L’Elemosiniere di Sua Santità Cardinale Krajewski in visita a Leopoli

Dopo le passeggiate e soggiorni nei rifugi sui Monti Tatra in Polonia, con suo amico Mons. Grzegorz Ryś, Arcivescovo Metropolita di Łódż e Amministratore Apostolico sede plena della diocesi di Kalisz, il Cardinale Konrad Krajewski, Elemosiniere di Sua Santità, oggi è in Ucraina per una visita di due giorni, su invito dell’Arcivescovo Metropolita di Leopoli, Mons. Mieczyslav (Mietek) Mokshitsky, già Secondo Segretario Particolare di San Giovanni Paolo II.

Durante le prime ore della giornata, Krajewski ha potuto visitare la città insieme al sindaco Andriy Sadov.

Krajewski si è anche recato con il sindaco Andriy Sadov e il Vice Primo Ministro della Polonia, Jacek Sasin, al Memoriale dei “Cento Eroi Celesti” per deporre un omaggio floreale e pregare per i caduti durante le proteste dell’Euromaidan.

In mattinata è stato anche benedetto il terreno e la pietra angolare per il costruendo monastero delle suore Albertine, e la casa per le donne senzatetto e le donne sole con bambini. Era previsto anche un pranzo con le persone senzatetto alla Caritas di Leopoli.

Nel pomeriggio Krajewski presiede la consacrazione della Chiesa dedicata a San Giovanni Paolo II, nel quadro del centenario della nascita del pontefice.

Momento culminate della visita di Krajewski sarà la Santa Messa di domani alle ore 11.00, presso il Santuario nazionale di Santa Maria a Berdychiv, anche in omaggio all’Anno delle vocazioni che vive la Chiesa in Ucraina.

“La presenza dell’elemosiniere del Papa è molto significativa per noi”, ha dichiarato Mons. Mokshitsky, soffermandosi sull’importanza della visita di Krajewski e della celebrazione eucaristica al santuario mariano, nell’intervista a Marco Guerra per Vatican News.

Mokshitsky: «Berdychiv è il nostro Santuario nazionale e ogni anno è raggiunto da molti pellegrini che vengono da ogni parte del Paese, per incontrarsi nella preghiera e per chiedere l’intercessione della Madonna per proteggere l’Ucraina e soprattutto per chiedere la pace. Quest’anno siamo molto fortunati e molto grati che sua eminenza, il Cardinale Krajewski, abbia accettato il nostro invito. Da diversi anni, da quando è iniziata la guerra, Papa Francesco è vicino al nostro Paese, alla nostra Chiesa, e ci ha aiutato in diversi modi. Questa presenza dell’Elemosinere è simbolica, in questo modo il Papa ci ricorda che non ci ha dimenticato. Il cardinale con la preghiera ci dà conforto nel superare le difficoltà anche quelle che stiamo subendo a causa della pandemia».

Per l’occasione, a 100 anni dalla nascita di Giovanni Paolo II, anche la consacrazione di una Chiesa a lui dedicata: quanto è radicata la figura del Pontefice e la sua venerazione tra i cattolici ucraini?

Mokshitsky: «San Giovanni Paolo II amava tanto il popolo ucraino, conosceva la sua storia. Papa Wojtyła è stato in questo Paese nel 2001 e questo suo viaggio diede molto conforto. La sua presenza testimoniò che questo Paese, dopo tanti secoli, era diventato indipendente. Il Papà ringraziò anche i fedeli, i sacerdoti e le suore che durante il periodo del comunismo hanno conservato la fede. La devozione nei suoi confronti è infatti molto forte anche nella Chiesa orientale greco-cattolica e anche i fedeli ortodossi hanno grande rispetto per lui. Siamo quindi contenti che in questa occasione possiamo dedicargli una piccola Chiesa nella periferia di Leopoli, consacrata dall’Elemosiniere del Papa».

Il Cardinale Krajewski viene anche a inaugurare un luogo sacro e una casa di accoglienza.Che segno vuole essere per la comunità locale?

Mokshitsky: «Questo è uno dei principali scopi della sua visita come Elemosiniere del Papa che ci tiene tanto al sostegno dei poveri. Il cardinale metterà la prima pietra di questo edificio. Leopoli è una grande città e ha bisogno di queste case e questa struttura della Chiesa latina sarà molto significativa. Abbiamo già una casa per uomini senza tetto e ora siamo molto contenti che ne avremo una dedicata anche alle donne».

La Chiesa cattolica ucraina si conferma vicina al popolo anche in questo momento di pandemia…

Mokshitsky: «La Chiesa di rito latino è sempre aperta a tutti, non distinguiamo se i poveri che vengono per la mensa e i senzatetto sono cattolici o no. Questo è molto apprezzato dalle autorità civili locali e dal governo ucraino, che stanno collaborando con noi per portare avanti quest’opera».

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