L’augurio dei vescovi delle Marche per il nuovo anno scolastico

A settembre iniziano le scuole e quest’anno è un inizio molto atteso da tutti, in quanto sono trascorsi sei mesi dalla loro chiusura forzata e studenti ed insegnanti sono stati costretti a lezioni a distanza a causa del Covid 19. Per questo motivo si attende con un po’ di trepidazione l’inizio, come hanno scritto i vescovi marchigiani in lettera al mondo scolastico, agli studenti ed alle loro famiglie:

“Nei mesi passati andava di moda disegnare un arcobaleno beneaugurante con la scritta ottimistica: andrà tutto bene. Da Vescovi e da credenti vorremo trasmettervi di più, soprattutto quella speranza cristiana che san Paolo nella lettera ai Romani ha espresso con una celebre frase: ‘Tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio’. Indicando che con la forza dell’amore di Dio per noi e nostro per Lui si può trarre un frutto di bene anche da situazioni tutt’altro che positive e tutt’altro che rare nella vita”.

Poi i vescovi invitano gli studenti a non trascurare la scuola: “La scuola, prima che un travaso di nozioni, deve essere scuola di vita che impara dalla vita. Questo tempo di vita difficile che abbiamo davanti ci può insegnare tante cose, a partire dal valore dell’impegno e del darsi importanti regole di comportamento e di azione, segno tangibile di rispetto per sé e per gli altri”.

La lettera è anche un invito alla responsabilità: “Il modo di giungere a scuola, di trascorrervi la giornata, di vivere cose banali come i minuti di intervallo dovrà cambiare rispettando le norme che, da mesi, stanno cercheranno di tutelare la salute di tutti. Quando voi tutti, insegnanti, personale e studenti, vivrete queste fatiche giornaliere pensate perché e per chi lo fate.

Lo fate per tutelare la vita vostra e quella degli altri, in particolare dei più fragili, i malati e gli anziani che sono più esposti al rischio del contagio. Anche ai più piccoli tra voi viene chiesto questo atto di responsabilità e di amore generoso verso gli altri, senza promettervi regali in cambio, ma solo avendo fiducia in voi e nella vostra capacità di essere ogni giorno più maturi e responsabili”.

La scuola è un’esperienza che introduce alla vita: “Dall’esperienza che vivrete, potrete imparare la comprensione del valore di quello che oggi ci manca e che in passato davamo per scontato: la bellezza di un abbraccio affettuoso, la spontaneità del correre assieme ridendo e cantando, il valore di una carezza, l’impegno suggellato da una stretta di mano. Se questa esperienza vi farà crescere più coscienti del valore e della preziosità del vostro corpo e di quello degli altri, avrete imparato tanto, forse molto più di quello che potremmo insegnarvi in condizioni normali”.

Nella lettera i vescovi ringraziano anche il mondo scolastico: “Da adulti infine vogliamo ringraziare tutto il mondo dei lavoratori della scuola. Anche perché affrontate una prova che non è senza rischi per voi e per le vostre famiglie, ma è proprio quando questo lavoro si fa col cuore, si vive come un’autentica vocazione, anche con sincero sacrificio personale, che si costruisce un futuro migliore per tutti. La vocazione dell’educatore nasce, cresce e si fortifica più nei momenti di difficoltà, che quando tutto scorre facilmente in discesa”.

Inoltre non manca un incoraggiamento ai genitori: “Vogliamo infine incoraggiare i genitori, che sono certo preoccupati della salute dei figli, ma comprendono anche il grande valore della formazione e dell’istruzione, un bene che dobbiamo garantire ai figli con una collaborazione sempre più stretta tra scuola e famiglie”.

Ed infine la benedizione: “Giunga a tutti voi la nostra benedizione assieme all’assicurazione che vi saremo vicino con la preghiera e quando sarà possibile e gradito anche venendovi a trovare a scuola. In nessun lavoro, infatti, si smette mai di imparare ed anche a noi Vescovi, ogni tanto, tornare a scuola fa proprio bene”.

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