UCID: la Dottrina Sociale della Chiesa al centro dell’azione sociale

Le rivolte in America, il razzismo e l’attacco ai monumenti storici e ai simboli della cristianità, la diffusione del Sars CoV2 in Cina e nel mondo e le proteste di Hong Kong, la globalizzazione, il capitalismo e la debolezza dell’Unione Europea.  Il mondo dopo la pandemia appare sconvolto da fenomeni che turbano gli equilibri internazionali. ‘Osservare, giudicare e intervenire’ sulla realtà è il metodo suggerito dalla Dottrina sociale della Chiesa e dalla celebre formula, cara a papa Pio XI, prende le mosse il ciclo di incontri organizzato dall’UCID, l’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, associazione di fedeli nata nel 1947 su impulso dei cardinali Schuster e Siri.

Il ciclo degli incontri, promosso dal Movimento Giovani della Regione Lazio dell’UCID insieme all’Istituto Acton per lo Studio della Religione e della Libertà, affronta, grazie ad alcuni ospiti autorevoli, i grandi temi che agitano il nostro presente, come ha sottolineato Benedetto Delle Site, presidente dei Giovani UCID della regione Lazio:

“La pandemia da Sars CoV2 e le crisi emergenti nello scenario internazionale ci impongono l’osservazione degli avvenimenti, la loro lettura e quindi un giudizio alla luce della Fede e del Magistero della Chiesa. Infine l’intervento sulla realtà che ci circonda per modificarla e migliorarla, anche grazie al contributo fondamentale che una solida visione cristiana è in grado di apportare alle realtà temporali”.

Il primo incontro, ‘Cosa succede in America? Violenza, razzismo, odio di sé’, si è svolto giovedì 30 luglio con p. Robert Sirico, sacerdote americano e fondatore dell’Istituto Acton; mentre a settembre, dopo la pausa estiva, sono previsti i successivi appuntamenti: l’incontro ‘Cosa succede in Asia? Virus, Hong Kong, Chiesa cattolica’ vedrà ospite p. Bernardo Cervellera, missionario del PIME e direttore di AsiaNews, a cui seguirà poi il terzo incontro, ‘Il capitalismo ha fallito? Gli effetti del virus sull’economia globale’ con la partecipazione dell’economista Ettore Gotti Tedeschi. Concluderà il ciclo degli incontri l’appuntamento sulla crisi dell’Unione europea, ‘L’Europa è finita? L’Unione di fronte al virus e le radici del Vecchio continente’ con l’intervento del prof. Rocco Buttiglione, docente di Filosofia Politica.

Al dott. Benedetto Delle Site abbiamo chiesto di spiegare quale è l’obiettivo che si prefigge questo corso: “Il ciclo di incontri prende spunto dal motto di papa Pio XI, ‘osservare, giudicare, intervenire’: l’epidemia da coronavirus ha provocato un cambiamento drammatico nello scenario mondiale, investendo l’economia, la società, la politica, la visione del mondo.

Scenari nuovi, imprevisti, che vogliamo capire ed affrontare con quello che è il metodo suggerito dalla dottrina sociale della Chiesa: l’osservazione dei fatti, il giudizio attraverso un discernimento fondato sulla sapienza del Magistero e conseguentemente l’azione alla quale la classe dirigente e imprenditoriale è chiamata nel mondo”.

Quale importanza riveste per il cristiano la Dottrina Sociale della Chiesa?

“La Dottrina sociale della Chiesa è un pensiero organico sulla vita sociale degli uomini che nasce dalla declinazione del Fatto cristiano nell’ambito delle realtà temporali. Raccolta nelle encicliche e nei pronunciamenti dei pontefici che si sono trovati di fronte alle grandi questioni della modernità, essa parla ad ogni uomo, perché la Chiesa lo conosce profondamente, ma per il cristiano in modo particolare rappresenta una bussola indispensabile per orientarsi ed agire in una società complessa”.

Cosa propone l’Ucid nel rilancio dell’economia dopo il coronavirus?

“Occorre liberare l’economia e mettervi al centro la persona umana, portatrice di valori inviolabili perché immagine del suo Creatore. Fare economia significa seguire una vocazione nobile e servire il bene comune: sono innanzitutto le imprese a reggere la nostra economia, creare ricchezza ed occupazione, in un ecosistema che continua purtroppo ad ostacolarle e penalizzarle.

E’ necessario poi sostenere di più la famiglia, perché il calo demografico ha effetti macroeconomici devastanti sui quali è tornata correttamente a pronunciarsi anche la CEI. In tutte le sedi, ivi inclusi gli Stati generali convocati dal premier Conte, abbiamo portato questo tipo di sensibilità ed indirizzo”.

Cosa vuol dire per l’Italia l’approvazione del Recovery Fund?

“Si tratta di un primo segnale molto positivo, perché ripristina una forma di solidarietà europea perduta negli anni. L’oscuramento delle radici giudaico-cristiane dalla costituzione dell’Unione è tra le cause di questa perdita di solidarietà fra gli stati europei. Se davvero vogliamo evitare i particolarismi, dobbiamo chiederci quale Europa vogliamo, interrogarci sulle autentiche fondamenta della sua unità.

Occorre inoltre che lo Stato canalizzi quelle risorse in investimenti virtuosi, capaci di attivare le energie migliori dal popolo italiano, che da sempre esprime eccellenze in ogni campo, senza tornare a forme di assistenzialismo e statalismo che in passato non hanno fatto bene al nostro Paese”.