Ennio Morricone: un uomo, un genio

Ennio Morricone è stato uno dei più grandi compositori della storia del cinema, vincendo 3 Golden Globe, 6 Bafta, 10 David di Donatello (e per altri 5 la candidatura), 5 nastri d’argento, un Oscar alla Carriera e l’Oscar alla Migliore colonna sonora per ‘The Hateful Eight di Tarantino’. Ha anche una stella sulla Hollywood Walk of Fame, la mitica passeggiata di Los Angeles dove sono ricordati tutti i più grandi dello spettacolo; infine gli è stato dedicato anche un asteroide, il ‘152188 Morricone’.

Morricone ha fatto la storia sonora del cinema: dalle sonorità del far west di Sergio Leone all’epocale soundtrack di C’era una volta in America, da Mission agli Intoccabili, la sua musica è diventata parte integrante di intere generazioni, tantoché è stato omaggiato anche dalla canzone ‘Magnificent’ degli U2; ancora occorre ricordare che i Metallica ed i Ramones aprono i propri concerti con le sue colonne sonore, mandando in visibilio i giovani.

Ma è stato anche autore di musiche per canzoni di Canfora, Barzizza, Angelini, Kramer, Luttazzi,  Paoli, Morandi, Baglioni, Cocciante. Pausini: “Consideravo quel mestiere con una certa spocchia e una buona dose di superiorità ritenendolo eccessivamente al servizio della melodia cantata”.

Dalle pagine della sua autobiografia emerge la sua visione della vita: “Questa lunga esplorazione, questa lunga riflessione, a questo punto della mia vita è stata importante e persino necessaria. Entrare in contatto con i ricordi non significa solamente malinconia di qualcosa che sfugge via come il tempo, ma anche guardare avanti, capire che ci sono ancora, e chissà quanto ancora può succedere”.

Ed il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo ha definito un genio: “La scomparsa di Ennio Morricone ci priva di un artista insigne e geniale. Musicista insieme raffinato e popolare, ha lasciato un’impronta profonda nella storia musicale del secondo Novecento. Attraverso le sue colonne sonore ha contribuito grandemente a diffondere e rafforzare il prestigio dell’Italia nel mondo”.

Nel 2009 al Meeting dell’Amicizia tra i Popoli a Rimini, incontrando i giovani, parlò della sua musica: “Anche nella musica da film esprimo me stesso, ma sono inevitabilmente condizionato. Mi riscatto da questo condizionamento inserendo ‘clandestinamente’ elementi di complessità in grado però di arrivare all’ascoltatore.

Se è vero che il cinema costringe a occuparsi della comprensione del pubblico, nella musica assoluta si potrebbe teoricamente farne a meno, ma non è il mio caso. E questo non mi toglie la libertà di comporre come desidero”.

E si soffermò a chiarire il significato di innovatore nella musica: “’innovatore lo riconosceremo se saprà scrivere musica assoluta rigorosa rispondendo allo stesso tempo a un’esigenza di comprensione del pubblico. Noto però che manca sempre di più la capacità di selezionare, lo spirito critico… una confusione che colpisce anche giornalisti affermati che prendono lucciole per lanterne. Con un po’ più di spirito critico si distinguerebbero gli innovatori, da chi innova solo se stesso”.

Il direttore artistico della Festa del Cinema, Antonio Monda, autore di un’intervista ‘Lontano dai sogni’, lo ha così ricordato: “Ennio Morricone è stato un genio della musica e un genio del cinema. E’ inconcepibile vedere alcuni film senza apprezzare ed esaltarsi per la sua musica. Parliamo di film di grandissimi registi, il pantheon del cinema mondiale deve enormemente a Morricone”.

Non resta che concludere con un bilancio della sua vita: “Ho avuto la grazia del dono del talento musicale e la possibilità di poter studiare musica per coltivarlo. Faccio un lavoro esaltante perché quando si scrive si compie un atto creativo potentissimo, si trae qualcosa dal nulla, si dà forma a suoni che poi arriveranno al cuore delle persone.

Ho sempre lavorato guardando avanti. Certo, ho avuto anche momenti di crisi, superati, però, grazie alla fiducia nei miei mezzi… Ho scritto per tutte le espressioni di musica contemporanea: commerciale, sinfonica, da camera, colonne sonore, arrangiamenti e canzoni. E pensando alle mie partiture mi accorgo di essere affezionato a tutte perché tutte mi hanno fatto soffrire, come capita con i figli, ma mi hanno dato anche tante soddisfazioni”.

(Foto: Quirinale)

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