Quia ventum seminabunt, et turbinem metent. Lettera del Vescovo Adam Rosiek sul pellegrinaggio di San Charbel in terra polacca. E altro

Domenica 20 settembre 2020 a Milicz, nella Bassa Slesia in Polonia, è stato celebrato il benvenuto delle reliquie e statua di San Charbel con una processione fino alla bellissima cappella vescovile del Santissimo Sacramento, dove si è svolta una suggestiva celebrazione, con la recita della coroncina della Divina Misericordia, la Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Adam Rosiek, l’adorazione del Santissimo Sacramento, la preghiera di liberazione e la benedizione eucaristica. Successivamente, Padre Jarek Cielecki ha celebrato la Santa Messa in italiano e in polacco. Tutte le celebrazioni sono state trasmesse in diretta streaming da Charbel TV e da Telewizja KKN Katolickiego Kościoła Narodowego-Televisione KKN Chiesa Cattolica Nazionale [*].

La statua di San Charbel e le sue reliquie restano per quattro settimane, fino al 18 ottobre 2020, nella cappella vescovile a Milicz, ristrutturata appositamente per accogliere San Charbel. Durante questo tempo si svolgeranno diverse celebrazioni e visite, veglie di preghiera e dal 2 a 4 ottobre si terrà un ritiro spirituale per il clero e i fedeli intorno alla statua di questo santo straordinario. Poi, il pellegrinaggio di San Charbel proseguirà, con tappe a Wieluń (18 ottobre 2020) e Ostrowiec Świętokrzyski (18-24 ottobre 2020) fino a Florencja, dove il 24 ottobre 2020 arriverò nella la sua nuova casa, nell’eremo simile di quello che si trova in Libano, sede della Parrocchia di Nostra Signora dell’Assunzione del Buon Inizio e di San Charbel della Chiesa Cattolica Nazionale in Polonia di cui Padre Jarek è il parroco.

Purtroppo, dobbiamo costatare che non cessa la polemica – sollevata in certi ambienti dell’episcopato polacco (che avrebbe tutt’altro da pensare, innanzitutto fare pulizia in casa propria) con messaggi minacciosi, divieti e proibizioni, e ripresa pedissequamente con ignoranza da sedicenti difensori della “cattolicità” non solo in Polonia ma anche in Italia – contro il pellegrinaggio di San Charbel e contro suo apostolo, Padre Jarek Cielecki [**].

Al riguardo, riporto il testo in polacco, preceduto da una nostra traduzione in italiano della lettera scritta alla vigilia dell’arrivo della Statua e delle reliquie di San Charbel in terra polacca, dal Vescovo della Chiesa Cattolica Nazionale in Polonia, Mons. Adam Rosiek (“Cari fratelli, abbandonate l’avversione, abbandonate la paura. il nostro Signore Gesù Cristo è con tutti noi. Non siamo né nemici né “samaritani” indesiderati. Siamo tutti figli del Dio Uno e Trino. Siamo cristiani e cattolici”.

Segue una nostra nota su Padre Jarek Cielecki, destinatario di manifestazioni di avversione, astio e odio [**].

Lettera della vigilia dell’Esaltazione della Santa Croce del Vescovo Adam Rosiek per l’inizio della tappa polacca del pellegrinaggio dell’immagine e delle reliquie di San Charbel

“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).

