Coronavirus, avviso di garanzia per Conte e sei ministri del suo governo

“Ci sono avvisi di garanzia e avvisi di garanzia. Quelli a Conte non contano” (Paolo Becchi – Twitter, 13 agosto 2020).

Il coronavirus sta provando di mandare il governo Conte in tribunale sulla gestione dell’emergenza Covid-19. Giuseppe Conte e i Ministri Alfonso Bonafede, Luigi Di Maio, Roberto Gualtieri, Lorenzo Guerini, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza hanno ricevuto un avviso di garanzia. Nel mirino la gestione dell’emergenza Covid sulla quale sono piovute denunce da tutta Italia contro l’esecutivo piddino-pentastellato.

L’avviso di garanzia al premier e a sei ministri del suo governo – secondo quanto riporta la Nota della Presidenza del Consiglio dei ministri, che dà la notizia – riguarda diversi reati. Le denunce, di cui non sono ancora noti i dettagli, chiamano in causa gli articoli del codice penale sulla pena in concorso (Art. 110), epidemia (Art. 438), delitti colposi contro la salute pubblica (Art. 452) e omicidio colposo (Art. 589), abuso d’ufficio (Art. 323), attentato contro la costituzione dello Stato (Art. 283), attentati contro i diritti politici del cittadino (Art. 294).

Sono oltre duecento gli esposti e le denunce presentate da cittadini sull’operato del governo nel periodo del lockdowon e dell’emergenza Coronavirus. Gli esposti, passati ai pm Eugenio Albamonte e Giorgio Orano, riguardano due ambiti della gestione da parte del governo: da un lato si accusa l’esecutivo di non aver saputo affrontare l’emergenza; dall’altro sono stati inseriti gli esposti in cui si ipotizzano reati di abuso d’ufficio e attentato contro i diritti politici del cittadino per l’imposizione delle norme legate al lockdown.

La Nota di Palazzo Chigi aggiunge, che la Procura di Roma chiederà l’archiviazione: “La trasmissione da parte della Procura al Collegio in base alle previsioni di legge, è un atto dovuto. Nel caso specifico tale trasmissione è stata accompagnata da una relazione nella quale l’Ufficio della Procura ‘ritiene le notizie di testo infondate e dunque da archiviare'”.

“Covid, avvisi di garanzia a Conte e sei ministri. Il pm: da archiviare. Chiedo per mio cugino di montagna: ma il pm non è quello che impersona la pubblica accusa? Ora fa anche il difensore?” (Alfio Krancic – Twitter, 13 agosto 2020).

Vedremo quale fine farà l’avviso di garanzia, se verrà archiviato e con quale velocità… E vedremo se ci sono ancora giudici degni di uno stato di diritto.

Il post di Conte su Facebook

«Nei mesi scorsi alcuni cittadini, avvocati, finanche un’associazione dei consumatori hanno dichiarato pubblicamente di avere presentato denunce nei miei confronti e del Governo per la gestione della pandemia. Le accuse sono state le più varie. Alcuni ci hanno accusato di avere adottato misure restrittive, altri ci hanno accusato di non aver adottato misure sufficienti o di averle adottate troppo tardi. Ci hanno addebitato i più variegati comportamenti criminali: il reato di epidemia, di omicidio colposo, di attentato alla incolumità pubblica, di attentato contro la Costituzione e contro i diritti politici dei cittadini, e altri ancora.
La prova che il nostro Paese ha vissuto e che in parte ancora sta vivendo è stata e continua ad essere impegnativa: chi ha responsabilità di governo deve rimanere concentrato sugli obiettivi da raggiungere che sono, ad un tempo, la tutela della vita e della salute dei cittadini e la ripresa più rapida possibile della vita sociale ed economica.
Abbiamo lavorato sempre allo stesso modo: ci siamo affiancati scienziati ed esperti per disporre costantemente di una base scientifica di valutazione dei dati epidemiologici e abbiamo sempre ispirato la nostra azione ai principi di precauzione e trasparenza e ai criteri di adeguatezza e proporzionalità.
Ci siamo sempre assunti la responsabilità, in primis “politica”, delle decisioni adottate. Decisioni molto impegnative, a volte sofferte, assunte senza disporre di un manuale, di linee guida, di protocolli di azione. Abbiamo sempre agito in scienza e coscienza, senza la pretesa di essere infallibili ma nella consapevolezza di dover sbagliare il meno possibile per preservare al meglio gli interessi della intera comunità nazionale.
Per massima trasparenza vi informo che io e i Ministri Bonafede, Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese e Speranza abbiamo ricevuto un avviso ex art. 6, comma 2, legge cost. n. 1/1989. Poco fa ne abbiamo dato notizia attraverso un comunicato ufficiale. Abbiamo fatto accesso agli atti e abbiamo appreso che alla Procura di Roma, per competenza territoriale, sono state convogliate nei mesi scorsi buona parte delle denunce di reato presentate nei nostri confronti provenienti da varie parti d’Italia.
Doverosamente, la Procura di Roma ha aperto un procedimento nei nostri confronti e dopo aver valutato una ad una le relative denunce le ha giudicate “infondate e dunque da archiviare”.
Ha quindi trasmesso il fascicolo al Collegio dei magistrati competenti per i reati ministeriali accompagnando la trasmissione con la richiesta di archiviazione. L’invio del fascicolo al Collegio è un atto dovuto in quanto previsto dalla medesima legge cost. n. 1/1989. Lasciamo che la Magistratura completi questo iter procedimentale.
Io e i Ministri siamo e saremo sempre disponibili a fornire qualsiasi forma di collaborazione che ci verrà richiesta, nel rispetto dei distinti ruoli istituzionali.
Il bene dell’Italia e degli italiani, prima di tutto» (Giuseppe Conte – Facebook, 13 agosto 2020 ore 13.38).

Foto di copertina (dalla pagina Facebook di Giuseppe Conte): a noi, cittadini senza diritti e indifesi, mascherine e distanziamento di sicurezza. A lorsignori il coronavirus non interessa, loro sono sopra e oltre la legge.

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