Mons. Cantoni: don Malgesini martire della misericordia di Dio

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Sabato scorso l’elemosiniere di papa Francesco, card. Konrad Krajewski, ha presieduto nella cattedrale di Como, la celebrazione della messa di suffragio per don Roberto Malgesini, concelebrando con il vescovo della diocesi, mons. Oscar Cantoni, ed al termine ha portato il saluto del papa:

“Don Roberto è morto, quindi vive. L’amore non muore mai, neppure con la morte. La pagina del Vangelo che noi sacerdoti spesso leggiamo e che don Roberto ci ricorda proprio oggi, la pagina che non si può strappare mai dal Vangelo, ci ricorda che non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. I poveri erano i suoi amici. Non si può essere cristiani fino in fondo se questa pagina non è fatta nostra. Perché questo è capitato a don Roberto, e non a me, e non a voi? Non lo so. Sono le strade del Signore”.

Ed al termine ha donato alcuni rosari: “Ho portato da parte del Santo Padre i rosari per tutti i volontari e per i bisognosi di don Roberto. E anche per questo ragazzo sfortunato che sta in carcere e chiedo alle autorità militare di portarglielo, perché io non posso andarci. Invece ho una corona di rosario particolare, di perla, per i genitori di don Roberto, che non potevano venire, quindi io dopo la celebrazione vado al vostro paese a portarla ai genitori e a baciare le mani a nome del Santo Padre”.

Nell’omelia mons. Cantoni ha ringraziato i fedeli e le autorità civili per la presenza: “Condividiamo il dolore per la tragica morte di don Roberto, ma nello stesso tempo ci rendiamo conto che il suo sacrificio d’amore spalanca alla Chiesa e a tutta la società la possibilità di una straordinaria, inimmaginabile fecondità, che tocca a noi tutti però sviluppare con determinato coraggio evangelico, perché l’esempio di don Roberto non sia vano!

Con la vittoria di Cristo, di cui facciamo memoria in questa Eucaristia, la morte è sconfitta, non ha l’ultima parola. E’ inaugurata un’aurora di vita, che fa sperare in una splendida fioritura, a vantaggio del mondo intero”.

Ed ha ricordato che don Roberto è martire della carità di Cristo: “Il sacrificio di don Roberto, martire della carità e della misericordia, è l’ultimo anello di una lunga catena di miti testimoni del Signore, appassionati annunciatori del Vangelo a servizio della dignità di ogni persona, che riempiono di luce il cammino della nostra vita, ma anche ci interpellano a fondo e ci impegnano a proseguirne l’azione”.

Inoltre ha ricordato gli altri martiri comaschi che come don Malgesini hanno donato la propria vita: “Voglio ricordare per nome alcuni dei martiri, almeno della Chiesa italiana, a partire dal cremasco a me caro, da poco beatificato, padre Alfredo Cremonesi, ma anche da altri sacerdoti e laici, martirizzati più recentemente: dal beato don Pino Puglisi nel 1993 a Palermo, (che ho conosciuto personalmente), da don Giuseppe Diana nel 1994, ucciso dalla camorra a Casal di Principe, dalla laica Annalena Tonelli, uccisa nel 2003 in Somalia.

Faccio memoria anche del servo di Dio don Daniele Badiali di Faenza, missionario in Perù, nel 1997, come il nostro giovane Giulio Rocca (di Isolaccia) nel 1992, entrambi dell’Operazione Mato Grosso. Un plauso al nostro amato don Renzo Beretta, ucciso nel 1999 a Ponte Chiasso di Como e alla nostra suor Maria Laura Mainetti, che sarà beatificata il prossimo 6 giugno a Chiavenna”.

Partendo dalla lettura evangelica mons. Cantoni ha sottolineato il martirio della ‘misericordia’: “La carità e l’amore si donano, ma è proprio della misericordia andare oltre, fino a spogliarsi di sé, farsi piccola e umiliarsi, facendosi debole con i deboli e povera con i poveri, sull’esempio di Gesù, che da ricco che era si è fatto povero per noi, per arricchirci con la sua povertà. Per questo la misericordia è vulnerabile e per questo il male alza continuamente contro di lei il suo calcagno, come fece contro il Figlio di Dio.

Dio non vuole il male, è il male invece, che rifiutando la misericordia, si scaglia contro di essa. Ancora una volta, attraverso il martirio di don Roberto, noi possiamo contemplare e comprendere che cosa significa che Dio è amore, carità e misericordia. Egli è amore in se stesso, carità che si dona, misericordia che si spoglia e si umilia”.

Nella celebrazione a Regoledo di Osio sempre mons. Cantoni aveva detto che don Roberto Malgesini aveva imparato ad amare Cristo educato dalla comunità: “In questa comunità parrocchiale di Regoledo di Cosio, don Roberto è stato generato alla fede attraverso il Battesimo, ossia ha cominciato fin da piccolo a sperimentare che ‘l’amore è da Dio’. Il Battesimo è, infatti, il dono attraverso cui noi riconosciamo e crediamo all’amore che Dio ha per noi”.

(Foto: Diocesi di Como)

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