Segreteria di Stato. Essendo stato Sostituto della Segreteria di Stato, si era difeso dichiarando che qualcuno aveva “approfittato della situazione e aveva anche assicurato che neanche un penny dell’Obolo di San Pietro era stato usato per l’acquisto dell’immobile e che il palazzo si era «molto rivalutato dopo la Brexit», sostenendo fosse stato un buon investimento per la Segreteria di Stato. Aveva infine assicurato – anche a me personalmente – di non essere personalmente indagato, essendo stato autorizzato a procedere dai suoi superiori. L’inchiesta ha portato al sequestro di strumenti elettronici e documenti presso gli uffici della Segreteria di Stato e dell’Aif, e alla sospensione di cinque funzionari, tra cui il direttore dell’Aif Tommaso Di Ruzza e Mons. Mauro Carlino, Capo ufficio del potente Ufficio informazioni e documentazione della Segreteria di Stato, già Segretario particolare dello stesso Becciu quando era Sostituto della Segreteria di Stato.

Il vaticanista del National Catholic Register (un servizio di EWTN) e autore del libro “The Next Pope” (Il Prossimo Papa) Edward Pentin scrive in un Tweet che “fonti attendibilmente informate affermano che i recenti scandali finanziari della Segreteria di Stato sono “chiaramente collegati” alla notizia di questa sera della decisione di Papa Francesco di accettare le dimissioni del Cardinale Giovanni Angelo Becciu da Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi e i diritti legati al cardinalato”.

Philip Pullella scrive in un take per Reuters: “Un potente cardinale vaticano coinvolto in uno scandalo immobiliare si è dimesso improvvisamente giovedì e ha rinunciato al diritto di prendere parte a un eventuale conclave per eleggere un Papa, in uno degli episodi più misteriosi che ha colpito la Santa Sede da anni. (…) La dichiarazione di una riga non ha fornito dettagli, ma il diritto più importante dei cardinali cattolici sotto gli 80 anni, come Becciu, è di partecipare a un conclave per eleggere un nuovo Papa dopo la morte o le dimissioni dell’attuale Papa. La rinuncia a tale diritto ha indicato che il motivo delle dimissioni di Becciu era particolarmente grave”.

Paolo Rodari scrive su La Repubblica: “La notizia ha colto di sorpresa molti. Secondo fonti interne la decisione papale segue la conclusione dell’inchiesta sull’immobile di Londra. Il conto bancario con il quale sono state disposte le operazioni che hanno portato all’acquisizione dell’immobile era gestito dalla segreteria di Stato e in particolare dal sostituto dell’epoca, ossia Becciu. Quel conto, in sostanza, non era controllato da nessuno. Vi confluivano fondi provenienti dall’Obolo di San Pietro, dallo Ior e da altri enti. Ma soltanto quando Francesco ha chiesto la totale trasparenza sulle entrate e sulle uscite di ogni dicastero la magistratura vaticana ha potuto conoscerne il contenuto e dunque indagare. Un’inchiesta in edicola domenica con l’Espresso e firmata da Massimiliano Coccia rivela come il cardinale Becciu avrebbe usato dei soldi delle elemosine, dell’obolo di San Pietro e di denaro proveniente dalla Cei per fondi speculativi, dirottandoli anche verso alcune cooperative gestite in Sardegna dai suoi fratelli. Non si tratterebbe, scrive l’Espresso, di un caso singolo, ma di un vero e proprio metodo. I soldi in Sardegna sarebbero stati dirottati tre volte, ‘flussi di denaro difficili da tracciare'”.

Sul blog “Stilum Curiae” di Marco Tosatti si legge: “DOPO LA DECARDINALIZZAZIONE, LA DEPAPALIZZAZIONE? (…) Ma permettetemi ora una riflessione aggiuntiva. Ma chi ha assunto Becciu e chi gli ha fatto fare carriera? Chi lo ha assunto è stato il rag. Bertone; ma chi gli ha fatto fare carriera per ben sette (7) anni è stato il dottor Bergoglio. (…) capisco la opportuna ‘decardinalizzazione’ al fine di anticipare di un paio di giorni lo scandalo (che sarà denunciato a tutti dall’Espresso domenica) e che l’amico Scalfari gli aveva preannunciato. Ma proprio perché la capisco ora mi aspetto (ci dobbiamo tutti aspettare) un’auto ‘depapalizzazione’ per concorso di responsabilità e di colpa. Perché se non la dichiara, scommetto quello che volete che il nostro amico sardo (sardo di Pattada) assetato di vendetta e certamente pieno di dossier, saprà come ricambiare la decardinalizzazione. O no? Il Papa ora chiede ‘PULIZIA’? ( dice Repubblica ), ma andiamo! chiede pulizia dopo sette anni di ‘sporcizia inquinante protetta’? proprio lui che è ‘ambientalista’?? e solo due giorni prima dello scandalo pubblico??. Nel 2015 il Pontefice, all’incirca, disse che un corrotto cristiano ‘puzza’, inquina. D’accordissimo. Allora eliminiamo la puzza., la pulizia cominci dalla testa: ‘O pesce fète d’ ‘a capa, dicono nella saggia Napoli… Ed è necessaria per la protezione dell’ambiente”.