Sorelle e fratelli in Cristo Signore
In nome di Dio, alcuni giorni fa, abbiamo iniziato il pellegrinaggio europeo della statua di San Charbel e delle sue sante reliquie. Questa domenica, alla vigilia della festa dell’Esaltazione della Santa Croce, iniziamo l’ultima settimana che precede l’accoglienza delle reliquie del santo e della sua statua in terra polacca.
La nostra attesa e l’atmosfera devozionale della preghiera sono offuscate da inutili atti di riluttanza che non hanno nulla a che fare con la cura del Vangelo di Cristo e lo sviluppo della Sua Santa Chiesa. Con palese imbarazzo, diventiamo accidentalmente testimoni di un comportamento scandaloso che assomiglia a una lotta corporativa piuttosto che alla preoccupazione per la salvezza delle anime dei fedeli, che dobbiamo aiutare insieme sulla via dell’eternità.
Vale la pena, soprattutto oggi, quando il nostro Signore nel Vangelo ci incoraggia a perdonare coloro che ci vogliono male, ricordare che nessuno di noi ha il monopolio di “gestire la santità”. La santità non è un valore materiale. Non è assegnata a nessuna singola denominazione, ma la santità viene da Dio e ci è data da Dio come uno dei doni più preziosi.
Pertanto, nessuno ha il diritto di ostacolare la santità attraverso suoi divieti e restrizioni scritti o orali, costruendo così barricate di avversione. Tale posizione sulla via della santità sono quei messaggi e quegli avvertimenti ingiustificati contro il missionario che viene nella nostra patria e porta l’immagine di San Charbel con tanta difficoltà e amore. Invece, inginocchiamoci insieme oggi dove siamo, davanti a Cristo, e chiediamo perdono. Chiediamogli di perdonarci e che, insegnati dal suo amore, possiamo dimostrarci più amore e comune simpatia umana. Non smantelliamo la Chiesa di Cristo. Non distruggiamo il Regno di Dio davanti ai fedeli che guardano a questi comportamenti scandalosi con crescente paura.
Non dobbiamo dimenticare che la santità è un dono di Dio, oltre le denominazioni. Nessuno di noi può ostacolare il cammino di qualcun altro verso la santità. Cristo non ha dato a nessuno di noi un tale diritto. Dobbiamo essere apostoli dell’amore, conducendo i fedeli alla santità. Apostoli della pace di Dio, portando amore e insegnando il rispetto reciproco. Dobbiamo costruire la pace, rendere la pace di Dio nei nostri cuori e nei cuori dei fedeli che cercano Dio.
Carissime sorelle e fratelli
Cristo chiama tutti noi alla santità e così dà a tutti noi un uguale diritto di avere accesso a Lui, alla Sua Santissima Madre e ai santi. Sono loro che onoriamo come coloro che ci rendono più facile vedere la necessità di perseguire la santità personale nella nostra vita. Ecco perché le parole che proibiscono la preghiera comune sono molto peggiori e cercano di dare il consenso affinché un sacerdote o un laico possano parlare di un santo, in un modo o nell’altro. Nella predicazione del Vangelo, l’unico che ci chiama è Gesù Cristo stesso. Nessun sacerdote validamente ordinato avente la giurisdizione del suo vescovo ha bisogno di un altro consenso per portare il Vangelo ed essere testimone per convertire e condurre il Popolo di Dio a Dio sulla via della santità di coloro che Dio stesso, per la loro vita buona e santa, ha reso santi per sempre.
Cari fratelli
abbandonate l’avversione, abbandonate la paura. il nostro Signore Gesù Cristo è con tutti noi. Non siamo né nemici né “samaritani” indesiderati. Siamo tutti figli del Dio Uno e Trino. Siamo cristiani e cattolici. Rispettiamoci l’un l’altro nel fare la pace di Dio. Getta via tutto ciò che ti allontana da Cristo. Non trattare la Chiesa come una società che si preoccupa solo del denaro e non dei valori spirituali. Tali pratiche mettono in imbarazzo e spaventano noi e non solo noi, ma provocano anche un grande shock spirituale e opposizione a Pietro del nostro tempo – Papa Francesco, che con tanto calore e grande cuore apre ogni giorno le porte della Chiesa a tutti coloro che desiderano lodare Dio, che professano lo stesso circondano la Madre Benedetta e moltitudini di santi con la loro santa fede e amore.
