CEI: essere nel tempo con cuore credente

Ieri a Roma si è concluso il Consiglio Permanente della CEI che si è concentrato sul tema principale della prossima Assemblea Generale che si svolgerà a Roma dal 16 al 19 novembre prossimo, ma che ha anche fatto il punto dell’azione della Caritas nell’emergenza sanitaria e sociale innescata dal Covid-19, come ha detto in conferenza stampa il Segretario Generale della Cei, mons. Stefano Russo, soprattutto a riguardo alle migrazioni:

“In generale è una buona cosa che sia stato messo a tema non solo da un punto di vista di principi ma con qualcosa che concretamente si sta prospettando rispetto all’accoglienza, più volte abbiamo messo in evidenza l’esigenza che sia l’Europa a prendersi a cura di questo e quindi che ci sia un accordo…

L’accordo che prevede il superamento di Dublino mi sembra importante perché indica un percorso che continua, che può essere migliorato e la volontà di arrivare a situazioni condivise. Inoltre si è evidenziata la necessità che le persone che si trovano per mare vadano comunque soccorse e accolte e poi i modi saranno anche da approfondire”.

Nel comunicato finale il Consiglio Permanente della CEI ha evidenziato il periodo appena trascorso: “Nelle parole dei Vescovi è passato il volto di una Chiesa che nella pandemia è stata riferimento per molti, con la sua capacità di farsi vicina ai bisogni materiali e spirituali della gente…

In una stagione di disorientamento e anche di distanza questa caratteristica di prossimità della Chiesa italiana diventa ancora più significativa. Si esprime in una ‘santità della porta accanto’, nella cura delle relazioni, nel ritrovare amore amicale per le persone, nello stile di umiltà di chi non presume di essere superiore agli altri, nell’eloquenza dei gesti che portano a curvarsi sui più deboli, nella disponibilità ad ascoltare le sofferenze e le domande profonde sul dolore, la morte, la figura stessa di Dio”.

I vescovi hanno evidenziato il bisogno di leggere la realtà: “Il tema rimanda alla volontà di avviare un processo di essenzializzazione, che punti a riscoprire il primato dell’evangelizzazione e a ripensare gli strumenti più adeguati per far sì che nessuno sia privato della luce e della forza della Parola del Signore”.

Quindi, conoscendo che l’esperienza della pandemia non lascerà le cose come prima, i vescovi guardano alla prossima Assemblea Generale come ad un evento di grazia: “Tale prospettiva comporta un investimento nella formazione a un nuovo senso ecclesiale e a una nuova responsabilità ministeriale; impegna a valorizzare appieno i momenti delle celebrazioni, preparandoli e curandoli con un’animazione competente; richiama a saper tornare all’incontro personale e comunitario con il Risorto, per poi poterlo offrire quale messaggio di vita e di senso”.

Questa sessione è stata occasione per riflettere sull’azione della Caritas in questa emergenza: “Con gratitudine i Vescovi hanno dato voce alle tante iniziative di accoglienza e di servizio con cui si è cercato di rispondere al disagio. Così, insieme all’apprezzamento per la scelta della CEI di destinare oltre € 200.000.000, provenienti dai fondi 8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, c’è stato quello per la vivacità delle opere realizzate grazie alla disponibilità di decine di migliaia di volontari e operatori, fra cui anche molti giovani, a partire da quelli impegnati nel Servizio Civile Universale.

In molte realtà si è registrata una proficua collaborazione con enti pubblici e privati, Amministrazioni comunali, terzo settore, aziende: sono relazioni di cui l’Episcopato sottolinea la ricchezza e a cui intende dare continuità”.

Inoltre hanno chiesto anche un alleggerimento della struttura burocratica: “I Vescovi hanno espresso parole forti sia contro il cancro della burocrazia, che troppe volte frena pesantemente progetti e attività imprenditoriali, sia nei confronti della malavita mafiosa, che prospera anche nel Nord del Paese.

Da una parte, la Chiesa italiana chiede che si rafforzino, anche attraverso un utilizzo intelligente dei fondi europei, le politiche di attivazione e gli strumenti di inclusione socio-lavorativa, anche con interventi puntuali di riqualificazione professionale e di formazione continua; dall’altra, intende operare per una Caritas ‘concreta, a-politica e della gratuità’ (Benedetto XVI), che sappia esprimere la vicinanza e la solidarietà che nascono dal Vangelo e al Vangelo conducono”.

Inoltre i vescovi hanno ripreso e rilanciato i contenuti dell’Incontro di riflessione e spiritualità ‘Mediterraneo frontiera di pace’, nella volontà di proseguire un cammino di dialogo, comunione e condivisione tra le Chiese: “Intensificare le relazioni significa rendersi disponibili a richieste di aiuti come a occasioni di studio e di scambio, nel segno della reciprocità;

impegna anche a sensibilizzare i governanti dell’Unione Europea perché assumano un ruolo più incisivo nelle vicende mediterranee. Da parte dei Vescovi si è affermata la scelta di costituire un coordinamento centrale, estremamente agile, che tenga uniti sia la rappresentanza episcopale delle macro-aree mediterranee, sia gli esperti, chiamati a consigliare circa le attività da intraprendere”.

Infine i vescovi  si sono soffermati sulla pubblicazione della terza edizione italiana del Messale Romano: “Le parole del Santo Padre sono state richiamate in Consiglio Permanente con l’intento che la pubblicazione della terza edizione italiana del Messale Romano possa diventare occasione di formazione di tutto il popolo a una piena e attiva partecipazione liturgica.

I Vescovi guardano a questa pubblicazione come a un’autentica opportunità, a partire dalla quale aiutare le comunità ecclesiali a riscoprire nella partecipazione consapevole all’Eucaristia la garanzia per una maturazione integrale della personalità cristiana”.

(Foto: CEI)

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