Esclusivo
Ecco perché il cardinale Becciu si è dimesso. Soldi dei poveri al fratello e offshore: le carte dello scandalo. E il Papa chiede pulizia
Dopo la notizia dei fondi dell’Obolo di San Pietro usati per l’acquisto di un palazzo a Londra per 160 milioni, l’inchiesta sale di livello e punta su Angelo Becciu che avrebbe dirottato denaro delle elemosine verso fondi speculativi e favori alla famiglia. Ora Francesco ordina chiarezza e punizioni per i responsabili
di Massimiliano Coccia
L’Espresso, 25 settembre 2020
Una cosa corrotta «è una cosa sporca e un cristiano che fa entrare dentro di sé la corruzione non è un cristiano, puzza», disse Papa Francesco nel 2015. A vedere quanto sta maturando nelle pieghe dell’inchiesta per l’acquisizione da parte della Segreteria di Stato della Città del Vaticano del palazzo di Sloane Avenue a Londra, comprato nel 2014, che ha generato via via «un’enorme voragine» nei conti, la puzza della corruzione nelle stanze vaticane si sente forte in questi giorni.
L’utilizzo che è stato fatto dell’Obolo di San Pietro, un collettore di offerte e donazioni per le azioni sociali della Chiesa nei confronti dei poveri, è forse il simbolo di quanto il mandato apostolico sia stato tradito per una speculazione immobiliare e finanziaria; una speculazione che non rappresenta un caso episodico ma, come L’Espresso ricostruisce in queste pagine, un vero e proprio metodo che ha contraddistinto la Segreteria di Stato sotto la direzione del cardinale Angelo Becciu.
Un modus operandi che non è mai piaciuto a papa Francesco il quale – mentre speculatori, broker e promotori finanziari giocavano con la cassa della Segreteria di Stato e dell’Obolo di San Pietro – tesseva infatti una rete di nuove norme e di sorveglianza per le finanze vaticane.