In questo momento speciale della nostra vita, per favore non costruire più muri che ci separino gli uni dagli altri. Che non proibiresti a nessuno che desideri pregare insieme a qualsiasi cattolico o cristiano. Rendiamo testimonianza alla verità che l’ecumenismo e il rispetto reciproco non sono solo gli slogan che sventolano sulla bandiera della settimana di preghiere per l’unità, ma sono le aspirazioni dell’unica preoccupazione di nostro Signore che possiamo essere uno.
Al posto della creatività ingloriosa, il cui frutto sono messaggi e avvertimenti, andiamo di pari passo con l’esempio dei nostri santi comuni, San Paolo Apostolo, San Giovanni Paolo II, San Charbel. Seguiamo anche l’esempio di Pietro del nostro tempo: Papa Francesco, che cerca ciò che è mancato per avvicinare tutti a Dio. Ricordiamoci che le barriere, l’avversione o l’ostilità sono strumenti dello spirito maligno e non hanno nulla a che fare con Cristo e il suo Vangelo.
In questo momento, chiediamo in particolare a San Charbel di introdurre con la sua venuta a statua santa la pace, la pace di Dio, tanto necessaria a tutti noi in questi tempi difficili.
Restiamo fedeli a Cristo e al suo Santo Vangelo, in cui ci insegna ad amare, ad essere aperti ai bisogni e ai desideri degli altri. Non ci insegna l’avversione e l’invidia e tali emozioni emergono da alcuni testi e affermazioni che ci mettono in guardia dal vivere insieme nella preghiera la peregrinazione della statia e delle reliquie di San Charbel.
Sorelle e fratelli
i santi sono il tesoro di tutta la Chiesa di Cristo e la santità è essa stessa un valore divino universale, una grazia data da Dio.
Pertanto, con la massima umiltà, ma anche con grande gioia, attendiamo il momento dell’arrivo in patria questo grande tesoro, le reliquie di San Charbel e la sua statua – una statua, santificata da migliaia di preghiere e intenzioni che sono state portate a Dio attraverso San Charbel con la sua statua.
Vorrei invitarvi a incontrare questo santo straordinario. Che i prossimi giorni siano un momento per un migliore rinnovamento dello spirito, per costruire il rispetto, per abbattere le barricate vergognosamente costruite dell’antipatia.
Cominciamo una pia esperienza di un mese di preghiera speciale attraverso la Madonna e San Charbel.
Per questo vi invito tutti in una settimana, domenica 20 settembre, ad accogliere San Charbel in Polonia. Lo faremo per vostro conto accogliendo la statua del santo insieme alle sue reliquie nella nostra cappella vescovile del Santissimo Sacramento a Milicz, dove rimarrà fino al 18 ottobre. Indipendentemente dal fatto che tu sia un sacerdote o un laico, che tu sia cattolico romano, cattolico nazionale o cristiano di un’altra denominazione o seguace di un’altra religione. Indipendentemente da ciò, ognuno di voi può venire liberamente e senza restrizioni per chiedere favori per sé e per i propri cari, per intercessione di questo straordinario santo monaco del Libano. Sperimenteremo preghiere comuni, meditazioni e adorazione del Santissimo Sacramento alla presenza del santo. In questo periodo vi invitiamo con intere famiglie, rappresentanti delle parrocchie dalla Polonia. Venite con i vostri figli, venite con i vostri malati che hanno bisogno della preghiera e della grazia di Dio. Venite come coppie sposate. Apriamo le porte della cappella a giovani e anziani, credenti, cercatori di Dio e dubbiosi. Non chiuderemo la porta a nessun sacerdote cattolico o uomo che desideri incontrare Dio e toccare le reliquie del santo che per così tanti ha ottenuto guarigioni miracolose, salvato così tanti matrimoni dalla caduta e aiutato a sciogliere nodi di vita umanamente impossibili da risolvere.
In questo periodo vivremo anche le nostre riunioni sacerdotali, incontri di preghiera, aperti anche ai sacerdoti della Chiesa Madre. Tutto questo per riempire di santità lo spazio della nostra vita, per riempire i nostri cuori del suo esempio e del suo aiuto, soprattutto ora che il mondo soffre così tanto a causa di una grave crisi di autorità.
Chiedo a voi, sorelle e fratelli, di unirci attorno a Cristo con Maria, con San Charbel, con il Santo Padre Francesco e con tutti coloro che credono veramente in Dio. Per questi momenti di estasi spirituale, possa Dio benedirci nella Santissima Trinità.
Alla vigilia dell’Esaltazione della Santa Croce
13 settembre 2020 A.D.
Vescovo Adam Rosiek

