Un’altra libertà. Dibattito con Cardinale Camillo Ruini, Senatore Gaetano Quagliariello e Monsignor Nicola Bux

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Il limite dell’essere umano e la natura della sua libertà
Su @ilpensierocattolico si è svolto ieri un dibattito a cui hanno partecipato il Cardinale Camillo Ruini, il Senatore Gaetano Quagliariello e Monsignore Nicola Bux. Seguono due brani relativi al Disegno di Legge Zan sull’omotransfobia (qualunque cosa essa possa essere) del Senatore Quagliariello e del Cardinale Ruini.

Il video del dibattito integrale: QUI.

Quagliariello: Penso che su questo tema sarebbe importante organizzare una battaglia. A diversi livelli: giuridico, in Parlamento e anche con momenti di mobilitazione. Credo che quel DDl abbia a che fare con il tema della verità e del politicamente corretto. Non si ha il coraggio, da parte dello stesso estensore, di ammettere ciò che quel disegno di legge contiene. Non si tratta di colpire chi fa uso di violenza, sia pure violenza verbale. Quel disegno di legge prevede un reato di opinione. Determinate opinioni possono essere punite penalmente. Sotto questo aspetto alcuni contenuti di quel disegno di legge avrebbero potuto essere ospitate dal Codice Rocco, espressione di regimi autoritari, se non totalitari, passati ai raggi X del politicamente corretto. Ma sempre reati di opinione rimangono. Su questo dovremmo impostare la nostra opposizione al DDL, e su questo si può suscitare sdegno.Quello che è veramente grave è che chi esprime un’opinione senza usare violenza on offendere può essere incriminato. E avere anche in teoria una condanna a molti anni.

Ruini: Questo è un tipico esempio di dittatura del relativismo. Cioè, in nome di alcune idee si ritiene non solo di poterle affermare, ma di criminalizzare idee diverse. E quindi un relativismo che diventa in realtà un assolutismo. E qui noi dobbiamo difendere la libertà di espressione, guai se cediamo su questo. E devo dire che in questo caso la CEI i è espressa in maniera tempestiva e chiara; però che cosa è accaduto? Che i giornali cattolici continuano a essere piuttosto ambigui, a dire, sì, è così, sotto un certo aspetto, però ci sono anche altre interpretazioni possibili. E non si dice invece come ha detto giustamente il prof. Quagliariello che se concediamo questa possibilità di censurare giuridicamente penalmente non delle offese, non delle istigazioni a colpire, ma semplicemente delle valutazioni di ordine antropologico e morale, allora veramente la libertà è in pericolo. E su questo credo anch’io che si possano ottenere vastissimi consensi; è ridicolo che la differenza fra uomo e donna possa venire alla fine criminalizzata.

La legge liberticida sull’omotransfobia è il maggiore attacco dal 1945 alla libertà di pensiero, opinione ed espressione – 2 luglio 2020

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