La questione dal punto formale, l’ha riassunto bene la piccola (ma sempre sul pezzo) agenzia Askanews ieri sera a caldo: “Prima di Giovanni Angelo Becciu, questa sera, solo Theodore McCarrick (2019), per comprovati abusi sessuali su minori, Keith Michael Patrick O’Brien (2015), per comprovati abusi sessuali, e Louis Billot (1927), per un insanabile conflitto teologico-politico con Pio XI, nella storia moderna, sono stati colpiti nell’appartenenza al club più esclusivo di Santa Romana Chiesa, quello del collegio cardinalizio. E già questo segnala la gravità estrema della decisione assunta da Papa Francesco e comunicata in un irrituale comunicato diramato dalla sala stampa vaticana nella serata di giovedì. Ma mentre i tre precedenti dell’ultimo secolo avevano ruoli per così dire marginali – arcivescovo ormai emerito di Washington McCarrick, arcivescovo ormai emerito di Edimburgo O’Brien, semplice teologo Billot – questa è la prima volta che la suprema sanzione colpisce un cardinale che rivestiva, fino alla improvvisa rinuncia, il ruolo di capo dicastero vaticano ed ha rivestito, fino a pochi anni fa, il delicatissimo ruolo di Sostituto della Segreteria di Stato, il numero tre della catena di comando nella Santa Sede, l’unico officiale che si può permettere di presentarsi all’appartamento del Pontefice senza essere preannunciato. Segno che all’origine della odierna decisione di Jorge Mario Bergoglio ci deve essere una spropositata gravità.Il bollettino vaticano non fornisce dettagli, né filtrano spiegazioni dai canali ufficiali dello Stato Pontificio. “Oggi, giovedì 24 settembre, il Santo Padre ha accettato la rinuncia dalla carica di Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e dai diritti connessi al Cardinalato, presentata da Sua Eminenza il Cardinale Giovanni Angelo Becciu”, si legge nel comunicato diffuso poco prima delle 20 dal Vaticano. Va peraltro notato che mentre McCarrick e Billot sono stati espulsi dal collegio cardinalizio, Becciu, e prima di lui O’Brien, hanno rinunciato ai ‘diritti connessi al Cardinalato’, quelli previsti dai canoni 349, 353 e 356 del Codice di Diritto Canonico (Conclave, Concistoro, ecc). Una sfumatura meno ultimativa, ma il provvedimento papale, è assolutamente straordinario, cela comunque una motivazione, non spiegata, di estrema gravità.Monsignor Giovanni Angelo Becciu, sardo di Pattada, nel Sassarese, 72 anni, focolarino, è stato ordinato sacerdote nel 1972. Entrato giovane nel servizio diplomatico della Santa Sede, ha scalato i gradini del cursus honorum delle feluche del Papa. Nominato vescovo da Giovanni Paolo II, e consacrato dal cardinale Angelo Sodano nel 2001, Becciu è stato nunzio apostolico a Sao Tomé e Principe e poi, dal 2009 al 2011, a Cuba. Quell’anno Benedetto XVI, e il suo Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, lo chiamano a Roma come Sostituto, un ruolo che conserva fino al 2018, quando Francesco lo nomina prefetto della congregazione dei Santi. Da braccio destro del Segretario di Stato assiste, in ruolo di protagonista, alla conclusione del pontificato di Bendetto XVI (dispone la nascita di una commissione di indagine sui documenti vaticani rubati e passati alla stampa, Vatileaks), all’elezione di Jorge Mario Bergoglio, ai primi anni del suo Pontificato (il secondo scandalo Vatileaks lo vede di nuovo protagonista nella risposta della Santa Sede). Intrattiene cruciali rapporti con la politica italiana, gira il mondo per le beatificazioni e le canonizzazioni. Rimane molto influente, al punto da guadagnare, in una Curia sempre più internazionale, il soprannome di ‘cardinale italiano’, quasi fosse quello preminente. Nel 2018 era stato lo stesso Francesco che lo crea cardinale: ora gli ha tolto i diritti che alla berretta porpora sono legati. La Santa Sede non dice altro. Il nome di Becciu – non indagato – era emerso attorno alla compravendita dell’immobile di Sloane Avenue 60, a Londra, all’origine di una indagine vaticana tuttora in corso: il suo acquisto, con i fondi dell’Obolo di San Pietro, è stato deciso dalla Segreteria di Stato all’epoca in cui Becciu era Sostituto, mentre il suo successore, Edgar Pena Parra, ha tentato di finalizzare l’acquisto coinvolgendo lo Ior. Un affare ‘opaco’ (copyright del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin) che ha fatto emergere casi di ‘corruzione’ (parola del Papa sul volo di ritorno da Giappone e Thailandia). L’ex segretario particolare del porporato, monsignor Mauro Carlino, è tra gli officiali vaticani dapprima sospesi, è poi fuoriuscito dal ruolo diplomatico ed è infine rientrato in diocesi (non figura più nell’annuario pontificio). Voci, supposizioni. Il vero motivo per cui Becciu è stato sanzionato rimane riservato. Il Vaticano per ora non fornisce spiegazioni. L’unica cosa certa è che la caduta di uno degli uomini più potenti della Curia romana è un vero e proprio terremoto. E che all’origine, agli occhi del Papa della misericordia, ci deve essere una ragione di gravità estrema”.

Conquassando si ottiene lo sconquassamento, ma non sempre… e il conquassatore può non avere come fine lo sconquassarsi della cosa (linguistica ed etimologia QUI).

In conclusione, due postille e due postscriptum
(e 2+2=4)


1. Prima postilla

Una riflessione inviatami questa notte dall’amico R. Golaprofonda, attento osservatore di lungo corso, in riferimento allo sconquassatore che occupa un piano intero della Domus Sanctae Marthae e usa il Palazzo apostolico come sede prestigiosa di rappresentanza e pulpito per i balconazo su Piazza San Pietro: “La difesa che deve avere opposto Angelo Becciu al dittatore mi fa pensare al famoso discorso di Aldo Moro in Parlamento: non ci faremo processare nelle piazze! Stretto nell’urgenza di una situazione paradossale: un appuntamento programmato che improvvisamente si trasformava in una drammatica destituzione, in cui l’unica via di uscita, essa stessa più umiliante della morte, era la conservazione del titolo onorifico. Che tuttavia potrebbe essere reintegrato a pieno titolo se Dio vorrà! [e me lo auguro sinceramente, V.v.B.]. Un compromesso non del tutto inutile! Ma divulgato subito in modo improprio nella stampa come rinuncia al cardinalato e non ad alcune funzioni del medesimo [ormai, il marchio di fabbrica degli abborraccioni giornalai pennivendoli a doppia spunta blu).
Aldo Moro la sera prima del rapimento nel suo studio metteva a punto con i suoi collaboratori non un compromesso storico, ma una alleanza strategica funzionale alla centralità democristiana. La ennesima alleanza, che faceva seguito al sodalizio con i laici prima, con i socialisti poi e ora con i comunisti. E a saperlo erano innanzi tutto i comunisti, che di lì a poco avrebbero fatto di tutto per eliminare il regista insuperato degli equilibri democristiani, dopo De Gasperi. Corrado Guerzoni e la famiglia Moro su questo sono stati inequivocabili.
Anche ora nella prospettiva di un conclave fa paura il manovrismo di uno degli ultimi centristi ratzingeriani; gli ultimi avvicinamenti dottrinali del dittatore (inteso non solo in termini politici, ma soprattutto psichiatrici) ai conservatori è la ennesima astuzia, su cui i conservatori sono subito caduti. Non Becciu abituato a una politica ragionata e soprattutto alla dimensione della Fede, cui si oppone il sostanziale paganesimo eretico del dittatore. È tutto qui lo scontro, tra il bolscevismo bergogliano e il centrismo neotomista di uno degli ultimi democristiani. Sullo sfondo, come nella politica italiana, l’altro paganesimo quello fascista e conservatore. Per questo che Parolin fa gli occhi lucidi alla Meloni e deve avere fatto di tutto per fare destituire Becciu. Per noi democristiani questa partita potrebbe non essere del tutto persa e il dittatore potrebbe avere fatto il passo più lungo della gamba. Auguriamocelo, preghiamo!”
.