List Biskupa Adam Rosiek na rozpoczęcie polskiego etapu Peregrynacji wizerunku świetego Charbela i relikwii

Błogosławieni pokój czyniący, albowiem oni synami Bożymi będą nazwani” (Mt 5:9)

Siostry i Bracia w Chrystusie Panu
W imię Boże przed kilkunastoma dniami , rozpoczęliśmy europejską peregrynację wizerunku świętego Charbela i Jego świętych relikwii. W dzisiejszą niedzielę ,w przededniu święta podwyższenia Krzyża Świętego,  rozpoczynamy ostatni tydzień poprzedzający powitanie relikwii świętego i Jego wizerunku na ziemi polskiej.
Nasze oczekiwanie i pełna pobożności atmosfera modlitewna, jest zamącana poprzez nikomu niepotrzebne akty niechęci, które nie mają nic wspólnego z troską o Ewangelię Chrystusa i rozwój Jego świętego Kościoła. Z nieukrywanym zażenowaniem, stajemy się niechcący świadkami gorszących zachowań , które bardziej przypominają walkę korporacyjną, niż troskę o zbawienie dusz wiernych, którym mamy wspólnie pomagać w drodze do wieczności.
Warto,  szczególnie dzisiaj, kiedy nasz Pan w Ewangelii zachęca nas do przebaczenia tym, którzy nam źle życzą, przypomnieć sobie, że nikt z nas nie ma monopolu na „zarządzanie świętością”. Świętość nie jest wartością materialną . Nie jest przypisana do żadnego jednego wyznania, ale świętość pochodzi od Boga i jest nam dana przez Niego jako jeden z najcenniejszych darów .
Nikt więc nie ma prawa by poprzez swe pisane,  czy też wypowiadane zakazy i ograniczenia,  stawać świętości na drodze, budując tym samym barykady niechęci. Takim stawanie na drodze do świętości, są te nieuzasadnione przestrogi i ostrzeżenia przed przybywającym do naszej Ojczyzny misjonarzem wiozącym z takim trudem i miłością wizerunek świętego Charbela. Zamiast tego, uklęknijmy dzisiaj razem tam, gdzie jesteśmy, przed Chrystusem i poprośmy o przebaczenie. Prośmy by nam przebaczył i byśmy nauczeni Jego miłością, umieli sobie nawzajem okazywać więcej miłości i ludzkiej zwykłej sympatii. Nie demontujmy Chrystusowego Kościoła . Nie niszczmy Królestwa Bożego na oczach wiernych , którzy z coraz większą trwogą patrzą na te gorszące zachowania.
Nie wolno nikomu z nas zapomnieć, że świętość jest darem Bożym, ponad wyznaniowym. Nikt z nas nie może stawać nikomu na drodze do świętości . Takiego prawa nie dał nikomu z nas Chrystus. Mamy być apostołami miłości , prowadzącymi wiernych ku świętości. Apostołami pokoju Bożego , niosącymi miłość i uczącymi wzajemnego szacunku. Mamy budować pokój , czynić pokój Boży w naszych sercach i sercach wiernych szukających Boga.
Najdroższe Siostry i Bracia
Chrystus wszystkich nas powołuje do świętości a tym samym wszystkim nam daje równe prawo do tego, byśmy mieli dostęp do Niego,  jak również do Jego Najświętszej Matki i świętych. To właśnie ich czcimy jako tych , dzięki którym łatwiej nam dostrzec potrzebę dążenia do osobistej świętości w naszym życiu.  Dlatego tak bardzo gorszą słowa, w których zakazuje się wspólnej modlitwy oraz próbuje dawać zgodę, by kapłan czy osoba świecka mogła mówić o świętym, takim czy innym . W przepowiadaniu Ewangelii jedynym który nas powołuje jest sam Jezus Chrystus . Żaden kapłan ważnie wyświęcony, posiadający jurysdykcję swojego biskupa nie potrzebuje żadnej innej zgody by nieść Ewangelię i być świadkiem, by nawracać i wieść Lud Boży do Boga drogą świętości tych, których sam Bóg za ich dobre i święte życie, ustanowił świętymi na wieki.  
Drodzy Bracia
Porzućcie niechęć, porzućcie lęk . nasz Pan Jezus Chrystus jest z nami wszystkimi. Nie jesteśmy ani wrogami ani niechcianymi „samatytanami”. Wszyscy jesteśmy dziećmi Boga w Trójcy Jedynego. Jesteśmy chrześcijanami i katolikami. Szanujmy się wzajemnie , czyniąc pokój Boży. Odrzućcie to wszystko co oddala Was od Chrystusa. Nie traktujcie Kościoła jak korporacji dbającej jedynie o mamonę a nie wartości duchowe. Takie praktyki  zawstydzają i trwożą i nie tylko nas, ale wywołują również wielki duchowy wstrząs i sprzeciw Piotra naszych czasów – papieża Franciszka , który z jakże ogromnym ciepłem i wielkim sercem otwiera każdego dnia drzwi Kościoła dla wszystkich, którzy pragną wielbić Boga, którzy wyznają tę samą świętą wiarę i miłością otaczają Matkę Najświętszą oraz rzesze świętych .
