“We will stand up – Ci alzeremo in piedi” (Papa Giovanni Paolo II, 1979)

Quanti vescovi e sacerdoti cattolici romani si alzano oggi in piedi per i principi non rinunciabili? Se i Pastori dimenticano il magistero di San Giovanni Paolo II, saranno le Pecore ad alzarsi in piedi, a prescindere di loro.

“Tutti gli esseri umani dovrebbero apprezzare l’individualità di ogni persona come creatura di Dio, chiamata ad essere fratello o sorella di Cristo in ragione dell’Incarnazione e Redenzione Universale. Per noi la sacralità della persona umana è fondata su queste premesse. Ed è su queste stesse premesse che si fonda la nostra celebrazione della vita, di ogni vita umana. Ciò spiega i nostri sforzi per difendere la vita umana contro qualsiasi influenza o azione che la possa minacciare o indebolire, come pure i nostri sforzi per rendere ogni vita più umana in tutti i suoi aspetti.
Quindi ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana è minacciata.
Quando il carattere sacro della vita prima della nascita viene attaccato, ci alzeremo in piedi per proclamare che nessuno ha il diritto di distruggere la vita prima della nascita.
Quando si parla di un bambino come un peso o lo si considera come mezzo per soddisfare un bisogno emozionale, ci alzeremo in piedi per insistere che ogni bambino è dono unico e irripetibile di Dio, che ha diritto ad una famiglia unita nell’amore.
Quando l’istituzione del matrimonio è abbandonata all’egoismo umano e ridotta ad un accordo temporaneo e condizionale che si può rescindere facilmente, ci alzeremo in piedi affermando l’indissolubilità del vincolo matrimoniale.
Quando il valore della famiglia è minacciato da pressioni sociali ed economiche, ci alzeremo in piedi riaffermando che la famiglia è necessaria non solo per il bene privato di ogni persona, ma anche per il bene comune di ogni società, nazione e stato (cf. Giovanni Paolo II, Allocutio in Audientia Generali, 3 gennaio 1979).
Quando poi la libertà viene usata per dominare i deboli, per sperperare le ricchezze naturali e l’energia, e per negare agli uomini le necessità essenziali, ci alzeremo in piedi per riaffermare i principi della giustizia e dell’amore sociale.
Quando i malati, gli anziani o i moribondi sono abbandonati, ci alzeremo in piedi proclamando che essi sono degni di amore, di sollecitudine e di rispetto”.

“All human beings ought to value every person for his or her uniqueness as a creature of God, called to be a brother or sister of Christ by reason of the Incarnation and the universal Redemption. For us, the sacredness of human life is based on these premises. And it is on these same premises that there is based our celebration of life—all human life. This explains our efforts to defend human life against every influence or action that threatens or weakens it, as well as our endeavors to make every life more human in all its aspects.
And so, we will stand up every time that human life is threatened.
When the sacredness of life before birth is attacked, we will stand up and proclaim that no one ever has the authority to destroy unborn life.
When a child is described as a burden or is looked upon only as a means to satisfy an emotional need, we will stand up and insist that every child is a unique and unrepeatable gift of God, with the right to a loving and united family.
When the institution of marriage is abandoned to human selfishness or reduced to a temporary, conditional arrangement that can easily be terminated, we will stand up and affirm the indissolubility of the marriage bond.
When the value of the family is threatened because of social and economic pressures, we will stand up and reaffirm that the family is “necessary not only for the private good of every person, but also for the common good of every society, nation and state” (General Audience, January 3, 1979).
When freedom is used to dominate the weak, to squander natural resources and energy, and to deny basic necessities to people, we will stand up and reaffirm the demands of justice and social love.
When the sick, the aged or the dying are abandoned in loneliness, we will stand up and proclaim that they are worthy of love, care and respect”.

[dall’Omelia di Sua Santità Giovanni Paolo II, Viaggio Apostolico negli Stati Uniti d’America (1°-8 ottobre 1979), Santa Messa nel Capitoll Mall a Washington, domenica 7 ottobre 1979]

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