2. Seconda postilla

In conclusione, una mia nota in riferimento allo sconquassato.

Giovanni Angelo Becciu (Pattada, 2 giugno 1948), dopo essersi laureato in diritto canonico è entrato a far parte del servizio diplomatico della Santa Sede il 1° maggio 1984 prestando la sua opera per molti anni in varie nunziature apostoliche nel mondo, tra le quali quelle nella Repubblica Centrafricana, in Nuova Zelanda, in Liberia, nel Regno Unito, in Francia e negli Stati Uniti d’America. Il 15 ottobre 2001 Papa Giovanni Paolo II lo ha nominato Nunzio apostolico in Angola e Arcivescovo titolare di Roselle. Un mese dopo lo ha nominato anche Nunzio apostolico a São Tomé e Príncipe. Il 1° dicembre 2001 a Pattada ha ricevuto la consacrazione episcopale dalle mani del Cardinale Angelo Sodano, allora Segretario di Stato di Sua Santità. Il 23 luglio 2009 Papa Benedetto XVI lo ha trasferito alla nunziatura apostolica di Cuba. Il 10 maggio 2011 Papa Benedetto XVI lo ha nominato Sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, confermato il 31 agosto 2013 da Papa Francesco nel medesimo ufficio. Il 2 febbraio 2017 Papa Francesco lo ha nominato Delegato speciale presso il Sovrano Militare Ordine di Malta per risolvere la crisi dell’Ordine, di cui è stato nominato da Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto Cappellano Gran Croce Conventuale ad honorem. Il 20 maggio 2018 Papa Francesco ha annunciato la sua creazione a cardinale nel concistoro del 28 giugno ed il 26 maggio successivo lo ha nominato Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. È rimasto Sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato fino al 29 giugno ed ha assunto il nuovo incarico il 1° settembre. Il 24 settembre 2020 Papa Francesco ha accolto la sua rinuncia all’incarico di Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e ai diritti e alle prerogative del cardinalato. Conserva il titolo cardinalizio, ma cessa da ogni incarico nella Curia romana e perde il diritto di entrare in un futuro conclave.

A parte di tutto (rimane ancora da conoscere formalmente e ufficialmente le motivazioni dell’improvvisa e irrituale CACCIATA (ma le cacciate che si rispettano lo sono sempre) di una persona chiave della Curia romana come il Cardinale Becciu) e senza entrare in merito delle questioni contestate, considero il Cardinale Giovanni Angelo Becciu una grande e bella persona. Ritengo che è stato un eccellente Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato (dal 2011 al 2018). Lo conosco bene, avendo lavorato con lui direttamente – come Nunzio Apostolico in Angola e a Cuba, e come Sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato – nelle mie funzioni alla Sala Stampa della Santa Sede. Stima e rispetto reciproco. Che da parte mia rimangono tale.

Postscriptum

1. Per essere indagato dalla Magistratura vaticana è necessario non essere un cardinale, oppure, basta di non avere i diritti e le prerogative del cardinalato.

2. Per avere un ruolo decisivo in un Conclave non è necessario partecipare, come abbiamo visto in passato. E nel caso del Cardinale Becciu questo gli spetterebbe pure di diritto, toltogli in modo fraudolente con la CACCIATA. Spero e auguro la restituzione dei diritti e dei prerogativi del cardinalato a Sua Eminenza Reverendissimo il Signor Cardinale Giovanni Angelo Becciu, anche se dovrà aspettare l’elezione del successore al Papa infelicemente regnante, che ieri ha agito con la solita sconquassando prepotenza. Una CALAMITA.

Foto di copertina: Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Giovanni Angelo Becciu (Foto © Claude Truong-Ngoc/Wikimedia Commons, 9 settembre 2018).

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