W tym szczególnym momencie naszego życia, proszę byśmy nie budowali już  kolejnych murów ogradzających nas od siebie . Byście nie zabraniali nikomu, kto tylko tego zechce by się mógł wspólnie pomodlić z każdym katolikiem czy chrześcijaninem. Dajmy świadectwo prawdzie ,że ekumenia i wzajemny szacunek nie są tylko hasłem powiewającym na sztandarze tygodnia modlitw o jedność, ale jest dążeniem wynikającym z samej troski naszego Pana , byśmy stanowili jedno.
Zamiast niechlubnej twórczości, której owocem są komunikaty i ostrzeżenia, zechciejmy pójść ramię w ramię za przykładem właśnie naszych wspólnych świętych ,  świętego Pawła Apostoła, świętego Jana Pawła II , świętego Charbela. Bierzmy również przykład z Piotra naszych czasów – papieża Franciszka, który szuka tego co zaginęło,  by jak najbardziej przybliżyć wszystkich do Boga. Pamiętajmy , że bariery, niechęć czy wrogość są narzędziami złego ducha i nie mają nic wspólnego z Chrystusem i Jego Ewangelią .
Prośmy w tym czasie szczególnie świętego Charbela by wprowadził wraz ze swoim przybyciem w świętym wizerunku pokój , Boży pokój , tak bardzo potrzebny nam wszystkim w tych trudnych czasach . 
Bądźmy więc wierni Chrystusowi i Jego Świętej Ewangelii, w której uczy nas miłości , otwartości na potrzeby i pragnienia drugiego człowieka. Nie uczy nas niechęci i zawiści a takie emocje przebijają z niektórych tekstów i wypowiedzi ostrzegających przed wspólnym przeżywaniem w modlitwie, peregrynacji wizerunku i relikwii świętego Charbela.
Siostry i Bracia
Świeci są skarbem całego Chrystusowego Kościoła a świętość sama w sobie jest Boską uniwersalną wartością,  łaską daną od Boga.
Dlatego z największą pokorą, ale również wielką radością, oczekujemy chwili przybycia do naszej Ojczyzny, jako tego wielkiego skarbu,  relikwii świętego Charbela oraz jego wizerunku – figury , uświęconej tysiącami modlitw i intencji, które były zanoszone do Boga za pośrednictwem świętego Charbela przy Jego figurze.
Na spotkanie z tym niezwykłym świętym pragnę Was zaprosić. Niech te nadchodzące dni staną się chwilą dla lepszej odnowy ducha, dla budowania szacunku, zburzenia wstydliwie budowanych barykad niechęci względem siebie.  
Rozpoczynamy pobożne przeżywanie miesiąca szczególnej modlitwy za pośrednictwem Matki Bożej i świętego Charbela.
Dlatego zapraszam Was wszystkich już za tydzień, w niedzielę 20 września, byśmy powitali świętego Charbela w na ziemi Polskiej . Uczynimy to w Waszym imieniu przyjmując wizerunek świętego wraz z relikwiami w naszej biskupiej kaplicy pod wezwaniem Najświętszego Sakramentu w Miliczu, gdzie pozostanie aż do 18 października. Bez względu na to czy jesteś osobą duchowną czy świecką , czy jesteś rzymsko katolikiem, katolikiem narodowym czy chrześcijaninem innego wyznania, czy też wyznawcą innej religii. Bez względu na to każdy z Was może swobodnie i bez ograniczeń przychodzić, by wypraszać za przyczyną tego niezwykłego świętego mnicha z Libanu potrzebne dla siebie i bliskich łaski. Przeżywać będziemy wspólne modlitwy , medytacje, adoracje Najświętszego Sakramentu w obecności świętego . W tym czasie zapraszamy Was całymi rodzinami, przedstawicieli Parafii z Polski. Przyjeżdżajcie z dziećmi, przyjeżdżajcie ze swoimi chorymi potrzebującymi modlitwy i Bożej łaski. Przyjeżdżajcie jako małżeństwa. Otwieramy podwoje kaplicy na młodych i starszych , wierzących , szukających Boga i tych wątpiących . Nie zamkniemy drzwi przed żadnym kapłanem katolickim ani żadnym człowiekiem, który pragnie spotkać Boga i dotknąć relikwii świętego, który dla tak wielu wyprosił cudowne uzdrowienia, tak wiele małżeństw uratował przed rozpadem i pomógł w rozwikłaniu życiowych węzłów po ludzku niemożliwych do rozwiązania.
W tym czasie przeżyjemy również nasze kapłańskie spotkania . Spotkania modlitewne , otwarte również na kapłanów z Kościoła Matki. To wszystko po to, by wypełnić przestrzeń naszego życia świętością , by nasycić nasze serca Jego przykładem i pomocą , szczególnie teraz kiedy świat tak bardzo cierpi z powodu ciężkiego kryzysu autorytetu. 
Proszę Was Siostry i Bracia , byśmy zjednoczyli się wokół Chrystusa wraz z Maryją ,ze świętym Charbela, z Ojcem świętym Franciszkiem i tymi wszystkimi , którzy prawdziwie wierzą w Boga . Na te chwile duchowych uniesień niech nam błogosławi Bóg w Trójcy świętej Jedyny.

