Papa Francesco alla Pami: la Madonna sia libera dalle mafie

Nella lettera di ferragosto alla Pontificia Accademia Mariana internazionale  papa Francesco ha espresso apprezzamento per l’istituzione di un Dipartimento di analisi e di studio dei fenomeni criminali e mafiosi, ‘per liberare la figura della Madonna dall’influsso delle organizzazioni malavitose’:

“Ho appreso con piacere che codesta Pontificia Accademia ha promosso un Convegno per dare inizio ufficialmente al Dipartimento di analisi e di studio dei fenomeni criminali e mafiosi, per liberare la figura della Madonna dall’influsso delle organizzazioni malavitose. Desidero esprimere il mio apprezzamento per l’importante iniziativa”.

La lettera è stata riportata sul numero di ‘Maria con te’, il settimanale mariano della ‘San Paolo’, che ha dedicato un servizio a questa iniziativa che si propone di interrompere per sempre “inchini” delle statue davanti alle case dei boss e altre oscure influenze malavitose sugli eventi religiosi e sui luoghi dedicati alla Madonna.

P. Stefano Cecchin, presidente della Pontificia accademia mariana internazionale, ha spiegato a Vatican News che l’impegno del nuovo Dipartimento di analisi e di studio dei fenomeni criminali e mafiosi è combattere la ‘spiritualità deviata’ ravvisabile, ad esempio, negli ignobili inchini delle effigi della Vergine davanti alle dimore dei capiclan:

“La nostra azione si collega idealmente all’anatema di Giovanni Paolo II ad Agrigento nel 1993 e a quello di papa Francesco a Cassano allo Ionio nel 2014… La figura di Maria che viene utilizzata proprio per tenere schiave le persone esagerando la figura di ‘Maria come donna schiava di Dio sottomessa’ che si rassegna al destino del Figlio che muore di fronte ad un potere. E quindi c’è tutta questa realtà di schiavizzare e non aiutare le persone a vivere una religiosità vera. Ma c’è una religiosità legata a superstizioni, a magie e poteri che poi spaventano le persone”.

Nello studio si è specificato lo scopo dello studio per cambiare una cultura: “La Pontificia Academia Mariana Internationalis… ha deciso di coinvolgere le competenze di cui è portatrice, d’intesa con le autorità ecclesiastiche e civili, affinché questa ‘operazione culturale’ di liberazione e di cittadinanza possa diventare realtà concreta attraverso i progetti che verranno presentati all’interno di un vero patto sociale ed educativo globale che faccia della legalità, della trasparenza e della solidarietà i punti di forza della convivenza e dello sviluppo integrale dei territori e delle comunità”.

Lo studio evidenzia come le mafie ‘utilizzano’ l’immagine della Madonna: “Alla donna evangelica caratterizzata da libertà, autodeterminazione, pro-esistenza, perseveranza e serenità, viene opposta dalle mafie e dalle culture mafiose la figura di un’altra donna, caratterizzata dall’obbedienza assoluta agli ordini superiori, dalla mancanza di libertà davanti al Fato, dall’accettazione della violenza e della forza come logiche costitutive della società e dell’economia, dalla devozione totale ai legami di sangue.

Il tutto all’interno di una visione dualistica del mondo e della storia, che divide sostanzialmente in due gli esseri umani: coloro che meritano (e hanno pertanto tutti i diritti) e detengono il monopolio dell’onore; e coloro che non meritano (che sono pertanto necessariamente destinati ad essere schiavi dei primi), ai quali non resta che vivere nel disonore e nella vergogna sperando che chi detiene l’onore li assoldi al suo servizio permettendogli di mangiare le briciole che cadono dalla sua tavola”.

Per questo il Pami vuole delineare una nuova visione culturale: “La Pontificia Academia Mariana Internationalis ritiene quindi che sia necessaria una altrettanto forte e coesa ‘operazione culturale’ di restituzione alla verità della figura di Maria (sia in ottica cristiana che islamica, essendo Maria stessa il ‘modello’ dell’agire credente in entrambe le tradizioni, estensibile anche ad altre esperienze religiose secondo mature iniziative di dialogo interreligioso)  e del suo potenziale educativo in ordine alla costruzione dei territori, delle comunità civili, delle stesse strutture dello Stato,…

quanto piuttosto delle risorse essenziali alla costruzione di una tavola di valori comuni ispirati e conformi al diritto inalienabile della persona alla libertà religiosa quale fondamento del consorzio umano e dell’ordinamento pubblico. Non è infatti pensabile un diritto inalienabile della persona che non possa portare frutti positivi volti al suo sviluppo integrale non solo individuale ma anche sociale, in ragione del suo stesso riconoscimento universale in quanto diritto”.

E’ questa la volontà  del Pami: “Noi lo vogliamo estirpare attraverso la formazione delle persone, delle famiglie. Una formazione che sia veramente cristiana. Papa Francesco ci richiama a questa formazione integrale della persona umana. Il principio primo per aiutare l’umanità e la casa comune, la società e l’uomo e la donna, è proprio quello di dare una sana formazione.

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