W Wigilię Podwyższenia Krzyża Świętego
13 września 2020 A.D.
Biskup Adam Rosiek

[*] Articoli collegati

– Il foto album delle celebrazioni del 20 settembre 2020 a Milicz: QUI.
Pellegrinaggio di Padre Jarek Cielecki con le reliquie e la statua di San Charbel in Italia, Austria, Germania e Polonia (3 settembre-24 ottobre 2020) – 20 settembre 2020
Concluso il Pellegrinaggio della Statua di San Charbel e le sue reliquie in Italia. Il 20 settembre l’accoglienza a Milicz in Polonia – 18 settembre 2020

[**] Mani e cuori che si sacrificano. Un chiarimento, cattolico, in 10 punti

1. Sono un comunicatore e come tale curo da 16 anni la comunicazione di Padre Jarek Cielecki e di VSN-Vatican Service News da lui fondato e diretto, e successivamente anche dell’Associazione Ecumenica delle Case di Preghiera di San Charbel da lui fondate e guidate (come ho già più volte comunicato).

2. Per quanto riguarda la posizione canonica di Padre Jarek Cielecki (come ho già chiarito più volte, ma c’è chi non vuole leggere e, se legge, non è in grado di comprendere o di voler capire), non è “uscito” dalla “Chiesa Cattolica”, come qualcuno continua a sostenere. Precedentemente era incardinato nella Diocesi di Rožňava e dal 14 luglio 2020 è entrato nella Chiesa Cattolica Nazionale in Polonia (che ha tutti i sacramenti della Chiesa Cattolica Romana e che ne accetta tutti i dogmi, rispetta e onora il Papa, pregando per lui nel canone della Messa), sotto l’obbedienza e la giurisdizione del Primo Vescovo Mons. Adam Rosiek, che ha la successione apostolica. Padre Jarek era, è e rimane sacerdote cattolica per sempre.

3. Per quanto riguarda il culto di San Charbel, nessuno ne ha l’esclusività (e certamente non la Conferenza Episcopale Polacca), ma neanche la Chiesa Maronita e nessun altro. Come fondatore dell’Associazione ecumenica delle Case di preghiera di San Charbel, Padre Jarek Cielecki continua ad esserne la guida spirituale, secondo gli statuti ecumenici approvati per decreto e sotto giurisdizione del Vescovo Adam Rosiek, Primo Vescovo della KKN-Chiesa Cattolica Nazionale in Polonia.

4. Per quanto riguarda la KKN-Chiesa Cattolica Nazionale in Polonia, si tratta di una piccola Chiesa Cattolica (nella tradizione dei Vecchi Cattolici), che ha tutti i sacramenti della Chiesa Madre, la Chiesa Cattolica Romana e ne accetta tutti i dogmi, rispetta e onora il Papa regnante, pregando per lui nel canone della Santa Messa.
Il suo Primo Vescovo Mons. Adam Rosiek ha la successione apostolica, ha incontrato Papa Francesco e per decisione di quest’ultimo è in dialogo con gli organismi competenti della Santa Sede, sulla via dell’ecumenismo.

5. Per quanto riguarda l’ecumenismo, la Chiesa Cattolica Romana dialoga con tutte le Chiese Cristiane, tra cui le diverse Chiese Ortodosse, Protestanti e Cattolici non in unione con essa. Perché non dovrebbe farlo con la KKN?

6. Per quanto riguarda dell’astio verso una piccola Chiesa Cattolica, che rispetta e accetta la Chiesa Madre, da parte di certi ambienti dell’episcopato polacco, è tutta da scoprire la motivazione. Cosa fa di male? Perché solo verso di essa e non viene espresso lo stesso astio verso le Chiese Ortodosse, Evangelici e gli altri Vecchio Cattolici?

7. Per quanto riguarda l’osservazione che “menomale la KKN ha solo un vescovo, pochi sacerdoti e fedeli”, è vero – per adesso – ha solo due vescovi, ma ne arriveranno altri, come arriveranno altri sacerdoti e fedeli. Anche Cristo Gesù aveva scelto solo 12 apostoli…
Al momento ci fermiamo all’osservazione che la gerarchia della Chiesa Cattolica Romana in Polonia avrebbe tante altre cose da pensare, innanzitutto fare pulizia a casa propria [a titolo di esempio: Don Isakowicz-Zaleski pubblica due lettere che espongono pedofilia e omosessualità tra il clero polacco e mette alle strette il Cardinale Dziwisz], invece di intimare minacciosamente i fedeli a non aderire alla Casa di Preghiera di San Charbel o seguire Padre Jarek.

8. Per quanto riguarda lo status sacerdotale di Padre Jarek – che conosco e di cui sono amico da un quarto di secolo – non solo per me e per tanti altri, ma è veramente ancora sacerdote (l’ordinazione sacerdotale è per sempre). Di più, lui è anche un sacerdote buono e pio che prega per tutti come Gesù insegna nel Vangelo.
Capisco che a qualcuno non piace e dà fastidio assai, che è un testimone e memoria storica per i malfatti di certi prelati polacchi (fino al Collegio cardinalizio) e quindi vorrebbero metterlo a tacere per sempre. Però, dagli attacchi pretestuosi e dai commenti idioti continuerò a difendere Padre Jarek. Lui fa tanto bene, con i fedeli che si uniscono in preghiera per chiedere l’intercessione di San Charbel e della Madonna dell’Assunta del Buon Inizio di Niegowić, il paese natale di Padre Jarek, davanti al quadro di cui pregava il giovani sacerdote Karol Wojtyła.
Invece di attaccare Padre Jarek, l’Episcopato polacco dovrebbe ringraziarlo e sostenere ciò che ha fatto e fa ancora per queste comunità delle Case di Preghiera di San Charbel. A me è stato insegnato che ciò che Gesù intendeva non fosse attaccare, ma discernere. E dovrebbe ricordare che chi semina vento raccoglie tempesta, che è sì un proverbio italiano, ma derivato dal libro del profeta Osea 8,7: «E poiché hanno seminato vento, raccoglieranno tempesta», quindi potrebbero cercare la versione polacco, se non se lo ricordano.
Padre Jarek era, è e rimarrà un grande sacerdote cattolico, un vero apostolo dell’amore che ama profondamente Gesù e la Mamma Celeste. Padre Jarek è come una luce che insegna a tutti l’amore per Gesù, per la Madonna e per i propri fratelli. Lui applica la parola di San Padre Pio, di cui è devoto: “Mai mi è passato per il pensiero l’idea di qualche vendetta: ho pregato per i denigratori e prego. Se mai, qualche volta ho detto al Signore: “Signore, se per convertirli c’è bisogno di una sferzata, dalla pure, purché si salvino”.
Nessuno insulterà i denigratori di Padre Jarek, meno ancora lui stesso, perché nessuno si abbasserà al loro livello di intelligenza che dimostrano, perché ognuno ha il suo che si merita. Tengono presenta e si chiedono se Padre Jarek ha insultato qualcuno pregando per l’intercessione di San Charbel, predicando l’amore e il perdono, creando Case di preghiera di San Charbel, unendo le persone in preghiera come fece Gesù.
Bastano i canoni del diritto canonico (della Chiesa Cattolica Romana, che non ha più giurisdizione su de lui) per giudicare e condannare Padre Jarek per sempre? Inoltre, quale canone del diritto canonico dice di smettere di predicare la buona novella, che è coerente con il Vangelo? Gesù non è stato attaccato e ucciso anche per questo? Ora vogliono uccidere un buon sacerdote?

9. “Servire Cristo è il compito della Chiesa. Servire nella Chiesa significa seguire l’esempio di Gesù. La Chiesa, cioè noi tutti battezzati, è chiamata ad “avere in sé gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù” (Filippesi 2,5). Quindi, niente per rivalità, né per vana gloria, ma tutto con umiltà; guardando i sentimenti degli altri, considerandosi minore, stimando gli altri superiori a sé.
La Chiesa di Cristo necessita di sacerdoti che sappiano e desiderino solo parlare dell’insegnamento di Cristo Gesù di amore, pace, perdono e che scendendo con umiltà tra la gente e non di “personaggi” come certi monsignori, vescovi e cardinali che vivono in lussuosi palazzi e si preoccupano solo di occupare centri di potere per disporre della altrui vita.
Abbiamo un sogno: invece di schernire, denigrare, ridicolizzare, attaccare un bravo sacerdote, reciteranno insieme a noi, nell’unità della Santissima Trinità, il Padre Nostro e la Preghiera per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata con la quale Sua Santità Benedetto XVI ha concluso suo Messaggio per la XLIII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, celebrata il 7 maggio 2006, IV Domenica di Pasqua:

“O Padre, fa’ sorgere fra i cristiani numerose e sante vocazioni al sacerdozio, che mantengano viva la fede e custodiscano la grata memoria del tuo Figlio Gesù mediante la predicazione della sua parola e l’amministrazione dei Sacramenti, con i quali tu rinnovi continuamente i tuoi fedeli.
Donaci santi ministri del tuo altare, che siano attenti e fervorosi custodi dell’Eucaristia, sacramento del dono supremo di Cristo per la redenzione del mondo.
Chiama ministri della tua misericordia, che, mediante il sacramento della Riconciliazione, diffondano la gioia del tuo perdono.
Fa’, o Padre, che la Chiesa accolga con gioia le numerose ispirazioni dello Spirito del Figlio tuo e, docile ai suoi insegnamenti, si curi delle vocazioni al ministero sacerdotale e alla vita consacrata.
Sostieni i Vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i consacrati e tutti i battezzati in Cristo, affinché adempiano fedelmente la loro missione al servizio del Vangelo.
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
Amen.
Maria, Regina degli Apostoli, prega per noi!”.

10. Cosa significano per noi i sacerdoti e i religiosi in generale e perché è un peccato grave attaccarli, ce lo fa capire il sogno di un cardinale del secolo XV.
Il Vescovo di Brixen, Cardinale Nicola Cusano (1401-64) non fu solo un grande politico della Chiesa Cattolica, rinomato legato papale e riformatore della vita spirituale del clero e del popolo del secolo XV, ma anche un uomo del silenzio e della contemplazione. In un “sogno” gli fu mostrata quella realtà spirituale che ancora oggi vale per tutti i sacerdoti e per tutti gli uomini: il potere dell’abbandono, della preghiera e del sacrificio delle madri spirituali nel segreto dei conventi.
“… Entrati in una chiesa piccola e molto vecchia, adornata con mosaici ed affreschi dei primi secoli, al cardinale si manifestò una visione immane. Migliaia di religiose pregavano nella piccola chiesa. Esse erano così esili e raccolte che tutte avevano posto, nonostante la comunità fosse numerosa. Le suore pregavano e il cardinale non aveva mai visto pregare così intensamente. Esse non stavano in ginocchio, ma dritte in piedi, lo sguardo fisso non lontano, ma su di un punto a lui vicino, però non visibile ai suoi occhi. Le loro braccia erano aperte e le mani rivolte verso l’alto, in una posizione di offerta”.
L’incredibile di questa visione sta nel fatto che queste suore nelle loro povere e sottili mani tenevano uomini e donne, imperatori e re, città e paesi. A volte le mani si stringevano intorno ad una città; altre volte un paese, riconoscibile dalle bandiere nazionali, si estendeva su un muro di braccia che lo sostenevano. Anche in questi casi, intorno ad ogni singola orante si spandeva un alone di silenzio e di riservatezza. La maggior parte delle suore però sosteneva in mano un solo fratello o sorella. Nelle mani di una giovane ed esile monaca, quasi una bambina, il cardinale Nicola vide il Papa. Si capiva quanto il carico gravasse su di lei, ma il suo volto brillava di gioia. Sulle mani di una anziana suora giaceva lui stesso, Nicola Cusano, Vescovo di Brixen e Cardinale della Chiesa Cattolica Romana. Egli riconobbe chiaramente sé stesso con le sue rughe e con i difetti della sua anima e della sua vita. Osservava tutto con occhi spalancati e spaventati, ma allo spavento subentrò presto una indescrivibile beatitudine. La guida, che si trovava al suo fianco, gli sussurrò: “Vedete come, nonostante i loro peccati, sono tenuti e sorretti i peccatori che non hanno smesso di amare Dio!”. Il cardinale domandò: “Cosa succede allora a coloro che non amano più?”. Improvvisamente, sempre in compagnia della sua guida, si trovò nella cripta della chiesa, dove pregavano altre migliaia di suore. Mentre quelle viste in precedenza reggevano le persone con le loro mani, queste nella cripta le sostenevano con i cuori. Erano profondamente coinvolte, perché si trattava del destino eterno delle anime. “Vedete, Eminenza”, disse la guida: “Così vengono tenuti coloro che hanno smesso di amare. A volte succede che si riscaldano al calore dei cuori che si consumano per loro, ma non sempre. Talvolta, nell’ora della morte, passano dalle mani di coloro che ancora li vogliono salvare a quelle del Giudice divino, con il quale devono poi giustificarsi anche per il sacrificio offerto per loro. Nessun sacrificio resta senza frutto, ma chi non coglie il frutto offertogli, matura il frutto della rovina”. Il cardinale fissò le donne vittime volontarie. Egli aveva sempre saputo della loro esistenza. Mai però gli era stato così chiaro cosa esse significassero per la Chiesa, per il mondo, per i popoli e per ogni singolo; solo ora lo comprendeva con sgomento. Egli si chinò profondamente davanti alle martiri dell’amore.
Il Castello di Säben troneggia su un’alta rupe, denominata “Acropoli del Tirolo”, che sorveglia la cittadina di Klausen in Valle Isarco ed è raggiungibile solo a piedi (partendo da Klausen, occorrono 45 minuti e per il cammino sulla Via Crucis s’impiegano invece 30 minuti) La collina, chiamata “Monte Sacro” o “Monte di Säben”, era già insediata all’età della pietra e ci fu anche un insediamento tardo-romanico. Dei reperti archeologici testimoniano inoltre, che dal Monte di Säben in tempi passati si sparse la fede cristiana in tutto il Südtirol.
Nel complesso ci sono quattro chiese: la Chiesa di Nostra Signora, la Chiesa del Convento, la Cappella delle Grazie e la Chiesa Santa Croce. Quest’ultima rappresentava dal 550 per 400 anni la sede vescovile del “Bistum Säben”, che nel 1000 d.C. circa venne spostata a Brixen. Nel 1687 il castello vescovile è diventato un Monastero, il Kloster Säben, che venne abitato per la prima volta da monache benedettine provenienti da Nonnberg vicino a Salzburg. Nel 1699, l’edificio divenne un’Abbazia e Maria Agnes Zeillerin la prima Badessa. Ancora al giorno d’oggi, una comunità di suore benedettine segue la Regola di San Benedetto da Norcia: “Ora et labora et lege” (Prega, lavora e leggi) e vive la maternità spirituale, pregando e consacrandosi a Dio, proprio come il Cardinale Nicola Cusano aveva visto nel suo sogno.

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